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Diario politico. Si è scritto pezzo di storia Boom di contatti per Santoro su web e tv Internet nuova frontiera contro censura

marzo 26, 2010 di Redazione 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma è di Ginevra Baffigo. Il giornale della politica italiana è stato, ancora una volta, il primo e forse l’unico a cogliere (anticipatamente) la portata dell’evento, come potete leggere qui. La trasmissione-manifestazione condotta per rispondere alla sospensione dei programmi di approfondimento sulla nostra politica nel cuore della campagna elettorale (e dunque nel momento più delicato e di maggior necessità per ciò che riguarda l’informazione – politica – per consentire agli elettori di capire e, liberamente – in questo caso sì – di orientarsi) non è importante tanto e solo in quanto «più grande evento nella storia del web italiano» dal punto di vista dei numeri, come rivendicato da Michele Santoro; ma per il suo significato politico e civile: la censura, nell’era della comunicazione e di internet, non passa più (o molto più difficilmente. Ancora). E questa è una (maggiore) garanzia di libertà per tutti noi. Ci sarà comunque modo nei prossimi giorni, più a freddo, per valutare ancora meglio – anche alla luce dei dati complessivi sugli ascolti – la portata “definitiva” dell’evento. Noi intanto vi raccontiamo un’altra giornata di politica italiana, partendo ancora dall’informazione (televisiva), con la multa – che abbiamo commentato nel pomeriggio con Gad – inflitta a Tg1 e Tg5 per il loro squilibrio a favore del Pdl da parte di una redivida Agcom e con la ripartenza delle indagini sulle telefonate di Berlusconi dopo il trasferimento dell’inchiesta alla Procura di Roma, ma poi entrando nel cuore della campagna elettorale: la dialettica tra il presidente del Consiglio e Gianfranco Fini (anche attraverso i giornali delle rispettive famiglie), Bersani che ribalta contro il premier l’accusa di volere aumentare le tasse (sostenendo che mai la pressione fiscale è stata così alta), e infine la singolare proposta del ministro al Turismo Brambilla, che nel pieno della crisi economica e a fronte di margini ridottissimi anche per quegli interventi che il governo dovesse decidere di fare per alleviare la sofferenza (in senso ampio) delle famiglie più colpite e per favorire la ripresa, propone una legge di finanziamento di nuovi campi da golf (!). Fronte comune trasversale dalla Lega al Pd per respingere la (e ironizzare, amaramente, sulla) proposta del ministro. Il racconto, all’interno, di Baffigo.

