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Bagnasco ha messo in campo più valori Ma tant’è passato solo il tema dell’aborto Quale sarà l’effetto su Polverini-Bonino? Speciale con analisi di Crespi e theHand

marzo 24, 2010 di Redazione 

Sapete come il giornale della politica italiana la pensa sulla prolusione del cardinale. E la “richiesta di rettifica” diffusa ieri da Bagnasco conferma, a nostro modo di vedere, la bontà della lettura. Gli altri media hanno però scelto la strada più facile (e redditizia) di estrarre da un discorso di 19 pagine, coerenti e omogenee, il solo passaggio sull’inter- ruzione di gravidanza. Comunque la si veda ciò ha reso il messaggio di Bagnasco potenzialmente dirompente per la campagna elettorale. E in particolare per la sfida nel Lazio, nella quale è impegnata quella che è stata considerata l’obiettivo della (presunta) offensiva dei vescovi, ovvero Emma Bonino. il Politico.it non può allora fare a meno di chiedersi quanto e in che modo tutto questo avrà ripercussioni sull’esito delle Regionali a Roma. E lo fa, come sempre, con le firme e gli osservatori più autorevoli. Illustrata dal nostro Maurizio Di Bona, ecco la ricostruzione del grande sondaggista, che parte dalla crisi mondiale della Chiesa (a fronte della vicenda dei preti pedofili) per arrivare al particolare della situazione italiana e nel Lazio. Buona lettura e buona politica con il giornale della politica italiana.

La vignetta è di theHand

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di LUIGI CRESPI

La Chiesa cattolica sotto la guida di Papa Ratzinger ha toccato il punto più basso nel rapporto con i fedeli e l’opinione pubblica di tutto il mondo.

Benedetto XVI non è certamente portatore di quell’umanità coinvolgente che era propria di Papa Giovanni Paolo II. La differenza si percepisce con estrema forza, e a questo si sommano le accuse che provengono da tutto il mondo ai preti pedofili che hanno indebolito la credibilità dei sacerdoti e della loro missione evangelica.

Il modo in cui la Chiesa ha gestito il problema sia a Boston sia in Irlanda, così come del resto in molti paesi del Sud America, non ha brillato e non ha reso giustizia alle migliaia di vittime di questo abominio. Colpire i preti pedofili, isolarli, non poteva essere fatto in silenzio, di nascosto cercando di evitare lo scandalo che costituisce la prova di verità, quel coraggio che alla Chiesa è mancato.

La lettera del Papa agli irlandesi che tanto è piaciuta a Silvio Berlusconi non è stata pienamente accettata nè dalle vittime nè dagli irlandesi, non certo perchè il Pontefice non è stato netto e duro con i colpevoli, ma perché in fondo non si è colpito con durezza chi sapeva e in oltre cinquanta anni ha taciuto o in alcuni casi ha cercato di evitare lo scandalo. Questi i fatti.

In questo contesto difficile per la Chiesa cattolica nel mondo, in una fase di interpretazione del suo ruolo, della sua missione, del suo destino abbiamo assistito in Italia alla presa di posizione del Cardinal Bagnasco che evoca l’aborto come elemento discriminante nell’assunzione delle proprie scelte politiche.

Il Cardinal Bagnasco ha diritto di indicare quello che reputa opportuno ai suoi fedeli, la questione quindi non è l’invasione di campo ma l’efficacia che avrà tale dichiarazione per la Polverini e per Cota in una battaglia elettorale che si gioca su differenze decimali.

A Roma gli apparati ecclesiastici non avrebbero certamente votato per Emma Bonino quindi la domanda che vi faccio è: cosa ha aggiunto Bagnasco? Secondo me niente, anzi ha sottratto qualcosa, perché la legalizzazione dell’aborto nel nostro Paese è passata nella coscienza delle donne e dei suoi cittadini non solo attraverso lo storico referendum ma anche nella consapevolezza che si tratta della risposta a un male più grande cioè l’aborto clandestino.

Quindi la Chiesa cattolica si pone in antagonismo a una coscienza collettiva, a una sensibilità differente. Capisco ciò che spinge Bagnasco, meno l’urgenza di trasferirlo in politica e bene ha fatto Renata Polverini in questa occasione a non cavalcare la tigre e a evitare strumentalizzazioni che le avrebbero precluso ogni possibilità di recuperare quella differenza decimale che la separa dalla vittoria.

LUIGI CRESPI

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