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Il commento. Berlusconi indagato, chi è Giancarlo Innocenzi Lerner

marzo 12, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano a potere proporre in tempo reale i commenti ai fatti appena accaduti delle sue (più) grandi firme (del giornalismo politico italiano). Dalle intercettazioni emerge che un membro dell’Agcom sottostà alle richieste del presidente del Consiglio nel (suo) tentativo di piegare (attraverso l’espulsione di alcuni suoi protagonisti poco “apprezzati” da Berlusconi) e manipolare (ordinando a chi la fa direttamente come deve raccontare cosa) l’informazione pubblica televisiva. Nessuna sorpresa, secondo il conduttore de L’Infedele, visto che quest’uomo, Giancarlo Innocenzi, lavora per il Cavaliere (prima a Fininvest) da prima (appunto) che Berlusconi entrasse in politica. E negli anni, lui come Aldo Brancher infiltrato nelle file leghiste, è stato collocato nei ruoli in cui la sua fedeltà al premier avrebbe potuto essere declinata nel modo più proficuo – anche considerata la grande competenza in materia televisiva di Innocenzi – per la “causa”.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Per capire come funziona la presa di Silvio Berlusconi sul sistema televisivo italiano, è utile studiare la carriera di uomini come Giancarlo Innocenzi. Oggi lo ritroviamo nelle intercettazioni telefoniche narrate da “Il Fatto” in veste di intermediario tra le furie del Capo e funzionari sottoposti come Mauro Masi (direttore generale della Rai) e Augusto Minzolini (direttore del Tg1). Ma lui è il tipico emissario del partito-azienda, cioè di coloro che tutelano l’interesse patrimoniale del Capo fin da prima che si decidesse a entrare in politica. E’ in Fininvest che scala la gerarchia, mettendo a frutto una conoscenza delle tv locali acquisita sul campo in Veneto e Trentino. Poi la politica, mai però disgiunta dal business strategico. Quando si tratta di affiancare come sottosegretario uno “capace” a Maurizio Gasparri, divenuto ministro delle Comunicazioni, la scelta cade su di lui. Agisce nell’ombra, non cerca pubblicità, ma è di gran lunga il più competente.

Gli ingenui pensavano che Giancarlo Innocenzi fosse caduto in disgrazia quando Berlusconi lo fa nominare consigliere nell’Autorità delle Comunicazioni. Ma dall’interno dell’Agcom è sempre lui che telefona a questa o quella emittente le volontà del Capo. Non è l’unico uomo di fiducia che agisce programmaticamente nell’ombra. Basti pensare a Aldo Brancher, dislocato sul fronte leghista a placcarne sistematicamente il leader Umberto Bossi.

Il potere berlusconiano sa essere discreto e pervasivo.

GAD LERNER

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