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L’editoriale. Riforme nell’interesse di tutti (gli italiani) di Luigi Crespi

aprile 6, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana cre- de nell’onestà e nella responsabi- lità. Su queste colonne avete sempre trovato e troverete sempre e solo idee, opinioni, punti di vista ispirati a quei due valori irrinunciabili. Per il bene del Paese. E’ su questi due pilastri che si può infatti rifondare la politica italiana del futuro. In questa chiave il grande sondaggista legge il peso sempre maggiore che la Lega va acquisendo nella nostra politica, «un peso superiore a quello elettorale», che tende a non funzionare per l’interesse di tutti. Come nel caso della riforma elettorale, sulla quale, dalla «legge-porcata» di Calderoli al dibattito che si sta sviluppando nella maggioranza, le camicie verdi insistono per una soluzione che, invece di essere utile a tutti, serve ad «esaltare il peso (ancora) elettorale della Lega». Oggi il presidente del Consiglio incontra Bossi. il Politico.it, per la firma proprio dell’ex spin doctor del Cavaliere, lancia al premier un appello: presidente superi gli egoismi e pensi – a partire dalla legge elettorale – a soluzioni per il bene del Paese.           

Nella grafica, Luigi Crespi

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di LUIGI CRESPI

Come può la Lega Nord acquisire un peso politico superiore a quello elettorale?

Governando le riforme istituzionali di uno Stato, quello italiano, che in verità vuole superare se non, almeno nel cuore della sua militanza profonda, abbattere. Se ci pensate bene la riforma “porcata” elettorale voluta da Calderoli ha dato un bel contributo in questa direzione e quindi perché non continuare?

Oggi Bossi incontra Berlusconi e parleranno di futuro, ma la Lega ha già piantato i paletti con Calderoli (rieccolo) che lancia la candidatura di Tremonti per il 2013 e Maroni dalle colonne del Corriere della Sera parla di semipresidenzialismo alla francese, cioè un’elezione del premier con il ballottaggio e con un secondo turno che esalterebbe proprio il peso elettorale della Lega. Certo che se ognuno pensa ad una riforma guardando al proprio interesse è chiaro che il nostro Paese non riuscirà mai a disporre di una vera ed efficiente legge elettorale.

E così il 2013 ci consegnerà ancora Berlusconi inossidabile candidato premier? Oppure si accontenterà di prendere il posto di Napolitano in attesa di una modifica che troppi egoismi rendono impossibile da praticare?

Tre anni sono tanti in politica, un’eternità e chi pensa al futuro deve vivere nel futuro.

LUIGI CRESPI

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