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Liste Pdl, la smentita di Fini: “Non ho fatto quella telefonata a Milioni”

marzo 10, 2010 di Redazione 

Il presidente della Camera smentisce l’indiscrezione raccolta dal giornale della politica italiana su un suo intervento «diretto o indiretto» per eliminare dall’elenco dei candidati Samuele Piccolo, che avrebbe provocato – secondo la ricostruzione delle nostre fonti all’interno del partito del premier – l’uscita dal tribunale di Milioni. Ovvero ciò che ha scatenato il caos delle liste Pdl e, tra il resto, il contestato decreto del governo. La smentita di Fini e la nostra risposta.

Nella foto, il presidente della Camera Gianfranco Fini

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La smentita

La notizia pubblicata lo scorso 8 marzo da il Politico.it, intitolata “Una telefonata di Fini per far fuori Piccolo: ecco il panino di Milioni“, e secondo cui il Presidente della Camera dei deputati sarebbe intervenuto – direttamente o indirettamente – il giorno 27 febbraio 2010 in merito alla definizione, in extremis, della lista dei candidati Pdl alle elezioni regionali del Lazio, è priva di qualsiasi fondamento e, quindi, del tutto falsa.

FABRIZIO ALFANO*

*Portavoce del Presidente della Camera dei deputati

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La nostra risposta

Capiamo perfettamente la posizione del Presidente Fini, del quale stimiamo carriera e attività sullo scranno più alto di Montecitorio.

Nel ricostruire la vicenda delle liste Pdl abbiamo incrociato alcune fonti interne al partito, di vario livello, che convenivano su questo punto.

Ma la prudenza in questi casi è d’obbligo. Quel che ci è arrivata da fonti interne al Pdl è stata da noi etichettata come “ipotesi suggestiva, che non trova riscontro dei fatti”.

Non siamo mai venuti meno dall’uso del condizionale, affermando che “probabilmente” tali rumors “sono solamente schizzi di fango per minare la credibilità” dei protagonisti della vicenda.

Abbiamo, dunque, solamente dato voce ad un’ipotesi che circola in alcuni ambienti del partito.

Non abbiamo seminato certezze non venendo mai meno all’utilizzo dell’ipotetico.

La smentita del Presidente della Camera onora il nostro lavoro, e da parte nostra non possiamo che accoglierla come punto definitivo sulla vicenda.

Pietro Salvatori

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