Nella foto, Michele Santoro conduce Raiperunanotte

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di Ginevra BAFFIGO

100 mila euro a Tg1 e Tg5 per lo “squilibrio tra Pdl e Pd” e la “marginale presenza delle nuove liste”. Questa la decisione unanime della commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che all’ammenda fa subito seguire un ammonimento diretto a tutte le emittenti, affinché operino “un immediato riequilibrio” tra le forze politiche in lizza per le Regionali.
Si conclude così un giovedì piuttosto faticoso per il presidente del Consiglio, che da oggi vede anche il suo nome ufficialmente iscritto nel registro degli indagati della procura romana nell’ambito dell’inchiesta Agcom-Rai. Da piazzale Clodio spiegano come questo sia un «atto dovuto» dopo il trasferimento degli atti da Trani, ma non una parola di commento sulla decisione di mantenere le stesse ipotesi di reato formulate dai colleghi pugliesi: minacce e concussione, nei confronti del commissario dell’Authority Giancarlo Innocenzi.
Quest’ultimo non ha presenziato alla riunione di oggi dell’organismo, durante la quale l’Agcom “alla luce dei dati di monitoraggio dell’ultimo periodo (14-20 marzo) ha rilevato il perdurare di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra Pdl e Pd, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari”. “La commissione ha pertanto comminato, all’unanimità, una sanzione di 100.000 euro al Tg1 e al Tg5, che presentavano il maggiore squilibrio, ed ha, nel contempo, rivolto un richiamo a tutte le emittenti – scrivono in una nota – ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”.
La Rai respinge: si “impugnerà il provvedimento dell’Agcom nelle sedi competenti” in quanto è “insussistente il presupposto della sanzione”. Nella nota ufficiale, l’azienda chiama a difesa gli esperti: “Sulla base dei dati dell’Osservatorio di Pavia, che misura i tempi dedicati ai soggetti politici, si rileva che c’è un sostanziale equilibrio”.
L’Agcom evita quindi di pronunciarsi sulla sospensione dei talk show da parte della Rai, fino al voto per le Regionali. L’istruttoria è ormai in una fase avanzata e la decisione finale potrebbe arrivare a giorni.
Intanto però i giornalisti ed esponenti del mondo dello spettacolo danno vita a Raiperunanotte. Opzione alla quale sono giunti dopo aver presentato tre esposti all’Agcom (uno da Fnsi e Usigrai, uno da Articolo 21 e uno dall’opposizione in Vigilanza, firmato dai capigruppo Pd e Udc Fabrizio Morri e Roberto Rao).
La serata-evento, organizzata da Michele Santoro con la Federazione Nazionale della Stampa e dall’Usigrai, inizia con un video del Duce, accostato ad un altro con il Cavaliere protagonista. Subito dopo, come tradizione di Annozero vuole, l’editoriale di Santoro, nel quale stasera si è rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Caro presidente Napolitano, noi non siamo al fascismo ma certe assonanze possono preoccupare». L’intervento di Santoro è stato tutto dedicato alla libertà d’espressione ed a sostenerlo al PalaDozza sono in migliaia: pieno il palazzetto, gremita anche la piazza fuori, dove è montato un maxischermo. Centinaia di migliaia le persone collegate via internet da tutta Italia.

Berlusconi indagato. Il presidente del Consiglio è dunque ufficialmente indagato a Roma. Il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati della procura romana, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte pressioni che avrebbe esercitato al fine di far sospendere Annozero.
I magistrati, alla luce di una prima lettura del fascicolo proveniente dalla procura pugliese, preferiscono continuare ad indagare sulla base delle ipotesi di reato originariamente formulate, senza subordinare al meno grave abuso d’ufficio. Su minacce e concussione scattano quindi i quindici giorni previsti dalla legge, entro cui gli inquirenti capitolini dovranno trasmettere il carteggio al tribunale dei ministri con le richieste di archiviazione o di istruttoria. Il collegio competente per i reati ministeriali a sua volta dovrà, entro 90 giorni dal ricevimento del fascicolo, restituirlo alla Procura, eccezion fatta per il caso di archiviazione, dichiarando quindi le richieste conclusive: archiviazione o rinvio a giudizio.

La dialettica con Fini. «Con Fini non c’è nessun contrasto» rassicura Silvio Berlusconi da Bruxelles, a margine del vertice Ppe. «Non ho avuto occasione di parlare con lui. Ho fatto solo delle dichiarazioni rispondendo a delle interviste. Per quanto mi riguarda non c’è nessun contrasto, non ho mai detto una parola negativa a riguardo». Ed ancora: «Ho sempre affermato che in un partito del 40% è naturale che ci siano sensibilità diverse. Quello che è importante è che si discuta e che si arrivi a una decisione e che la minoranza accetti la decisione della maggioranza».
Parole queste che sembrano palliative al nuovo attacco che il ‘Giornale’ sferra nei confronti dell’ex leader di An. Feltri non si limita ad un editoriale, ma dedica l’apertura al presidente della Camera, accusandolo di “sconcertare gli elettori e danneggiare il Pdl”: “Non gli chiediamo di impegnarsi per portare consensi – si legge nell’edizione odierna – Ma almeno taccia”. La difesa è repentina e non cambia campo di battaglia. Se la prima pietra la scaglia il quotidiano berlusconiano, il contrattacco si muove dalle colonne de Il Secolo d’Italia e Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo: il Pdl, secondo una tesi condivisa negli ambienti finiani, sembrerebbe alla ricerca di un capro espiatorio sul quale scaricare l’eventuale sconfitta alle regionali. Poi scende in campo lo stesso Fini, durante un’iniziativa elettorale con la candidata alla presidenza del Lazio Renata Polverini: “Ho trovato molto efficace quello che ha scritto il Secolo d’Italia”.
Farefuturo: “Et voilà: hanno scelto il capro espiatorio di una possibile sconfitta elettorale – scrive Filippo Rossi, direttore della fondazione – Inutile girarci attorno: si chiama Gianfranco Fini. E questa volta Vittorio Feltri non c’entra nulla, anche se ha sparato in prima pagina il colpo preventivo”. Sarebbero dunque “boatos di sottofondo – scrive ancora Rossi – che ribaltano tutte le regole della politica. Da che mondo è mondo, infatti, se un partito perde le elezioni, la responsabilità non può che ricadere su chi lo guida, sulla classe dirigente, su chi ha dettato la linea. Non certo sulla minoranza che, detto per inciso, viene oltretutto sempre descritta come irrisoria e irrilevante. Quattro gatti, insomma. Qualcuno allora dovrebbe spiegare come “quattro gatti” possano davvero influire sull’identità e sulla forza elettorale di un partito così grande, con una leadership così forte, inossidabile”.
“La divisione definitiva in tre prospettive diametralmente contrastanti tra loro è il risultato che un mese di campagna elettorale ha portato alla maggioranza di governo – è il commento del vicesegretario Pd Enrico Letta – Una maggioranza prima unita oggi è esplosa. Berlusconi, Bossi e Fini parlano di obiettivi diversi e opposti. Il dopo elezioni si annuncia all’insegna del tutti contro tutti nel centrodestra”.

