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Lo squarcio di Paese reale in Parlamento Tremonti e Bersani a confronto sulla crisi Ma sul web ne parliamo (quasi) solo noi

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ve lo abbiamo anticipato introducendo il pezzo sulla comunicazione, poi a sera abbiamo parlato del tema che ci sembrava più rilevante e che solo il giornale della politica italiana ha saputo cogliere e proporre ai propri elettori: la resa dei conti nel Pdl, su cui trovate (in basso) ancora il grande Diario di ieri, che nella notte ha fatto segnare un ulteriore picco di accessi, nel mese che – approfittiamo per riferirvelo – è di gran lunga il migliore per utenti unici giornalieri dall’inizio della nostra storia: una crescita costante, che a marzo (come già in parte a febbraio) fa segnare però un passo in avanti in più. Ma torniamo al tema. Ieri non ne abbiamo parlato ma oggi – unici a farlo – torniamo ampiamente sull’unico momento che, duole dirlo, è stato dedicato ad affrontare temi politici reali e non autoreferenziali – nello specifico, appunto, la crisi economica – negli ultimi mesi in un nostro Parlamento appaltato alla risoluzione – spiace dover- lo rilevare – dei problemi giudiziari del presidente del Consiglio. L’autoreferenzialità (appunto) di cui abbiamo parlato e che cercheremo di dare il nostro contributo affinché venga lasciata progressivamente alle spalle (anche se tutto, se non molto, dipende dal superamento non tanto del «bipolarismo muscola- re» come viene definito da alcuni esponenti neocen- tristi ma dal blocco berlusconiano della nostra politica che si è progressivamente consolidato in questi quindici anni. Il problema non è, dunque, il bipolarismo, ma la mancanza di onestà e responsa- bilità da (una) parte dei protagonisti della nostra politica e attori di questo sistema. Che non dipende dal sistema). Il giornale della politica italiana parla di contenuti e cerca di avanzare proposte per il futuro dell’Italia; oggi, eccezionalmente, possiamo lasciarlo fare alla stessa politica italiana (attuale), che con il ministro dell’Economia e l’ex ministro per lo Sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi e oggi leader dell’opposizione si è confrontata ai massimi livelli in campo economico. Ha selezionato per noi i brani salienti degli interventi di Tremonti e Bersani ieri alla Camera (in una seduta sempre più autorevolmente presieduta da Gianfranco Fini) e li ha messi a confronto Andrea Sarubbi. Read more

Premier prepara stretta su intercettazioni “La prima cosa che faremo dopo il voto” Ma così si salveranno soltanto i criminali

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una lettura e c’è un effetto, sul tema della riforma dello strumento a disposizione delle indagini per scoprire – attraverso il controllo delle telefonate – crimini che altrimenti potrebbero consumarsi senza che noi ne potessimo sapere mai nulla. La lettura è questa: il presidente del Consiglio, a maggior ragione dopo i fatti che hanno portato all’inchiesta di Trani, vuole assolutamente togliere ai magistrati questo mezzo che ha fatto tante “vittime” (ora vedremo fino a che punto e in che termini) illustri tra cui lui stesso e molti dei suoi sodali. Insomma, un’altra legge ad personam, anche se non volta ad evitare il coronamento di un procedimento già in corso ma, piuttosto, il possibile rifiorire di nuovi. L’effetto, comunque sia, devastante, è che non solo le mancanze della nostra politica nei confronti dei cittadini che, soli, dovrebbe rappresentare, ma anche reati di tutt’altro tipo e altrettanto (o più) gravi non potranno più essere scoperti, visto che autorevoli magistrati ci ripetono che è solo grazie alle intercettazioni che una grandissima parte dei reati, oggi, viene individuata. Anche perché a volte si incappa in un fatto X intercettando sulla vicenda Y, e tutto questo sarà (sostanzialmente) negato o reso molto, molto più raro e difficile, con un sicuro crollo della scoperta dei reati. La privacy – bandiera che il presidente del Consiglio brandirà anche in piazza, sabato, per motivare il no alle intercettazioni e convincere il proprio popolo della giustezza di questa posizione – non è in discussione perché l’intercettazione in sé è effettuata da funzionari dello Stato e i contenuti rimangono privati. La pubblicazione delle intercettazioni va ovviamente del tutto evitata quando le intercettazioni non hanno un rilievo pubblico, ovvero non riguardano mancanze o reati compiuti da personaggi pubblici nei confronti dei cittadini. Ma questo, di fatto, già avviene, e comunque può essere stabilito senza toccare lo strumento in sé e il resto delle pubblicazioni. Ovvero la sconfessione pubblica – quando i testi sono stati acquisiti legalmente – di coloro che arrecano danno allo Stato commettendo reati o anche no, producendo del semplice malcostume, come quello che è emerso a latere dell’inchiesta di Trani in cui si vedeva il premier fare pressioni sull’arbitro della partita affinché fischiasse un rigore inesistente alla squadra avversaria (per – la cancellazione di Annozero) e dare ordini al direttore del Tg1 affinché facesse non l’informazione libera e corretta della quale abbiamo parlato ad inizio pomeriggio, ma raccontasse ciò che più conveniva alla sua parte. Tutti noi, che non commettiamo reati e non agiamo contro il bene pubblico, non perdiamo assolutamente nulla ad essere intercettati. Ci perdono i disonesti. E perdiamo invece un sacco di garanzie se le intercettazioni vengono eliminate o fortemente limitate. Ci racconta le ultime sul tema, Francesco Carosella, all’interno. Read more

