Top

Bertone: ‘Pedofilia legata omosessualità’ Guerra (di religione) contro persone sane Ma sarebbe ora d’abbandonare ipocrisia

aprile 13, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ama il pensiero libero. Ovvero quel modo – l’unico, che si possa definire così – di pensare che non muove da una tesi sulla realtà per la quale la realtà va plasmata secondo una volontà, ma che si plasma sulla realtà a seconda di come quella è (o appare) veramente. E’ l’unico modo per accedere alla verità (quella relativa, quella che ci è concessa; e pure sempre più anche verso quella assoluta) delle cose. La pedofilia, va detto, non è precisamente una patologia, ma una disposizione sessuale. La differenza dalle altre è che spinge (ma di per sé non sempre porta, così come le altre disposizioni non sempre portano al proprio coronamento) a relazioni sessuali con chi non ha ancora, da questo punto di vista, un’identità definita, che dunque può essere influenzata da tutto questo, che può avere ripercussioni gravi che si rischia di non riuscire a riparare nel corso di tutta una vita. Dunque è una disposizione sessuale che, quando trova compimento in un’azione, può essere gravemente “offensiva”. Dopo di che ci possono essere atti di violenza che prescindono dalla pedofilia così come l’abbiamo definita, ma che sono assolutamente equiparabili e che dunque vanno contrastati con la stessa forza (anche se le modalità sono necessariamente diverse). Entrambe le “forme” possono essere “favorite” da una vita sessuale sofferta, o mancante, o (per altro) disturbata. In questo senso il celibato (e in particolare la castità) non determina di per sé la pedofilia, che è connaturata (eventualmente) alla persona, ma può favorire il suo compimento (laddove è presente) e i’atto di violenza che prescinde dalla pedofilia. Dunque non c’è un legame tra il celibato e la pedofilia, ma c’è un (possibile) legame tra il celibato e gli atti di violenza. Quanto all’omosessualità, è una caratteristica dell’individuo che non reca danno, e che dunque non c’è motivo per “condannare” o contrastare. Ed è una condizione personale che va perciò trattata con un’attenzione e una sensibilità speciale. Quelle che Bertone non ha avuto in questo caso. Non conosciamo statistiche, tuttavia può senz’altro accadere che alla pedofilia si associ l’omosessualità e viceversa, ma l’una non dipende dall’altra. Il segretario di Stato vaticano può dunque mettersi il cuore in pace: essere omoses- suali, di per sé, non ha nulla a che vedere con la pedofilia. Il celibato, al contrario, può avere a che fare con la traduzione in atti di violenza di tutto questo. Il servizio, all’interno, è di Francesco Carosella.           

Nella foto, il segretario di Stato vaticano cardinal Tarcisio Bertone

-

di Francesco CAROSELLA

Mentre fa il giro della rete il servizio shock delle Iene sul prete cinquantenne che per aiutare un minorenne a prendere confidenza con la propria omosessualità lo invita a sedersi a cavalcioni sulle sue gambe, nonché la (presunta) lettera su carta intestata Archivum Secretum Vaticanum nella quale due ecclesiastici disquisiscono a proposito di misure anatomiche di ragazzini, il segretario di Stato della Santa Sede Tarcisio Bertone dal Cile si lascia andare a dichiarazioni paradossali che hanno fatto insorgere tutte le associazioni Glbtq a livello internazionale.

Bertone esordisce mettendo in chiaro che non vi è alcuna equazione tra il celibato (forzato) e la pedofilia: “Molti sociologi, molti psichiatri hanno dimostrato che non c’è relazione tra celibato e pedofilia, e invece – sottolinea – molti altri hanno dimostrato, me lo hanno detto recentemente, che c’è una relazione tra omosessualità e pedofilia. Si tratta di una patologia che interessa tutte le categorie sociali, e preti in minor grado in termini percentuali”.

L’eziologia della pedofilia sarebbe dunque, secondo gli esperti (?) di Bertone, da ricercarsi nell’omosessualità, e perlopiù fuori dalle mura ecclesiastiche, sebbene, ammette – senza però fare specifico riferimento ad alcuno dei casi di cronaca scoppiati a domino negli ultimi giorni che vedono accusati di insabbiamento anche lo stesso pontefice e suo fratello Georg Ratzinger – “il comportamento dei preti in questo caso, il comportamento negativo, è molto grave, è scandaloso”; scandaloso, non criminale. Il segretario del Vaticano si limita a negare genericamente le accuse di oscurantismo, e ci tiene a ricordare che lo stesso Papa ha più volte incontrato e “chiesto perdono” alle vittime, e che è disposto a farlo ancora.

“Bertone mente in modo palese ed inumano quando sostiene che ci sono studi che dimostrato l’esistenza di relazioni tra l’omosessualità e la pedofilia” risponde prontamente con una nota il Movikh (Movimento cileno per le minoranze sessuali).

“Come sempre i cardinali stravolgono la realtà, perchè come si sa dalle statistiche oltre il 70% dei casi di pedofilia avviene nelle famiglie tra persone insospettabili. Non c’è alcun legame tra omosessualità e pedofilia, questo è stato stabilito moltissimi anni fa dalle società di pischiatria e di psicologia internazionali” spiega, se ve ne fosse bisogno, il leader storico di Arcigay Alfredo Mancuso.

Nel frattempo intorno alle 6 di questa mattina nella cittadina bavarese di Marktl am Inn un passante ha scoperto una monumentale scritta oscena a sfondo sessuale sui muri della casa natale di Benedetto XVI, eseguita con una bomboletta spray, “cose così offensive da non poter essere riportate”, secondo la polizia. Il segno di una misura colma.

Francesco Carosella

Commenti

Commenti chiusi.

Bottom