Bersani e il “governo delle tasse”. Con il governo Berlusconi la pressione fiscale raggiunge “un livello record”. I contribuenti italiani nel 2010 destineranno sei mesi di stipendio nelle mani dell’amministrazione tributaria.
A gridare l’allarme è Pier Luigi Bersani, che in una intervista al Tg5 spiega come “in due anni c’è stata una disattenzione totale sui problemi del lavoro: ci siamo persi nei processi brevi, medi e lunghi, ma in sede economico-sociale si è fatto poco o nulla. Noi dobbiamo fare un piano anti-crisi con investimenti immediati che diano un po’ di lavoro subito, mettere un po’ di soldi in tasca ai redditi più bassi, affinché i consumi possano ripartire, dare un po’ di respiro alle piccole e medie imprese anche attraverso la leva fiscale. Berlusconi dice che noi alzeremmo le tasse; in realtà noi siamo stati i primi a tagliare l’Ici alle famiglie, mentre loro hanno aumentato la pressione fiscale a livelli mai visti prima. Quest’anno lavoreremo per lo Stato e per le tasse fino al 23 giugno: un record”.
Poi le riforme: “Siamo disponibili a un confronto in sede parlamentare, che però sia centrato su un rafforzamento del sistema parlamentare. Noi siamo preoccupati dalla piega che ha preso questa discussione soprattutto se impugnata da un presidente del Consiglio che pensa che il consenso venga prima delle regole. No, le regole vengono prima del consenso. Bisogna che questo lo teniamo molto presente”.
Con lo sguardo fiducioso rivolto alle urne, Bersani confessa un solo rammarico: non essere riuscito a realizzare un confronto tv con Berlusconi. “Lui preferisce slogan e comizi senza interlocutori. Unico Paese al mondo, da noi non c’è mai un confronto tra i contendenti davanti ai cittadini. Si passa da un comizio all’altro, dove ognuno dice la sua e quindi abbiamo una campagna elettorale priva di concretezza, fatta di proclami, e questa non è una buona cosa. Ho proposto – conclude il segretario Democratico – un modo diverso di fare, con un confronto sui temi concreti che stanno totalmente sfuggendo dai riflettori, temi economici, sociali, dei redditi, delle tasse. Di questo bisogna parlare perché se ci limitiamo agli slogan e ai comizi, facciamo un pessimo servizio al Paese”.

