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Giustizia a orologeria/1. Stavolta giornali di destra tacciono Lerner

marzo 19, 2010 di Redazione 

Comincia un breve percorso di indagine (è proprio il caso di dirlo?) del giornale della politica italiana sul tema delle “bombe” (giudiziarie o giornalistiche, legate ad eventi giudiziari) che esploderebbero, secondo la tesi storica del presidente del Consiglio, e da ieri – dopo l’arresto dell’ex  vicepresidente della Regione Puglia, Democratico, Frisullo – anche dei suoi elter ego dalemiani – Latorre in primis – in coincidenza con momenti in cui la politica italiana, ma soprattutto alcuni suoi protagonisti, sono più “sensibili”, ovvero durante campagne elettorali – quando quindi l’esplosione del caso può influenzare l’esito del voto – o a margine di eventi o di altri passaggi delicati (quando le “bombe” possono incidere sul corso delle cose della nostra politica). Esiste una tendenza alla giustizia ad orologeria? Proveremo a dare una risposta. Intanto, due commenti, uno del conduttore de L’Infedele, l’altro di Andrea Sarubbi, incrociati e critici con centrodestra (ma non solo) questo di Lerner e con il proprio Pd quello del deputato Democratico sulla propensione (questa comprovata) quanto a meno a “gridarla”, questa giustizia ad orologeria, ovvero a denunciare “trame” dei giudici per influenzare la politica italiana. Seguiteci in questo (breve, lo concluderemo stasera, prima del Diario) cammino: sempre per il futuro, sempre per lasciarci alle spalle questa nostra politica autoreferenziale, anche se, per una volta, indagando ancora su di essa e non compiendo la cesura che abbiamo compiuto ad esempio ieri sera nell’assumere il punto di vista di legalità e responsabilità di Angelo Bagnasco (e grazie per l’ulteriore bagno di accessi durante la notte). Sentiamo Lerner per cominciare.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Strano che i giornali di destra non denuncino compatti la “giustizia a orologeria” che porta in carcere un esponente dalemiano importante come Sandro Frisullo nel vivo della campagna elettorale pugliese. Gli affezionati de “L’Infedele” ricorderanno le male parole con cui Massimo D’Alema rifiutò di rispondere alla nostra Federica Bocellari, dopo una manifestazione del Pd leccese che aveva tributato applausi scroscianti al medesimo Frisullo. Ora la pubblica accusa che indaga sul “sistema Tarantini” ha valutato che l’ex vicepresidente della Regione non ha compiuto solo atti di umana debolezza (come accettare in dono le prestazioni di escort offerte dal suddetto Tarantini) ma si sarebbe macchiato di vera e propria corruzione. Qualcuno ha da ridire per l’azione della magistratura? E sulla sua tempistica? Secondo voi c’è un momento giusto e uno sbagliato per arrestare un indagato? E quale? Ma lasciatemi aggiungere: commetto forse un abuso d’informazione se ricordo che le medesime escort “offerte” in dono a Frisullo venivano convocate a Roma per le cenette allegre in casa di Silvio Berlusconi?

GAD LERNER

Commenti

One Response to “Giustizia a orologeria/1. Stavolta giornali di destra tacciono Lerner

  1. kattekop on marzo 23rd, 2010 18.55

    Chiamarla “giustizia ad orologeria”è troppo semplificata…In Italia l’orologio suona ogni momento,per la chiamata all’arresto.

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