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***Controcorrente***
SANTORO, LA BBC, LA LIBERTA’ (ORA, VA LASCIATA LA RAI)
di MARIO ADINOLFI

marzo 26, 2010 di Redazione 

Il vicedirettore di Red e grande blogger analizza il fenomeno-Raiperunanotte per il giornale della politica italiana. Secondo Adinolfi la trasmissione-manifestazione di ieri («Tecnicamente meravigliosa») pone però il conduttore di Annozero di fronte ad una presa di consapevolezza: la Rai non è il luogo adatto al suo modo di fare televisione – perché la tivù pubblica non può essere la sede di «opposte faziosità» – e Santoro, mettendo a frutto il punto di fusione tra web e televisione, appunto, che lui stesso ha raggiunto con l’evento di ieri – e che costituisce il seme di un nuovo «modo di fare comunicazione politica» – dovrebbe fare la «scelta della libertà». Che, secondo Adinolfi, paga.          

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Al punto di intersezione tra web e televisione il 25 marzo 2010 è nato finalmente un altro modo possibile di fare comunicazione politica? Lo show oggettivamente meraviglioso (in senso tecnico, non politico) di Michele Santoro al Paladozza con trecentocinquantamila contatti web contemporanei, può farci spuntare qualche idea utile per il futuro? Le esperienze varie di star televisive trapiantate in ambiente web in queste settimane (dal Mentana Condicio del Corriere.it a Giovanni Floris su Repubblica Tv a Aldo Busi intervistato sul canale internet di Simona Vantura) stanno edificando un territorio di contaminazione tra mezzi che sembravano alternativi?

Queste domande partono inevitabilmente da Raiperunanotte, uno show sublime per la totale empatia tra conduttore e pubblico (con tanto di finale quasi da pifferaio magico e successivo bagno di folla esterna osannante). Uno spettacolo efficacissmo rispetto al messaggio che voleva trasmettere. Ma anche una forma di comunicazione estremamente faziosa, totalmente priva di contraddittorio e proprio per questo cristallina. Anche qui, una novità: se salta l’ipocrisia del bilancino, il talento si libera e la verità viene fuori più agevolmente.

Diciamolo chiaramente. Raiperunanotte indica una strada, una strada che peraltro è stata già bene indicata in questi mesi dal Fatto Quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio (che non a caso si nutre di un pubbico che dal web è passato all’edicola): idee molto nette fanno spettacolo, raccolgono pubblico. Le idee molto nette però non si possono far pagare dai cittadini tutti, non si possono far pagare dal canone.

Lo show del Paladozza non è uno show da servizio pubblico, nessuna Bbc, nessuna Pbs lo metterebbe mai in onda. Da noi è passata l’idea che, in assenza di tentativi di obiettività, il servizio pubblico debba essere composto da opposte faziosità (Santoro e Vespa, Floris e Paragone). Sono contrario. Il ventunesimo secolo è scenario da idee forti, comunicate attraverso il matrimonio tra vecchi e nuovi media, ma senza ricorrere ai soldi di Pantalone. Bisogna farsi forza e camminare sulle proprie gambe. Ora dovrebbe farlo anche Santoro. Ha dimostrare di poter tentare l’avventura della vita, rinunciando a fare il martire (a settecentomila euro di stipendio annuo pagato dal canone non si può fare) e scegliendo la via della libertà. Che, di solito, premia.

MARIO ADINOLFI

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