Governo finanzia il golf? “Al prossimo Consiglio dei ministri presenterò un disegno di legge per promuovere e sostenere lo sviluppo del turismo del golf con la nascita di nuovi campi da gioco e strutture ricettive in Italia”. Michela Vittoria Brambilla convocato una conferenza stampa, ma ironia e sarcasmo caratterizzano la risposta unanime dei suoi colleghi, sia nell’opposizione che in maggioranza.
“Oggettivamente – commenta il leghista Massimo Garavaglia, vicepresidente della commissione Bilancio del Senato – l’annuncio della Brambilla è quanto meno inopportuno dal punto di vista della tempistica, dal momento che abbiamo tante aziende costrette a mettere in cassa integrazione i propri operai i quali difficilmente andranno poi a giocare a golf e difficilmente andranno a giocare a golf i datori di lavoro coscienziosi, che stanno mettendo tutte le energie per risollevare le proprie aziende”.
Straordinariamente d’accordo con la Lega l’Udc, per il quale sentiamo il capogruppo al Senato, Giampiero D’Alia: “L’annuncio della Brambilla dimostra, qualora ce ne fosse stato bisogno, che il governo si occupa d’altro rispetto a quelli che sono i bisogni della gente. E’ chiaro che il governo ormai viva su Marte – aggiunge D’Alia – e probabilmente su Marte si gioca a golf, mentre qui, sulla terra, nella realtà di tutti i giorni, la gente normale non riesce ad arrivare con lo stipendio alla terza settimana…”. Il ministro Brambilla, commenta invece Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, “ricorda molto la regina Maria Antonietta quando, parlando del popolo che non aveva più pane, lo invità a mangiare brioches. Questo ddl è uno schiaffo alla miseria e all’intelligenza dei cittadini”.
Sulla questione interviene infine Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori del Pd: “Come uscire dalla crisi? Semplice, campi da golf per tutti. Ecco la nuova ricetta del governo proposta dal ministro Brambilla – ironizza Finocchiaro – Una soluzione alla portata di tutti, dopo gli incentivi per l’acquisto delle barche da diporto, ci sembra un’opportunità che ad esempio le migliaia di operai in cassa integrazione potranno cogliere al volo”. Secondo la senatrice, la proposta è stata fatta “con una leggerezza che sfiora l’incoscienza”: “Ci sembra che questo paese, come dimostrano anche gli ultimi dati di ieri con 380 mila disoccupati in più nel quarto trimestre del 2009, abbia bisogno di ben altre ricette per uscire dalla crisi”.

Ginevra Baffigo

Commenti

3 Responses to “Diario politico. Si è scritto pezzo di storia Boom di contatti per Santoro su web e tv Internet nuova frontiera contro censura

  1. Mario on marzo 26th, 2010 10.18

    E’ incredibile…. giusto che Santoro si esprima…ma come al solito manca un pezzo, quello sconveniente….il messaggio che la legge sulla par condicio, voluta anni fa dalla sinistra, è una censura. Ma come detto da altri in altri post il tornaconto conta.

  2. Renato on marzo 26th, 2010 12.22

    Ma perché invece di ragionare con la vostra testa ripetete le formule della propaganda come altoparlanti? La par condicio serviva ad evitare la piena espressione del conflitto di interessi, e lo sa bene. E non è affatto censura, è solo regole. A nessuno era impedito di parlare. All’informazione invece sì (perché mica è informazione quella di Minzolini, vero?). Ci state portando tutti quanti ad una brutta fine e continuate ad assecondare i vostri “leader” senza nessuno spirito critico. Quand’è che vi “sveglierete”? Guardate che l’Italia è un bene di tutti, ed è interesse di tutti evitare di autodistruggerla.

  3. Mario on marzo 26th, 2010 13.21

    Caro Renato lei non mi conosce e non sa quanto ragiono con la mia testa e con quanto spirito critico scrivo quello che scrivo. Sarebbe opportuno che uno prima di scrivere facesse una autovalutazione. Io esprimo le mie idee, opinabili, ma sempre idee e non formule che non mi sono mai interessate. Tantomeno mi interessa assecondare i leader di partito i quali per avere il mio voto devono invece assecondare le mie idee. Sono convinto ora come allora che la par condicio è censura. Lei è di parere contrario? Non c’è problema ma non vuol dire che però sia io a dormire e lei a essere sveglio, le combinazioni in questo possono essere più di una. Sarebbe bello che invece per amore dell’Italia si discutesse senza arroganza intellettuale….ma tant’è.

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