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Decreto salva-liste avanti grazie all’Udc Ecco tutti i nomi dei 17 deputati assenti Un nuovo intervento di Massimo Donadi

marzo 16, 2010 di Redazione 

Voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dal centrosinistra, il gruppo di Casini (che non c’era) seduto in aula solo per metà: quanto basta a permettere alla maggioranza (anch’essa ridotta ai minimi termini) di salvarsi e respingere il primo (e decisivo) assalto al decreto interpretativo. «Una brutta giornata per la nostra democrazia», aveva stigmatizzato il leader centrista quando il Cdm aveva licenziato il provvedimento. E il capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori fa notare il precedente del legittimo impedimento – «ispirato (effettivamente, ndr) dall’Udc» – e, sostiene, la tendenza dei deputati del piccolo Scudocrociato a «squagliarsi come la neve al sole» ad eccezione di uno sparuto gruppo di parlamentari di fronte a tutte le leggi ad personam del Cavaliere. Il giornale della politica italiana vi dà conto di un passaggio di grande significato politico (anche se il dl finirà per servire a poco) e simbolico legato alla vicenda centrale di queste ultime settima- ne di nostra politica (autoreferenziale).

Nella foto, il leader Udc Pierferdinando Casini: sembra ironizzare sulla “denuncia” di Donadi

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di MASSIMO DONADI*

Oggi nell’aula di Montecitorio è accaduto un fatto grave. Si votavano le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni, Italia dei Valori in testa, presentate contro il decreto salva liste, cioè contro quel provvedimento votato nottetempo e con il quale, per la prima volta nella storia della repubblica, si sono cambiate le regole del voto a campagna elettorale già aperta, al solo scopo di riammettere alcune liste del centrodestra legittimamente escluse.

Fino ad oggi, questo decreto legge ha avuto una sola paternità politica, quella di Silvio Berlusconi e della sua maggioranza. Fino ad oggi. Perché oggi le opposizioni, se tali si fossero dimostrate compattamente di fatto e non solo di nome, avrebbero avuto la possibilità di cancellare definitivamente questa norma antidemocratica, ripristinando un minimo di legalità nel paese, sfruttando le molte assenza nei banchi della maggioranza. Ma, al momento del voto, mentre tutti i deputati di Italia dei Valori erano presenti, ed anche tra le fila del Pd si registravano soltanto 3 assenti su più di 200 deputati, ben metà dei deputati dell’Udc non era presente in Aula. Per l’esattezza hanno votato soltanto in 22 su 39. Per cui, da oggi, il decreto legge salva liste ha un secondo padre politico, quell’Udc che, dopo aver ispirato, vantandosene, la norma sul legittimo impedimento, potrà aggiungere al suo medagliere politico anche questa ultima preziosa chicca.

La verità è che l’Udc, già normalmente poco presente in aula durante le normali votazioni, quando si tratta di votare le leggi salva Berlusconi si squaglia come neve al sole e a votare, in quei momenti decisivi, rimane soltanto uno sparuto gruppo di parlamentari. Oggi, questo comportamento ha segnato una pagina gravissima di storia parlamentare, della quale l’Udc si dovrà assumere la responsabilità politica non meno del centrodestra.

Per questa ragione, ecco qui di seguito nome e cognome di tutti i deputati dell’Udc che erano assenti.

QUESTO L’ELENCO:

- PIER FERDINANDO CASINI

- MICHELE GIUSEPPE VIETTI

- ROCCO BUTTIGLIONE

- PAOLA BINETTI

- LORENZO CESA

- FRANCESCO BOSI

- ANGELO CERA

- LUCIANO CIOCCHETTI

- TERESIO DELFINO

- ANTONIO DE POLI

- GIAN LUCA GALLETTI

- MAURO LIBE’

- GABRIELLA MONDELLO

- SAVINO PEZZOTTA

- MICHELE PISACANE

- LORENZO POLI NEDO

- DOMENICO ZINZI

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori

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