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Il silenzio assordante del centrosinistra Premier in “ritiro”, Bersani fuma il sigaro Alternativa non c’è p(e)rché non si sente Il dominio psicologico della maggioranza Con saggio sul loro vittimismo di Rosadi

aprile 7, 2010 di Redazione 

Ritorno alla politica italiana dopo la pausa pasquale. Quale migliore occasione per riprendere in mano il pallino e tornare ad imporre l’agenda al Paese nel momento in cui Berlusconi tace? E invece no, silenzio assoluto. Il centrosinistra non c’è, e se c’è non si sente. Così gli italiani hanno in mente una sola «alternativa»: per quale ragione dovrebbero votare una cosa che nemmeno percepiscono? Quando poi i Democratici sono obbligati al confronto, ad esempio nei talk show televisivi, subiscono la supremazia della maggioranza. In quelle occasioni il Paese sente anche l’altra campana, ma spegne la tivù con la sensazione che la ragione ce l’abbiano Berlusconi e i suoi. Mancanza di idee, idee deboli? Il giornale della politica italiana sostiene dal dopo-elezioni che il dibattito del centrosinistra debba partire da lì, altro che dalle alleanze, e nemmeno (tanto) dal rinnovamento, ma attenzione: nemmeno dai programmi: dalle idee. I programmi sono semplici toppe che hanno il fiato corto; al centrosinistra serve un’idea complessiva ed organica su come vuole rendere questo Paese nel futuro. Che poi altro non è che la «narrazione» di cui tanto si parla, che il presidente del Consiglio svolge dal momento della sua discesa in campo. Questo è, lo diciamo a chi forse non l’ha capito: avere un’idea – complessiva – di futuro e proporla agli italiani. Con tutte le declinazioni del caso. Ma senza uscire da questa prospettiva. E lasciando cadere ogni altro “richiamo” al presente autoreferenziale che venisse dalla parte opposta. Dimenticare Berlusconi. Pensare e comunicare solo il futuro. Naturalmente finché tutto questo non c’è non lo si può nemmeno comunicare. E in questo senso il Politico.it sottolinea lo sforzo, autentico o meno che sia, dei “giovani” – Civati, Zingaretti – dirigenti Democratici di partire da qui (ne riparleremo). E tuttavia farete fatica, cari Democratici, a farvi voi stessi un’idea forte, finché subirete il dominio psicologico del centrodestra. La comunicazione deve venire contestualmente alla predisposizione delle idee, alla quale darà forza. Generando un circolo virtuoso che non si fermerà più. Lo stesso che in questi anni ha portato il centrodestra a farsi sempre più sicuro ed egemone: l’atteggiamento degli esponenti della maggioranza non è lo stesso; quello di Berlusconi (forse) sì, quello dei suoi si è fatto più forte e deciso nel tempo. Proprio grazie a questo circolo virtuoso. Lo ripetiamo a Bersani: non è peccato. Le idee passano (in tutti i sensi) di qui. Riguardo al dominio psicologico del centrodestra, Marco Rosadi descrive brillantemente – per il giornale della politica italiana – nel saggio che state per leggere la tecnica del “vittimismo” praticata dal presidente del Consiglio e dai suoi. Lo diciamo a Bersani: voi potete ottenere lo stesso effetto con le idee. Ma dovete cominciare a comunicare. Fatevene una ragione. Il saggio di Rosadi, all’interno.           

Nella foto, Pierluigi Bersani fuma il suo sigaro: nel momento sbagliato?

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di MARCO ROSADI

Dicesi vittimismo l’inclinazione ad atteggiarsi a vittima di chi, lungi dall’essere perseguitato, vuol farsi compatire per ottenere qualcosa. In tal modo, anche le critiche più bonarie divengono attacchi proditorii, offese da rintuzzare nei duelli televisivi. Travolti da un molesto diluvio di «Vergogna!», «Si vergogni!», gli avversari gettano via le antiche armi spuntate della dialettica, ripiegando sull’inefficace Linea Maginot del buon senso. «Non sanno fare altro che insultare», tuona il premier contro una sinistra irresponsabile, “panciafichista” e “paciafondaia”. No, questo l’ha detto un altro uomo voluto dal destino e da maggioranze osannanti.

Agli oppositori, dunque, non rimane che fomentare deboli sassaiole sull’indistruttibile Linea Sigfrido di leggi ad hoc e ad personam, lodi, decreti, decretini, legittimi impedimenti… E, comunque, nemmeno le cannonate avrebbero effetto sui bunker del vittimismo amplificato da un’informazione che dimena la coda. Il politico più votato e amato dagli italiani diviene così “vittima” di angherie e d’insulti inventati dal “congenito bolscevismo” di quella magistratura e di quella stampa (poco più di quattro gatti) refrattarie alla devota genuflessione. Una specie di oscuro e diabolico meccanismo impone quindi un capro espiatorio. Lui. Sempre Lui.

Il telone mediatico si apre sui soliti replicanti.

L’altero Capezzone sermoneggia, il reboante La Russa deride i persecutori del Dominus. Bieca e giustizialista, la sinistra non vuole mai collaborare (o farsi complice?) a riforme istituzionali che sembrano dettate personalmente dal capo del governo, incise col fuoco della durlindana leghista. E il “perseguitato” è ancora una volta Lui. Commossi da tanto “supplizio”, gli italiani lo premiano regalandogli una cornucopia (a dire il vero, sempre meno stracolma) di successi elettorali.

Si fingono martiri anche i ragazzini che combinano qualche birbonata. Il vittimismo è una forma di simulazione per ottenere vari effetti e/o benefici. Vera e sola vittima è invece il Paese, la moltitudine anonima dei cittadini, pure e semplici astrazioni per il neobonapartismo vittorioso. E la vittimologia è anche una branca della psicologia forense. Forense… Vocabolo che fa subito pensare agli eterni processi di cui è “vittima predestinata” l’uomo che scese in campo per occuparsi della cosa pubblica, in un paese che Lui bollò come antidemocratico e governato da forze immature.

MARCO ROSADI

Commenti

One Response to “Il silenzio assordante del centrosinistra Premier in “ritiro”, Bersani fuma il sigaro Alternativa non c’è p(e)rché non si sente Il dominio psicologico della maggioranza Con saggio sul loro vittimismo di Rosadi

  1. Mario on aprile 7th, 2010 18.48

    Ma una sinistra che si dice vittima del bombardamento mediatico (quando ha e ha avuto dalla sua i giornali più venduti che si trovano in tutti gli alberghi d’Italia anche grazie ai soldi pubblici) non fa vittimismo?
    La redazione dice che si combatte il vittimismo con le idee….io dico che se le idee vengono dal retaggio di sinistra e centrosinistra italiano allora ci teniamo Berlusconi altri 10 anni anche se lui non dice più una parola.
    L’unico modo per sconfiggere il berlusconismo è un liberismo moderato non una socialdemocrazia che tanti danni ha fatto e fa in giro per l’Europa.
    Il primo Blair l’aveva capito.

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