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Governo, ecco la linea (…) di Napolitano Oggi ha firmato il legittimo impedimento “Concede” per difendere la democrazia Non recede intorno a bene degli italiani

aprile 7, 2010 di Redazione 

Il presidente della Repubblica promulga il contestato provvedimento che consente al presidente del Consiglio e ai ministri di vedere sospesi i processi a proprio carico per i prossimi 18 mesi, causa appunto il «legittimo impedimento» della loro funzione di governo. Napolitano che nelle ultime settimane ha detto sì al decreto interpretativo per risolvere il caos liste del Pdl del Lazio, no al pacchetto che superava, di fatto, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, sì appunto oggi a questo che per molti è un lodo Alfano mascherato. Una linea Maginot, quella distesa dal capo dello Stato, che arretra quello che basta per non subire gli assalti necessitati dell’esecutivo e, al tempo stesso, non consente di oltrepassare il confine del rispetto (profondo) degli italiani. Discutibile, l’anima dura e pura del centrosinistra storcerà (duramente) il naso, ma finora ha garantito gli equilibri costituzionali, sedando un conflitto che rischiava di lacerarci. Avremo modo di riparlarne nelle prossime settimane. Nel merito del provvedimento, la prima risposta è invece di Di Pietro, che – fedele alla propria svolta “moderata” – non commenta la decisione del capo dello Stato ma annuncia un referendum abrogativo. Si attende fiduciosi presa di posizione del principale partito del centrosinistra. Ora il servizio di Nicolò Bagnoli. Stasera, nel Diario, il racconto della giornata.           

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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di Nicolò BAGNOLI

E alle fine firmò. Oggi pomeriggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato il disegno di legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei singoli ministri a comparire in processo. Il provvedimento era stato approvato in via definitiva dal Senato il 10 febbraio scorso ed entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Napolitano ha rivolto un appello al mondo politico e giudiziario per una leale collaborazione. Il primo a reagire è stato Antonio Di Pietro. In una nota il leader dell’Italia dei Valori ha rinunciato ad attaccare Napolitano (“Cosa fatta capo ha”) ed ha annunciato il ricorso al referendum. “Per quanto ci riguarda non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e, soprattutto, a chi giovi questo provvedimento che riteniamo incostituzionale e immorale. Per questo, chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto con il lodo Alfano, se sono d’accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo debba essere il nostro, si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato”.

Nicolò Bagnoli

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