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Brunetta, hai ragione: la Lega ti ha tradito Crollo verde da Regionali a comunali: -8% E’ un “no” ai sindaci a mezzo servizio (?) Venezia, l’analisi del voto firmata Crespi

aprile 1, 2010 di Redazione 

Il centrodestra, lo abbiamo detto, ha vinto le elezioni. Tutte. L’intera tornata amministrativa. Anche le comunali si sono concluse a favore di Pdl e Lega. Con qualche “però” di alto valore simbolico (ma con un substrato politico forte). Lecco, ad esempio, dove Roberto Castelli è stato battuto nella corsa alla poltrona di sindaco. E nel capoluogo veneto, naturalmente, dove ad essere stato “trombato” è niente meno che il ministro della Pubblica amministrazione. Sottosegretario, Castelli. Ministro, Brunetta. Ed entrambi intenzionati a non mollare l’osso nemmeno in caso di elezione. Leghista, il primo. Pidellino, il secondo. Entrambi, probabilmente, respinti dall’elettorato leghista. Per questa stessa ragione. Nel caso di Castelli non abbiamo le “prove”. Per Brunetta sì. L’analisi del grande sondaggista che state per leggere mostra come nel comune di Venezia proprio la Lega sia passata dal 18% delle Regionali per Zaia all’11% delle comunali per il candidato sindaco del centrodestra. E questi sono fatti. Elettorali. Hai voglia Maroni a negare il “tradimento”: Brunetta lo ha lamentato subito, e (h)a ragione (suo malgrado). Ma perché questo è avvenuto? Semplice predilezione dei veneziani per il candidato del centrosinistra, Orsoni, peraltro in successione ad un Massimo Cacciari che deve avere lasciato un buon ricordo, di sé – ma anche del centrosinistra – in città? Può darsi. Voto cittadino più “maturo” rispetto a quello dell’Italia profonda, tanto da differenziarsi (lo ha ben sottolineato Cristiana Alicata nel suo intervento sulla sconfitta del Pd) anche alle Regionali? Ma, appunto, a Venezia il voto per Zaia, e la Lega, c’è stato, superiore. In questo quadro l’impressione è che forse tutto questo abbia avuto un ruolo, ma non solo questo. Che il motivo del “rigetto” leghista sia strettamente connesso all’identità del partito di Bossi: un partito del territorio (e dunque presidio delle sue istituzioni) che non ama chi non prende sul serio il proprio (eventuale) mandato di sindaco, tanto da disporsi ad assolverlo part-time. Si chiami esso Brunetta. O – appunto – Castelli. L’analisi di Crespi.

Nella foto, Brunetta: i maldipancia leghisti hanno provocato il suo male (di testa?)

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di LUIGI CRESPI

Il Pdl a Venezia recupera in nove mesi 8,6 punti percentuali passando dal 22,6% delle elezioni provinciali del 2009 al 31,2% delle elezioni comunali di quest’anno.

A questo successo non ha fatto seguito il supporto del voto leghista. Nello stesso momento veniva assicurato il 19,2% al candidato leghista alle regionali, Luca Zaia, e solo l’11,1% al candidato sindaco della coalizione di centrodestra, alla quale sono venuti così a mancare poco meno di 9.000 preziosi voti.

Ad una prima lettura risulta che il voto leghista non ha ancora acquisito una cultura di coalizione.

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Le elezioni regionali nel Veneto hanno portato al grande successo della candidatura di Luca Zaia con oltre il 60%.

Il voto regionale espresso dagli abitanti del Comune di Venezia è in controtendenza rispetto al dato regionale perché assegna il 45,52% a Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra e il 45,06% al candidato del centrodestra.

In queste elezioni il Pdl di Venezia ha sostenuto Zaia con il 25,59% dei consensi (30.904 voti), la Lega Nord con il 19,18%, pari a 23.163 voti.

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Ma a Venezia si sono svolte anche le elezioni comunali dove il centrodestra, guidato da Renato Brunetta, si è presentato con una coalizione composta da Pdl, Lista Brunetta, Amici Popolari, Alleanza di Centro e Pensionati, oltre alla Lega Nord.

Alle comunali, rispetto alle regionali, il Pdl ha migliorato di circa 5,7 punti percentuali il risultato conseguito nelle regionali, passando dal citato 25,59% al 31,26%.

Il confronto con il 22,64% conseguito alle elezioni provinciali del giugno 2009 mette in evidenza un miglioramento netto superiore all’8,6% in meno di un anno.

Opposto l’andamento della Lega Nord che ha fatto registrare, nel passaggio dal voto regionale a quello comunale, una sorprendente contrazione di oltre otto punti percentuali, dal 19,18% all’11,16%: la differenza tra la vittoria e la sconfitta al primo turno.

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L’andamento del voto della Lega è fortemente anomalo. Delle oltre 23 mila persone che hanno votato per il candidato di coalizione Zaia (Lega) alle regionali, solo 14 mila hanno votato per il candidato di coalizione Brunetta (Pdl) alle comunali.

Si tratta di novemila voti vaporizzati nei pochi secondi che passano dalla croce sulla scheda verde a quella sulla scheda azzurra, poco meno della metà dei consensi scomparsi.

Consensi che tuttavia ricompaiono – sempre all’interno del medesimo turno elettorale – quando si vota un candidato leghista per il rinnovo delle municipalità.

In quella di Lido-Pellestrina, ad esempio, il sostegno della Lega al candidato (leghista) di coalizione torna immediatamente al 18,5%, dopo aver fatto registrare l’11,13% alle comunali, quasi la metà del 20,34% tributato al candidato regionale di coalizione Zaia.

Episodi analoghi si sono verificati a Portogruaro, dove il consenso del 30% offerto dalla Lega al proprio candidato Zaia alla presidenza regionale si è convertito in un modesto 7,9% a sostegno del candidato Pdl al Comune, contribuendo in modo determinante a decretarne la sconfitta.

Speculare la situazione al Comune di Dolo dove la Lega non ha fatto mancare al candidato di coalizione leghista lo stesso consenso tributato al candidato regionale.

In tutte queste situazioni il sostegno del Pdl e delle liste collegate è sempre stato pieno e senza riserve.

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Le evidenze che si traggono da una prima lettura dei dati indicano che dove la Lega ha un proprio candidato la coalizione vince, con il leale supporto del PdL; dove la Lega non ha un proprio candidato, il sostegno del voto leghista alla coalizione diventa molto più debole, al punto da compromettere l’esito della consultazione e vanificare il lavoro fatto dalle altre forze della coalizione.

LUIGI CRESPI

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