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Avevamo ragione (ancora una volta) noi Bagnasco: “Quei valori su stesso pianoSarubbi: ‘Ecco come la penso sull’aborto’

marzo 23, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è stato tra i pochi, ieri (e oggi), a raccontare la prolusione del capo dei ve- scovi italiani nella sua interezza, così com’era stata concepita e proposta, uno splendido messaggio (anche) politico che prevedeva (conseguentemente) un colpo a destra e uno a sinistra (ma con la sola intenzione di proporre la propria visione, sincera, vera, e dunque perfettamente opinabile ma anche doverosamente rispettabile). Di più: il Politico.it aveva segnalato come in questa campagna elettorale, almeno a livello nazionale, la voce di Bagnasco fosse stata l’unica – politique compresa – a parlare di (e fare) «vera politica». Una risposta saggia da parte di chi si fosse sentito (e di chi ora, dopo la richiesta di rettifica – perché di questo si tratta, nessun passo indietro – di Bagnasco, si dovrà sentire) tirato in causa sarebbe dovuta essere, dovrà essere la riflessione, l’individuazione di valori, l’elaborazione di contenuti, e finalmente la proposizione che sarà possibile con quella stessa forza e autorevolezza che è venuta dal capo della Cei. Insomma, non è cancellando l’unica voce vera, politica, che si sia sentita (fino ad oggi) in questa campagna elettorale che si risolve il problema della politica italiana; è, invece, nell’esatto opposto, moltiplicando voci come questa (e, naturalmente, di segno variamente sovrapponibile, opposto, contrario, fiancheggiante, ma di contenuto) che si supererà la fase autoreferenziale della nostra politica e si potrà cominciare a tendere (di nuovo) verso un grande Paese. Oggi Bagnasco chiarisce (la condizione di) tutto questo (ovvero appunto la complessità del suo messaggio) e il nostro giornale è felice, ancora una volta, di avere visto giusto e di avere proposto quella che noi consideriamo la giusta lettura, nella giusta visione. Perché vale naturalmente a maggior ragione (o così noi lo sentiamo) per noi: onestà e responsabilità, per il bene del Paese. Il deputato del Partito Democratico riflette sulla specifica presa di posizione sull’aborto di Bagnasco e ci consegna questa ennesima, saggia riflessione. All’interno.

Nella foto, l’Arcivescovo di Genova, cardinal Angelo Bagnasco

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di ANDREA SARUBBI*

Avrei preferito parole diverse e tempi diversi, lo ammetto. Soprattutto i tempi mi urtano, perché è chiaro che nella settimana prima del voto anche una riflessione complicata come quella sull’aborto diventa una presa di posizione politica. Che la Cei ha naturalmente il diritto di assumere, ma che rischia – come spiegavo qualche giorno fa – di mettere i vescovi italiani nella scia di quelli spagnoli e di trasformare ogni voto in un referendum pro o contro la Chiesa stessa.

Le stesse cose dette tra una settimana, ad esempio, avrebbero avuto un significato diverso… ma siccome i vescovi sono persone intelligenti, immagino che ci abbiano pensato anche loro ed abbiano accettato di correre questo rischio: lancia in resta contro la Bonino, dunque, per difendere i “valori non negoziabili”. Se le parrocchie seguiranno l’invito – e con loro anche i movimenti ecclesiali, i cattolici della domenica, i praticanti delle grandi occasioni e perfino i credenti a modo proprio – l’unica certezza è che nel Lazio vincerà il Centrodestra. Se l’obiettivo è invece quello di “fermare l’ecatombe”, come ha detto il cardinale Bagnasco riferendosi all’aborto, allora il discorso è molto più complesso della Ru486, e mi piacerebbe che presto – magari non a cinque giorni dal voto, magari non con slogan da due righe – i cattolici italiani, di qualunque schieramento politico, si ritrovassero insieme per elaborare una proposta costruttiva. Scoprirebbero, ad esempio, che oggi dalle coppie di Bolzano nascono più bambini che da quelle napoletane… e non perché i campani abbiano perso l’amore per la famiglia, ma perché avere figli, al Sud, è diventato un atto di eroismo. Scoprirebbero che gli aborti sono più diffusi tra le donne senza lavoro e nelle famiglie con un reddito basso: più che la libertà, insomma, gioca spesso la necessità, e questo è un dato su cui la politica è chiamata a rispondere. Scoprirebbero che le interruzioni di gravidanza clandestine non sono ancora finite, in particolare tra le donne immigrate o tra le giovanissime, e si porrebbero il problema di come evitare che ciò accada. Converrebbero – e lo sanno anche i vescovi – che la soluzione possibile non è l’abrogazione della 194, ma piuttosto la sua applicazione integrale: gli esempi positivi non mancano, ed il migliore che mi viene in mente è opera di un’amministrazione di Centrosinistra in una Regione rossa. Infine, per quanto poco possa piacere alla Chiesa, non si potrebbe ignorare che gli appelli alla castità da soli non bastano: occorre un’educazione alla sessualità responsabile tra i più giovani, con l’aiuto delle principali agenzie formative. Ha ragione il cardinale Bagnasco nel dire che l’aborto non deve essere banalizzato. Ma problemi non banali hanno bisogno di risposte non banali: ridurre il tutto alla crocetta sulla Polverini, onestamente, è un po’ pochino.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

One Response to “Avevamo ragione (ancora una volta) noi Bagnasco: “Quei valori su stesso pianoSarubbi: ‘Ecco come la penso sull’aborto’”

  1. kattekop on marzo 23rd, 2010 18.47

    Proprio non è capace questa nazione di scrollarsi d’addosso il clero.Che è roba da prima pagina in un quotidiano di impronta cattolica,nulla di strano.Ma che lo è per ogni quotidiano italiano,beh francamente ne resto basita.Il potere del vaticano in Italia non è mai venuto meno…sopratutto in politica.
    Proprio non vogliono allentare la presa.
    Sotto il nome di dio,il partito di dio,vuole dettare ancora legge.

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