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Un’ultima considerazione sulla piazza Pdl Presenze, la Questura mai così generosa Ecco vignetta di theHand sulla polemica L’ossessione-immagine del centrodestra

marzo 23, 2010 di Redazione 

Lo ha detto Marcello Veneziani, dunque non esattamente un pericoloso bolscevico. Nel gestire la questione dei talk show Rai Berlusconi è probabilmente «uscito di brocca» (parole sue, di un intellettuale vicino – ma libero – del premier). Ma non si tratta – ovviamente – di un insulto (gratuito), come non hanno certamente dubitato i nostri lettori che conoscono lo stile e l’eleganza del loro giornale. Bensì la definizione di un meccanismo (che salta). Il meccanismo (o il salto dell’ingranaggio) è quello che porta il presidente del Consiglio a non vederci più (metaforicamente). A causa di un’ossessione. L’ossessione per la tivù e – per estensione – per la proiezione dell’immagine di sé e della propria parte. Ovvero, per la videocrazia. Berlusconi è uno tra i più grandi comunicatori del nostro Paese, e finora è stato l’unico ad avere in mano i media (in senso lato, ma anche stretto) e a controllarli (anche qui) con cognizione di causa. Tuttavia quindici anni (anzi, ormai sedici) di potere logorerebbero chiunque (anche non ce l’avesse) ed è probabile che il premier, a questo punto, si stia anche facendo (da qualche anno, ma sempre più) un po’ travolgere, appunto, dalla sua dimensione di comunicatore. Secondo Stefania Ventura di FareFuturo il problema, per lui, è che è nello specifico la sua «narrazione» – ovvero il racconto di sé, della situazione italiana, della nostra politica, il senso della Storia che ci conduce a seguire – non può essere “interrotta” (o contraddetta). Pena una reazione istintiva, quasi (appunto) ossessiva. Accade per la tivù, dove il presidente del Consiglio arriva a far chiudere programmi che, probabilmente, non spostano molti voti (Annozero; sempre secondo Veneziani, semmai, radicalizzano le posizioni elettorali già acquisite), se non li spostano a favore suo (Porta a porta, che ha un pubblico molto meno politicizzato e quindi più sensibile ad una influenza dei media di quello di Santoro), ed è accaduto nella conta (è proprio il caso di dirlo) dei numeri di piazza San Giovanni. Dove, ma più per merito dei suoi uomini, si è assistito anche al paradosso di un attacco, anche qui probabilmente figlio della paura, più che della ragione, a quella Questura che – è questo il punto che ci preme sottolineare – era stata di suo molto generosa con il Pdl nel contare, appunto, le presenze alla manifestazione. Come mai non lo era stata in passato. Dunque una rivolta anche contro, per così dire, istituzioni non avverse (se mai un’istituzione può essere, e non può esserlo, avversa ad una parte di qualunque tipo del Paese). Ci illustra (per un’ultima volta) la querelle dei numeri e questa ossessione di Berlusconi, il nostro theHand.           

Le pagine personali di theHands Comics all’indirizzo http://www.thehand.it

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LA VIGNETTA

di THEHAND

THEHAND

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