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Pdl, ora il mantra è: ‘Rinviamo le elezioni’ E pure Pannella (FOTO) si unisce al coro Ma Bersani: “Sarebbe un altro pasticcio”

marzo 9, 2010 di Redazione 

Fatto l’inganno trovata la legge, si potrebbe dire rivisitando un vecchio proverbio popolare. Il (partito del) premier punta sullo spostamento di un mese del voto. Rotondi: «Alla fine della favola il Consiglio di stato riammetterà la lista e a quel punto sarà la conseguenza naturale». E dall’assemblea nazionale dei Radicali arriva il placet del vecchio Marco, per «ristabilire la legalità garantendo pari condizioni di partecipazione a tutti». Il servizio di Carosella.            

Nella foto, Marco Pannella

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di Francesco CAROSELLA

“Per sanare una situazione pregressa proponiamo il rinvio del voto di un mese perché altrimenti la campagna elettorale non è legale. È necessario dare la possibilità a tutti, non solo al Lazio e alla Lombardia, di votare correttamente e legalmente”.

I Radicali di Marco Pannella tornano a proporre, come era già accaduto nella prima ora appena scoppiato lo scandalo mediatico, il rinvio delle elezioni al mese di maggio.
“C’è la necessità di riconquistare il diritto di andare a un voto democratico. Non proponiamo un ritiro delle candidature, ma un rinvio, uno spostamento del voto per riportare la situazione alla legalità” sottolinea il candidato in Lombardia Marco Cappato al congresso nazionale del partito questa mattina.

Intanto dovrebbe giungere in giornata la decisione dell’Ufficio elettorale dopo la disamina della nuova documentazione presentata dai legali del Pdl. In ogni caso, passando per il Consiglio di stato o meno - lo dice il ministro per l’Attuazione del programma di governo Gianfranco Rotondi – “si andrà verso un ripristino della lista e un conseguente rinvio delle elezioni”.

Fortemente contrario il resto dell’opposizione. “Per l’amor di Dio, sarebbe un altro pasticcio” commenta Pierluigi Bersani. “Hanno sommato turbamenti a turbamenti, pasticci a pasticci. Vuole il centrodestra raffreddare la testa e riposarsi un attimo? È ora che i ministri smettano di avanzare ipotesi. C’è una scadenza elettorale ed operazioni di validazione in corso. Punto”. “Come si vede il pasticcio si ingrossa – sferza Bersani – Volevano farsi una norma su misura e hanno sbagliato anche la misura”.

Così il Pd, dopo aver diffidato il Tar dal riammettere le liste in Lazio, e dichiarato la volontà di fare ostruzionismo in Parlamento, manifesta l’assoluta contrarietà all’ipotesi di rinvio delle elezioni. “La maggioranza e il governo stanno impedendo al Paese di parlare dei suoi problemi” avverte il leader del Pd alla riunione dei capigruppo del partito. “Per questo – conclude – useremo la nostra mobilitazione di sabato non solo per protestare ma anche per affermare che le priorità del Paese sono democrazia e lavoro”.

Berlusconi fa come il marchese del Grillo: siccome comando io, mi faccio la legge come voglio io… E il presidente della Repubblica che gli va appresso…” fa eco Antonio Di Pietro. “Benito Mussolini e Benito Berlusconi: sono la stessa cosa. Se vinciamo due a zero farà una legge secondo la quale lo zero vince sul due. Sono cose che faceva Mussolini”.

Francesco Carosella

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