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Napolitano firma? E ora la destra con lui Cicchitto: “Ce ne ricorderemo in futuro” E presidente rilancia: “Diamo l’esempio”

marzo 11, 2010 di Redazione 

Ed ecco che si dipana il secondo filo della narrazione di questa giornata sul giornale della politica italiana. Dopo aver affrontato il tema-ripercussioni del caos liste Pdl e della ritorsione (in tutti i sensi) su se stessa della nostra politica nel momento di più “alta” (si fa dire: diciamo meglio significativa) autoreferenzialità (con Luigi Crespi), con l’effetto della delusione e del disincanto (per il comportamento assunto da Pd e Pdl) della gente (per la penna di Torchiaro), il Politico.it – come annunciato – mostra ora ai propri lettori come quello spiraglio di speranza che indicavamo – attorno alla prospettiva del ritrovamento (di se stessi) sulla via della condivisione (e, scriveva Torchiaro, del disarmo bipolare della nostra politica) – illuminato al momento dal presidente della Repubblica, si sia allargato – almeno per il momento – dopo il “sì” del capo dello Stato al decreto salva-liste. Effetto politico – e non parliamo quindi di quello culturale-(co)[i]stituzionale, su cui torneremo probabilmente con una riflessione a parte – che si potrebbe sintetizzare in un rafforzamento di quella (capacità di) moral suasion (oltre alla legittimazione) che Napolitano, come tutti i suoi predecessori, porta con sé nella misura in cui è il «presidente di tutti gli italiani». Se a destra c’erano sospetti, ora ci sono meno – e ve lo raccontiamo – Se a sinistra c’era la speranza di una identificazione tra le proprie istanze e l’opera del presidente questa è stata destrutturata, ma rimane – ovviamente – la condivisione di fondo. Anche per questo è importante – come ha scritto il Politico.it – stare dalla parte di Napolitano. E anche per questo, poiché c’è qualcuno, Idv (e con lui milioni di elettori, e molti anche nostri lettori), che invece la pensa diversamente ecco che si inserisce perfettamente in questo solco – su questo filo – il nuovo intervento di Massimo Donadi che pubblicheremo tra poco, che invita Napolitano – per (ri)cominciare – a non firmare il legittimo impedimento. Intanto, Ginevra Baffigo ci porta a scoprire cosa pensano a destra, oggi, del capo dello Stato. E come risponde lui.

Nella foto, Giorgio Napolitano

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di Ginevra BAFFIGO

Una firma sul decreto interpretativo è bastata a sanare incomprensioni, diffide, momenti di forte tensione fra il capo dello Stato e l’esecutivo. Da quella sera di venerdì scorso il Pdl elogia Giorgio Napolitano. Persino i giornali del centrodestra titolavano a favore: ??«Finalmente c’è un giudice al Quirinale» (Libero). «Il Quirinale molla la sinistra» (il Giornale).

Anche Bossi: «Napolitano ottimo presidente, ha dimostrato equilibrio e buon senso».

Alemanno è netto: la polemica montata contro il Quirinale «mi sembra molto incongrua. Il presidente valuta sulla base di criteri di costituzionalità e nelle sue decisioni chiede di non essere strattonato». «Quando Napolitano – dice il sindaco di Roma – prende decisioni che sembrano contro il governo viene applaudito mentre adesso, che sembra avere fatto una cosa a favore del governo, viene criticato. Bisogna essere equilibrati. Napolitano si sta confermando un grande presidente, super partes».

Poi è il turno del ministro della Difesa, La Russa: «Napolitano ha fatto il presidente della Repubblica, nessuno lo tiri per la giacchetta. Ha ricevuto un decreto che non modificava la legge, altrimenti – e ce lo ha detto – non lo avrebbe firmato. Quando ha visto che il provvedimento non mutava di una virgola la legge ma si limitava ad interpretarla e a chiarire i dubbi, l’ha firmata senza alcuna esitazione. E di questo io gli sono grato perché ha svolto il ruolo proprio del presidente della Repubblica».

Cicchitto: «Napolitano ha sempre dimostrato di essere super partes anche, non solo in questa vicenda, in quelle in cui non eravamo d’accordo con lui, ma è sempre successo su questioni di merito. Mentre con Ciampi e specialmente Scalfaro abbiamo avuto dei presidenti della Repubblica schierati. Ha dimostrato di essere molto corretto e di questo dobbiamo sempre ricordarci in futuro perché quello del capo dello Stato è un contributo molto importante nella difficile lotta politica in Italia».

Infine Renata Polverini: «Voglio ringraziare l’equilibrio e la saggezza del presidente Napolitano, grazie al quale avremo almeno una possibilità di continuare queste elezioni ad armi pari».

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Al capo dello Stato non resta che registrare questa momentanea - ma speriamo invece duratura -benevolenza, e nel giorno della Festa della donna il suo (ultimo) messaggio è stato ancora una volta di riconciliazione: “Al di là delle differenze politiche tutti gli italiani si riconoscono e credono nei valori della Costituzione”.

“Al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica”.

Tra questi valori, sottolinea il presidente, ci sono “l’impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità”. E il “rispetto della legalità”: “Valore fondante del nostro vivere civile”.

A conclusione della cerimonia dell’8 marzo, Giorgio Napolitano parla dei giovani, ma il riferimento è sempre (per loro) alla nostra politica: tra le molte opportunità che vanno offerte per non “decretare un destino di sostanziale decadenza per il nostro Paese” c’è quella, “forse ancora più importante”, “di realizzarsi moralmente”: “è un’opportunità – conclude Napolitano – che dipende anche dal contesto nel quale crescono, dai comportamenti, dall’esempio offerto non solo dalle famiglie, ma da tutti coloro che occupano posizione di rilievo nella società civile e nello Stato”.

Ginevra Baffigo

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