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25 marzo è una giornata storica (per tutti) Ben al di là dei suoi (attuali) protagonisti Ora grazie al web censura non passa più FOTO: l’inventore www, Tim Berners-Lee

marzo 19, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana vede lontano. Che non significa solo guardare direttamente al futuro, ma anche saper percepire il valore assoluto di ciò che succede nel presente. E, naturalmente, di ciò che potrebbe succedere. Ovvero saperlo progettare, il futuro. Giovedì prossimo Michele Santoro condurrà una sorta di speciale Annozero dal PalaDozza di Bologna, cuore pulsante della capitale della pallacanestro italiana. Ma per le note ragioni non andrà in onda sulla Rai. Si è cercato – fuor di ogni eufemismo – di fare in modo che non andasse in onda proprio. Contando sul monopolio de facto delle reti televisive. Un vero e proprio atto di censura, a fini elettoralistici (o, peggio, politici di lungo periodo: ma, per il momento, non spingiamoci troppo in là). Il piccolo problema è che nel 2010, e nell’era della comunicazione, persino nell’Italia che si lascia scivolare volentieri – non è questo il caso, beninteso: si tratta di un discorso generale, storico, teorico – nel totalitarismo fascista, purché la deresponsabilizzi, purché ci pensi lui, la censura comincia ad essere un “lusso” che non si può (più), forse, permettere nemmeno un ipotetico presidente del Consiglio che controlli anche il resto dei mezzi di informazione (televisivi) e non solo nel Paese. Come mai? Perché come dice Gianfranco Fini oggi il mondo ha una seconda dimensione, che consente la libertà che nella prima viene negata. Si chiama internet. Questa svolta epocale nella storia dell’umanità, vive giorno dopo giorno ulteriori sviluppi e uno di questi si sta verificando proprio in Italia: di fronte al tentativo della censura, il web sostituisce il canale televisivo e consente a ciò che doveva essere censurato, eliminato, di arrivare comunque a milioni di italiani. “Rai per una notte” andrà in onda – diamo una notizia – anche su SkyTg24, dunque uno sfondamento in piena regola di (tutta la) censura, ma se l’iniziativa ci sarà è solo grazie della rete. Comunque la si pensi sul conduttore, comunque la si pensi – non è que- stione di destra o di sinistra; o forse è proprio una questione di destra, e in Italia non (tutta la destra) se ne accorge – il 25 marzo sarà un bel giorno per la libertà.

Nella foto, l’inventore (materiale) del world wide web, Timothy John Berners-Lee: fautore della libertà e della democrazia mondiali (del futuro)

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Si chiamerà “Rai per una notte”, sottotitolo “Il silenzio degli innocenzi”, l’iniziativa multimediale che la Fnsi e Usigrai porteranno al PalaDozza di Bologna sabato 25 marzo a partire dalle ore 21. Una trasmissione-manifestazione che sarà possibile seguire in diretta sul web in streaming su raiperunanotte.it, in televisione satellitare sul canale di Al Gore Current Tv e – è la notizia di oggi – su SkyTg24, in radio su diverse frequenze regionali e da varie piazze italiane in cui saranno allestiti maxischermi.

Sul palco saranno Michele Santoro, Giovanni Floris e Marco Travaglio, ospite Daniele Luttazzi, mentre Adriano Celentano avrebbe declinato l’invito non essendo l’evento patrocinato dalla Rai, con cui è al momento in trattativa per un nuovo programma sulla scia di Rockpolitik. Delle varie televisioni a cui Youtube avrebbe offerto di dividere le spese per la trasmissione in diretta soltanto da quella di Rupert Murdoch è arrivato il sì.

Il programma, che si configura come “uno sciopero bianco”, andrà in onda a soli tre giorni dalle elezioni regionali con l’intento di scavalcare la censura disposta dal Cda e dal Consiglio di Vigilanza parlamentare Rai in nome della par condicio. Bruno Vespa, pure invitato a prendervi parte, avrebbe trovato “inopportuno partecipare a un’iniziativa a tre giorni dal voto”. Non saranno presenti invece esponenti politici. Resta aperto l’invito a tutti i canali che volessero trasmettere l’evento, e a chiunque voglia contribuire con una donazione, essendo l’iniziativa volontaria e prodotta gratuitamente.

La scelta di Bologna, oltre che da motivi logistici, è data anche dalla lunga tradizione “rossa” che rende la città una delle principali fette di audience di Annozero.

L’equipe di Santoro è al lavoro con l’immancabile Sandro Ruotolo per preparare una serie di incontri nella settimana dell’evento per trattare in modo esteso il tema dell’emergenza lavoro, delle aziende in crisi e del precariato.

“Quello che abbiamo vissuto è censura – ha spiegato ieri sera Santoro a “Parla con me” di Serena Dandini – Si tratta di una violenza che si esercita non contro di noi ma contro il pubblico. Dimostreremo che non si potrà più fare quello che è accaduto dopo l’editto bulgaro. Non aspetterò quattro anni, mi batterò subito. La censura grazie a internet e a giornali come La Repubblica non può passare”.

E’ infatti decisivo il ruolo della rete nel garantire la pluralità dell’informazione e della comunicazione, soprattutto in tempi di “bavagli” imposti dall’alto.

Santoro si scaglia anche contro la lottizzazione promossa dal Partito Democratico, reiterata proprio con la cacciata di Paolo Ruffini da Rai Tre e l’arrivo di Bianca Berlinguer, che dalle intercettazioni risulta essere una mossa di quello che molti considerano il vero (forse unico) potente dell’opposizione, Massimo D’Alema.

“Il Partito Democratico – attacca Santoro – per noi è la bella addormentata. Deve dare l’esempio rinunciando a gestire indirettamente o direttamente l’informazione. Credo che Bersani abbia in testa questa visione ma deve rompere con certe tradizioni”.

Nel frattempo si scatena la polemica dalle colonne de Il Giornale di Vittorio Feltri. “La censura è un po’ come l’insicurezza. Reale o percepita, fa notizia. Quindi i tre che la denunciano sono ricercatissimi dai media”. Parla di “furbata di Santoro” il quotidiano, e procede nell’elencare i molti programmi che hanno ospitato i tre negli ultimi giorni in tutte le reti, “è dall’inizio della telenovela sulla par condicio che Santoro, Travaglio e Floris sono sulle barricate e di conseguenza hanno grande visibilità mediatica”.

“C’è un clima che si sta facendo veramente pesante – commenta il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana Franco Siddi – se non insopportabile. E’ veramente sconcertante e inaccettabile che soprattutto chi ha pubbliche responsabilità si affanni a individuare il nemico nel giornalista. Sicuramente anche la stampa è criticabile, ma la categoria del nemico attribuita al giornalista introduce un clima di allarme, esporre all’indice in questo modo i giornalisti è un fatto grave e suscettibile di pericolo”.

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