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Berlusconi: “Regionali scelta di campo” Presidente, se perde si deve dimettere

marzo 24, 2010 di Redazione 

«Queste elezioni rappresentano a tutti gli effetti una scelta di campo tra il governo del fare, che tanti risultati ha ottenuto in questi due anni, e la sinistra delle critiche, dell’invidia sociale e dell’odio». Lo ha detto stamattina al Tg5 il presidente del Consiglio. Dunque Berlusconi chiede un voto sul proprio governo. In caso di esito negativo per il centrodestra – e ora vediamo in cosa dovrebbe consistere questo “esito negativo” – il premier non potrebbe far altro, a questo punto, che trarre le conseguenze delle proprie stesse parole e rassegnare le dimissioni. Ma solo – attenzione – nel caso in cui sia il centrosinistra ad ottenere – ecco – il consenso della maggioranza degli italiani nel computo assoluto dei voti: è infatti questo che misura la possibile scelta compiutamente nazionale invocata da Berlusconi per una parte o per l’altra, ammesso che abbia strettamente senso porre la questione in questi termini; e dunque onestamente è su questo che si può valutare la «scelta di campo» compiuta dagli elettori. Anche se le elezioni le vince, naturalmente, chi si afferma in più regioni. L’opposizione, dal canto suo, ha il diritto-dovere di chiederle – anche tenendo conto che nel 2000 D’Alema fece di più e, dopo essersi impegnato in campagna elettorale nello stesso modo in cui lo sta facendo il Cavaliere, lasciò il proprio incarico sulla base della semplice sconfitta nel computo delle Regioni – anche per tornare a dare un senso e un valore alle parole e agli impegni – e dunque riavviarci sulla strada dell’onestà e della responsabilità – al di là di ogni sua solita timidezza.

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