Top

E’ morto Gino Pellosio, il nostro mentore Ecco l’ultimo pezzo sul “suo” Savona F.C. di GINO PELLOSIO

marzo 10, 2010 di Redazione 

Firma storica de Il Secolo XIX, è mancato all’età di 58 anni. Tutto ciò che trovate su queste pagine – stile, scelte, modo di lavorare – è frutto del suo esempio e del suo insegnamento. Il giornale della politica italiana ricorda Gino Pellosio offrendo ai propri lettori – ai quali chiediamo scusa se, per una volta, parliamo di noi – uno dei suoi ultimi articoli, uscito domenica sul quotidiano genovese, dedicato al “suo” Savona.

Nella foto, Gino Pellosio

-

di GINO PELLOSIO

IL SAVONA di oggi è come l’Italia di Coppa Davis prima del doppio di ieri: ha quasi messo al sicuro l’obiettivo e ha a portata di mano l’occasione per chiudere i conti definitivamente.

A ben guardare, i biancoblù hanno dalla loro tutta una serie di situazioni favorevoli: i dieci punti di vantaggio sugli avversari, l’avere a disposizione due risultati su tre nel derby con l’Entella; l’obbligo, proprio per i due motivi precedenti, dei genovesi di giocare nel modo che meno gradiscono, cioè dover attaccare senza potersi invece appoggiare al gioco avversario, tattica su cui hanno costruito buona parte delle loro vittorie, compresa quella dell’incontro di andata.

E poi la maggiore tranquillità, visto che per la truppa di Iacolino la settimana è stata all’insegna della normalità mentre Terzulli ha caricato molto l’ambiente e ieri ha portato i suoi in ritiro ad Arenzano.
Insomma, la partita Savona-Entella è il paradigma dell’intero campionato: se è vero, come dicono i più, che solo il Savona può perderlo (e non gli altri vincerlo), altrettanto si può dire di questo derby, dove tutti i rischi sono per la squadra ospite e l’unico modo in cui i biancoblù possono correre il rischio di perderlo è per volere strafare. Come era successo all’andata.

«È chiaro che se vinciamo chiudiamo il campionato – riassume il concetto il tecnico Iacolino – e che ci farebbe piacere prendere i tre punti. Per questioni di immagine, di orgoglio, per fare un regalo ai tifosi. Ma dobbiamo anche ricordarci che l’Entella non ci perdonerebbe l’errore di aprire varchi per voler occupare stabilmente la metacampo avversaria».

«Loro sono una squadra forte – prosegue il tecnico – e come tale va rispettata, pur senza mai dimenticare che, comunque, noi siamo più forti di loro».

Che si respiri aria di sfida decisiva lo si capisce da tanti altri particolari. A cominciare dalle formazioni nascoste, o dai tentativi di trabocchetto che i due tecnici metteono in atto. Ha cominciato Iacolino nella partitella di giovedì, dove ha schierato il Savona a tre dietro (a cinque in fase difensiva: da destra Nico Antonelli, Gallotti, Di Leo, Barca e Candolini); ha proseguito Terzulli ieri facendo trapelare che il match-winner dell’andata, Vasoio, reduce da infortunio, non andrà neppure in panchina.

Ieri Iacolino ha modificato il tiro: «La difesa a tre? Un esperimento. Che non va provato certamente in una partita come quella di oggi. Ci sarà tempo». Però Barca è un ’88 come lo squalificato Bottiglieri e se Terzulli forzasse il recupero di Vasoio o scegliesse a sorpresa le due punte una difesa impostata in quel modo sarebbe una contromossa ideale.

Però l’Entella ha sempre preferito il 4-2-3-1 con Soragna punta di riferimento e contro questo tipo di avversario va meglio il classico 4-4-2. Ecco allora l’ipotesi Antonelli-Gallotti-Di Leo-Candolini, con Chiarini esterno di centrocampo, evitando quello sbilanciamento che inevitabilmente ci sarebbe con due esterni d’attacco come Andreotti e Cattaneo.

Anche il meteo avrà la sua importanza. Società (per l’incasso) e tifosi (per ovvie ragioni) sperano che abbia ragione il sito che prevede cielo coperto ma senza pioggia. Iacolino («Giuro che non faccio pretattica») dice che aspetta di vedere che fondo ci sarà per scegliere tra Mirko Antonelli, Garin («L’ho visto muoversi meglio in settimana») e Montingelli a centrocampo e garantisce un miglioramento anche da parte di Sogno.

Quindi, con le parentesi: Pascarella; N. Antonelli, Gallotti, Di Leo, Candolini; Andreotti, Ponzo, M.Antonelli (Garin), Charini (Cattaneo); Sogno, Zirilli.

Dall’altra parte un 4-2-3-1 con Mosca tra i pali al posto dell’infortunato Paroni; in difesa Del Brocco, Merzek, Castorina, Rega; Hamlili e Manoni mediani; Cargiolli, Corradi e Bodini trequartisti; Soragna punta. In panca Otranto, Commitante, Telushi, Ziino, Balacchi, Fiumicelli, Campanile. Poi qualcuno si accomoderà in tribuna per lasciar posto a Vasoio. Arbitra Fanton di Lodi.

GINO PELLOSIO

Commenti

One Response to “E’ morto Gino Pellosio, il nostro mentore Ecco l’ultimo pezzo sul “suo” Savona F.C. di GINO PELLOSIO

  1. Lifestrand.net on marzo 11th, 2010 17.42

    In memoria di Gino Pellosio

    http://lifestrand.net/Gino_Pellosio

Bottom