Top

Dare “del gay” per offendere ora è reato Ma dov’è contributo culturale di Chiesa? theHand sullo scandalo dei preti pedofili

marzo 17, 2010 di Redazione 

Non c’è ovviamente da scherzare, né sulla prima questione, che attiene alla libertà e alla dignità delle persone, né sulla seconda, certamente ancora più grave in quanto più immediatamente (e drammaticamente) incisiva. La diffusione della discriminazione delle persone omosessuali diminuisce con l’incedere della modernità: un Paese sempre più istruito, avanzato, civile è un Paese le cui sacche di povertà culturale, e quindi di razzismo, discriminazione di ogni tipo si svuotano progressivamente. Tuttavia il nostro è un Paese in cui fenomeni di discriminazione per orientamento (o sarebbe più chiaro dire identità, dato che è insita irrinunciabilmente in ciascuno di noi, quale che essa sia) sessuale sono ancora presenti, anche perché il progresso si è – forse – fermato e certo l’impoverimento, più che le riforme, imposto dalla maggioranza all’istruzione pubblica, fondamento della modernità e quindi della produttività e della ricchezza (materiale e culturale) di una nazione non aiutano ad invertire questa tendenza, anzi. Inoltre ci sono momenti della Storia in cui fenomeni non più acuti di razzismo o discriminazione possono essere rilanciati da un populismo che giochi con l’istinto, le disposizioni anche intellettive più radicate figlie di una cultura povera, delle persone e sollevi antichi retaggi contro la stessa unità di un Paese e della sua popolazione, portandola di nuovo a dividersi tra guelfi e ghibellini, e stavolta in nome di un’avversione personale, quasi antropologica – e quindi profondissima e devastante – nei confronti di altri. Dunque il problema della discriminazione delle persone omosessuali esiste e – anche se tende ad esaurirsi – potrebbe tornare ad acuirsi in futuro. Naturalmente speriamo che questo non accada. Perché non accada, è necessario il contributo di tutti. La Chiesa cattolica è un grande “padre” culturale, con un ruolo fondamentale per centinaia di migliaia di persone. Su questo tema la linea tenuta dalle gerarchie è di chiusura e di restringimento degli spazi di libertà: non sul piano, stretto e scivoloso, dei diritti civili e sociali – il giornale della politica italiana condivide l’idea che sia necessario uno sforzo al fine di riconoscere il valore della famiglia “classica” come fondamento di una società solidale capace di reggere (sé stessa) anche di fronte a momenti difficile come questo, come sta accadendo – ma su quello dei diritti – diremmo – umani. Si tratta infatti – è questa la posta in gioco – di riconoscere quella naturale pari(tà di) dignità di ogni persona che sta scritta prima di tutto – ci permettiamo di dire – nel (nostro) insegnamento religioso. Qual è la radice (cristiana) per eccellenza dell’Europa, se non il riconoscimento degli uomini, di tutte le persone indipendentemente (perché non dipende da loro, non è frutto, questo, di una “scelta”) da come sono? In tutto questo la Chiesa è chiamata a fare uno “sforzo” non per accettare una deriva che non c’è, ma per accogliere fino in fondo nel proprio “gregge” persone che sono esattamente, nella loro diversità, come le altre. Uno sforzo di verità – è questo il punto – che significa anche – senza generalizzare – dover guardare (e rimediare) a tutti i propri errori compresi le reticenze e i mancati interventi di fronte a quello che accade, da sempre e notoriamente (a quanto emerge anche per ciò che riguarda le più alte gerar- chie), sul fronte di cui ci parla – con grande rispetto, anche per il dramma – il nostro Maurizio Di Bona.

Le pagine personali di theHands Comics all’indirizzo http://www.thehand.it

-

LA VIGNETTA

di THEHAND

THEHAND

Commenti

One Response to “Dare “del gay” per offendere ora è reato Ma dov’è contributo culturale di Chiesa? theHand sullo scandalo dei preti pedofili

  1. Antonella on aprile 15th, 2010 16.20

    Un po´di giorni fa ho scritto al blog di Paolo Barrai di Mercato Libero. Chiesi solo una opinione, con tono e linguaggio pacato ed educato, e venni offesa e umiliata in pubblico. Ho risposto di nuovo, e mi han bannato, oltre che ri insultato. Questo Paolo Barrai a mia sorella ha fatto perdere ventimila euro in Borsa, in quanto gli consigliava di vendere allo scoperto il Dow Jones, mentra lo stessa saliva fortissimamente, nel aprile 2009. E quando lei telefonava per chiedere spiegazioni, questo Paolo Barrai, manco gli rispondeva, e se raramente lo faceva, addirittura, gli diceva “ma vaffan…o” e metteva giu. Ora se la vedra’ con me, che sono in Polizia: una denuncia e una indagine sul suo passato ( ha gia` patteggiato varie condanne in diversi Tribunali d´Italia) e presente ancor piu`, a questo arrogante di Paolo Barrai, non la levera’ nessuno. A lui e a un suo socio, Lorenzo Piacentini di Deutsche Bank, e a un altro, Corrado Abbattista di Fenician Capital Managment. Si sentono tanto i padroni, che offendono, umiliano, e ridono, poi, arrogantemente, dvono far meno gli spacconi, per lo meno, con me. Antonella, la giustiziera

Bottom