***Controcorrente***
OMOSEX, TRANSEX E NEUTRI
di MARIO ADINOLFI

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è un grande giornale di cultura politica (e non solo). Ogni giorno distinguiamo notizie e commento che trovate nella home che esprime la linea de il Politico.it. Un giornale che sta dalla parte del Paese, che guarda al futuro, che crede nel rinnovamento della nostra politica per il bene del Paese all’insegna dei valori (che dovranno essere o tornare ad essere sempre più) condivisi dell’onestà e della responsabilità. In questa chiave si succedono sulle nostre pagine grandi dibattiti sul tema (politico) del giorno da noi selezionato con l’autorevolezza del giornale della politica italiana, coronati (o lanciati) dalla “chiusa” del Diario politico che è il nostro luogo-principe di osservazione della nostra politica. Ieri vi abbiamo proposto, tra il resto, una riflessione sul tema della (discriminazione della) omosessualità a partire dalla sentenza della Cassazione che stabilisce che dare “del gay” a qualcuno in tono offensivo ora è reato. Dall’Australia intanto arrivava la notizia che ad una persona era stato riconosciuto lo status di “neutro”, ovvero né uomo né donna, in ragione della sua condizione sessuale. Il vicedirettore di Red e grande blogger dà seguito al nostro ragionamento di ieri analizzando il fatto australiano anche in funzione delle deformazioni culturali (?) e quindi sessuali prodotte dal trash dei reality show nel nostro Paese. Read more

Lo scontro in tivù tra La Russa e Di Pietro Leader Idv se ne va (e stoppa il dibattito) Mancano i talk o l’informazione libera (?)

marzo 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La “rissa” – se ne sono verificate tre, in questi giorni, e il ministro della Difesa, estraneo o parte in causa, è stato sempre presente: pura coincidenza in questo caso, sia ben chiaro, ma è una curiosità che non potevamo non rilevare – di ieri sera ci parla del decadimento (del linguaggio) della politica italiana, della tecnica ormai risaputa dei protagonisti della destra di impedire le risposte e gli interventi dei loro competitori sovrapponendosi continuamente alla loro parlata, ma anche – meno direttamente – dell’autoreferenzialità (televisiva) della nostra politica a cui abbiamo dedicato il filone della scorsa settimana (più un piccolo seguito lunedì). Per tutto questo, viene da pensare – come ha scritto ieri Giovanni Fasanella firma di Panorama su Fb – che a questo Paese, a questa campagna elettorale (non) manchino (tanto) i Porta a porta e gli Annozero, (quanto piuttosto) l’informazione (appunto) pubblica veramente tale nella sua libertà, ovvero al servizio dei cittadini, che si preoccupi di raccontare tutti i fatti e lavori per il bene e il futuro del Paese. Un po’, ci permettiamo di dirlo, come fa il giornale della politica italiana. Al di là di noi, trasmissioni come Porta a porta o Annozero non mancano certo di libertà, ma – seppure in modi diversi: il programma di Santoro può essere giudicato fazioso ma certo non si può dire che non sia, anche, al servizio del Paese: vedi le puntate, fondamentali, e assolutamente (purtroppo) inimitate, dedicate a raccontare una (situazione di) crisi di nostri concittadini dovuta alla perdita del lavoro, alle controversie in questo campo e all’impoverimento più in generale. Di questo va dato atto con grande riconoscenza a Michele Santoro – forse non hanno tutti i cittadini, tutti insieme, come loro principale riferimento. il Politico.it, dalla rete, prova a riempire questo vuoto di (vera) libertà che neppure più il Tg1, il tg istituzionale per antonomasia, quello che dovrebbe rappresentare tutti gli italiani e rispondere solo a loro nella sua veste istituzionale, colma più. La libertà è veramente tale solo quando è esercitata nell’onestà e nella responsabilità, e Minzolini dovrebbe sapere che ogni guida di telegiornale ha pieno diritto di fare i propri editoriali, ma il direttore del Tg1 non deve esprimere se stesso ma una linea per il bene del Paese. Vi proponiamo – lo trovate nella colonna di destra, in attesa della nuova illustrazione di Pep Marchegiani – il video del battibecco tra La Russa e Di Pietro come esempio di tutto quello di cui abbiamo detto finora. Read more

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