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Buona festa, di cuore, alle nostre lettrici Da noi è vera: ne scrive Cristiana Alicata Da oggi candidata alle Regionali nel Lazio

marzo 8, 2010 di Redazione 

Le donne che leggono il giornale della politica italia- na, così come gli uomini, sanno che i nostri auguri non sono retorici e possono essere considerati sinceri. Per due ragioni. La prima è che cerchiamo ogni giorno, concretamente, di favorire un’evoluzione della nostra politica all’insegna da un lato di onestà e responsabilità, dall’altro della capacità di ritrovare una visione e di fare scelte efficaci per il futuro dell’Italia. Quindi per ciascuno di noi. Vedete, a proposito: questo giornale non riesce a ragionare in termini “di uomini e di donne”, perché la parità – è ov- vio – è un fatto naturale, insito, nell’ordine delle cose. La seconda è che il “regalo” che accompagna gli auguri è la riflessione che state per leggere a firma della giovane scrittrice collaboratrice de il Politico.it e de l’Unità. Alicata, che corre per il consiglio regionale del Lazio nelle liste del Partito Democratico, ci ricor- da – casomai qualcuno di noi lo avesse dimenticato – che le donne esistono, per così dire, anche gli altri giorni dell’anno, e che c’è ancora molto da fare perché, anche nel Paese, non sia più necessario parlare di parità in quanto finalmente acquisita.

Nella foto, Cristiana Alicata

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di CRISTIANA ALICATA

Sono sempre stata allergica alla festa della donna per la montagna di demagogia che in quel giorno si scatena sulla questione della parità.

I giornali cartacei di oggi dicono che la parità in Italia sarà raggiunta nel 2033.

Io so che nelle aziende le riunioni iniziano dopo le 18:00 (in Germania a quell’ora se sei ancora in ufficio sei un coglione).

Io so che nei bagni tante donne piangono perché non sanno come dire ai loro capi che sono incinte perchè sanno che “per permetterti di vivere tranquillamente il tuo stato” ti cominceranno a spogliare della tua professionalità.

So che tante impiegate, nelle piccole aziende, meno controllate, hanno un contratto regolare ma firmano contestualmente una lettera di dimissioni senza data che viene inserita al momento della “bella” notizia.

So che a Roma c’è una lista di attesa lunghissima per poter trovare il posto in un nido e quindi poter tornare al proprio lavoro, affidando il bimbo a quella forma di gestione sociale che avviene fuori di qui. In Europa.

So che nella lista del Pd, quella dove anche io sono candidata, tutti i “portatori” di preferenze sono maschi tranne una ed, esclusi rari casi come il mio, le altre donne sono riempilista e fanno parte addirittura di comitati elettorali dei “pezzi grossi” maschili. Il 30% è stato rispettato, ma poi faremo il conto di quante donne del Pd entreranno nel Consiglio Regionale.

So che ad una donna lesbica viene negato il desiderio di maternità.

So che una donna non fertile deve sottoporsi alle peggiori torture ed a costi incredibili per accedere alla fecondazione artificiale.

So che la paternità dovrebbe essere obbligatoria così fare un figlio cominci ad essere una responsabilità “familiare” e NON femminile.

So che Livia Turco aveva reso l’epidurale gratuita ed il governo Berlusconi l’ha subito tolta quella norma perché siamo donne e partorendo dobbiamo soffrire.

Ecco io non mi sono mai definita femminista, tanto meno separatista. Ma oggi se qualcuno mi regalerà una mimosa prima gli renderò conto di tutto quanto sopra, poi se avrà ancora voglia di darmela la prenderò.

CRISTIANA ALICATA

Commenti

One Response to “Buona festa, di cuore, alle nostre lettrici Da noi è vera: ne scrive Cristiana Alicata Da oggi candidata alle Regionali nel Lazio

  1. elena on marzo 9th, 2010 13.20

    io più che sapere temo.
    temo che le nuove generazioni non siano informate di cosa significhi l’8 marzo.
    temo che la politica abbia i suoi interessi a mettere “veline” tra i banchi delle Camere( anzi solo alla camera dei deputati, visto che al senato sarebbero troppo “vecchie”).
    temo che le ragazze oggi non si rendano conto di quanto saranno costrette a soffrire.
    temo che le loro madri stiano già soffrendo per quelle rughe, quella pelle cadente, quelle borse sotto gli occhi e sotto i glutei.
    già io temo che in realtà la responsabiltà sia dei genitori 40-50 enni troppo stressati a far quadrare conti per dialogare e per spegnere la tv
    temo che il nostro maschilista ,macista Paese non vada avanti come invece la corruzione.
    corruzione, unico concetto al femminile che conoscano i nostri politici

    elena,35 anni ,educatore scolastica per l’integrazione di ragazzi divers-abili

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