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E’ cominciata la sfida a distanza tra B&B Berlusconi: “Nostri dirigenti senza colpe Fermati da gazzarra Radicale e giudici” Bersani: “Favole. Ora parliamo di lavoro”

marzo 10, 2010 di Redazione 

Si apre la campagna elettorale all’insegna delle due B della nostra politica: il presidente del Consiglio e il leader del centrosinistra. Maggioranza: come “letto” in anticipo ieri dal giornale della politica italiana ecco il refrain che ascolteremo di qui ai prossimi 28 e 29 marzo, almeno finché l’opinione pubblica continuerà a concentrarsi su questo e lo “spirito del tempo” sarà avverso al centrodestra. Il presidente del Consiglio racconta – per la prima volta leggendo un testo scritto – la sua verità. E c’è spazio anche per la “cacciata” di un giornalista “impertinente”. La risposta di Bersani. Ce ne danno conto Stefano Catone e Dario Ballini.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

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La conferenza stampa di Berlusconi

di Stefano CATONE

“Ci hanno impedito di presentare le liste”. In una conferenza stampa con cui apre, di fatto, la campagna elettorale Berlusconi discolpa i funzionari del Pdl e attribuisce tutte le responsabilità del caos sulle liste elettorali ai Radicali, che si sarebbero opposti fisicamente, e ai magistrati, politicizzati, che avrebbero agito in maniera illegittima.

Silvio Berlusconi ha ricostruito, passo per passo, minuto per minuto, i fatti: Giorgio Palesi, funzionario del Pdl, si sarebbe messo in coda presso l’Ufficio Elettorale sin dalle 11.40, e “dopo le 12.00 un componente dell’ufficio della cancelleria si è limitato a chiedere chi doveva consegnare le liste. Il nostro rappresentante si è identificato ma nessuno ha verbalizzato nulla. Alle 12.30 l’altro nostro rappresentante che si era allontanato fa ritorno per dare il cambio al collega. A questo punto dai Radicali viene inscenata una gazzarra con l’accusa che fosse in corso un atto di manomissione delle liste”. Il Cavaliere ha anche parlato di “una decisione grave, quella di aver impedito la presentazione delle liste del Pdl, una decisione priva di fondamento giuridico”, oltre che di “buon senso”.

Duro l’attacco anche alla stampa, colpevole di aver proposto agli italiani un racconto completamente falsato e lontano dalla realtà, mistificando anche sullo stato d’animo del premier, che dice di non essere mai stato adirato e pessimista.

“Daremo una lezione alla sinistra che si è comportata in maniera antidemocratica e meschina e avrebbe preferito correre da sola così come si usava nelle democrazie popolari dell’est europeo”. Berlusconi ha utilizzato anche una metafora per descrivere il comportamento delle opposizioni, le quali vorrebbero giocare una partita a calcio, “con l’arbitro a favore e la squadra avversaria chiusa nello spogliatoio”.

Infine, il presidente del Consiglio ha negato che esistano possibilità di rinvio delle elezioni: “Raddoppieremo i nostri sforzi se non sarà possibile presentare le liste e daremo una lezione a questa sinistra che ha condotto una sleale opposizione politica e una sleale informazione”.

Spiacevole episodio, durante la conferenza stampa: un collega, intervenuto per chiedere delucidazioni sul decreto interpretativo ma non nel momento previsto in scaletta, è stato invitato ad abbandonare la sala; il battibecco con il premier è continuato per tutta la conferenza stampa, a suon di “si vergogni”.

Stefano Catone

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La risposta di Bersani

di Dario BALLINI

Ventisette minuti di conferenza stampa, quella di Pierluigi Bersani all’interno della seda nazionale del Partito Democratico. Una conferenza stampa a tutto tondo dove il segretario ha provato, smentendo “la ricostruzione fantasiosa” del premier, a fare un po’ il punto della vicenda-liste sottolineando gli errori e i limiti di arroganza del Pdl, snocciolando tutti i più o meno timidi mea culpa provenienti dalla maggioranza.

Rigetta al mittente ogni accusa Bersani: «Noi non abbiamo mai voluto escludere nessuno ma non si può chiedere di essere conniventi a misure che servono a sanare solo i loro problemi e che strappano le regole di uno stato di diritto”. Il segretario Democratico conferma la telefonata con Gianni Letta prima del Consiglio dei ministri che ha portato alla creazione di “un decreto su misura che ha sbagliato le misure” sul quale fin da quel momento, comunque, riferisce, ha dichiarato la contrarietà del Pd.

«Il centrodestra rinunci a proseguire nei suoi ricorsi. Noi d’accordo con il candidato Penati siamo pronti a fermare il ricorso in Lombardia. È ora di creare un clima in cui finalmente si possa parlare delle cose che interessano ai cittadini», propone poi Bersani.

Basta parlare di liste, legittimo impedimento e processi brevi; “concentriamoci su questioni dirimenti come il lavoro: i dati sono preoccupanti ma c’è bisogno di reagire e non certo ignorando i problemi. Vanno poste al centro le questioni vere. In questa settimana le nostre mobilitazioni non saranno mera protesta ma sarà una mobilitazione positiva e propositiva, all’insegna di democrazia e lavoro”.

Il Pd rivendica una democrazia che metta al centro i problemi degli italiani. Il suo “restringimento ci ha impedito – prosegue il segretario – di arrivare al cuore dei problemi italiani: democrazia, lavoro, grandi temi sociali e ambientali e, appunto, una democrazia che funzioni bene. E’ ora di dire basta ad una democrazia basata sul principio per cui il consenso viene prima delle regole”.

E cita la Costituzione: “Ripristiniamo il concetto che La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. E chiude facendo appello al centrodestra: “Si torni a parlare delle questioni della gente e la si smetta di picconare le regole democratiche di questo Paese”.

Dario Ballini

Commenti

One Response to “E’ cominciata la sfida a distanza tra B&B Berlusconi: “Nostri dirigenti senza colpe Fermati da gazzarra Radicale e giudici” Bersani: “Favole. Ora parliamo di lavoro””

  1. S.C. on marzo 10th, 2010 14.34

    E’ stata la prima conferenza stampa durante la quale Berlusconi ha letto il discorso.

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