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Il commento. Il capo dello Stato ha evitato la violenza di Gad Lerner

marzo 7, 2010 di Redazione 

La Conferenza episcopale italiana attacca il governo, che accusa di «arroganza e scorrettezza» nel- l’aver cambiato le regole a partita in corso. In questo quadro sono in molti a chiedersi se ci sono delle ragioni “altre” a quelle addotte da Napolitano per la decisione di firmare il decreto. Secondo il Messaggero nell’incontro di giovedì sera Berlusconi avrebbe minacciato il capo dello Stato di scatenargli la piazza contro, qualora non avesse promulgato il dl. Il conduttore de “L’Infedele” prova a sua volta a interpretare, con l’aiuto di Zagrebelsky ascoltato stamattina da Repubblica, la mossa del capo dello Stato. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Ora che anche i vescovi denunciano l’ingiustizia di chi s’è fatto un decreto (interpretativo?…) su misura per sanare i propri errori, in molti si chiedono perché il presidente Napolitano l’abbia controfirmato. Personalmente trovo che la spiegazione migliore sia quella fornita oggi da Gustavo Zagrebelsky: il capo dello Stato ha agito in base all’etica della responsabilità. Di fronte a una sorta di violenza latente, talora anche minacciata, egli ha operato affinchè non abbia mai a scoppiare. Facendo prevalere un diritto – la presenza di tutte le forze principali nella competizione elettorale – su un altro diritto non meno importante, cioè l’uguaglianza e l’imparzialità della legge.
Chi protesta ha dunque mille volte ragione. Ma accusare Napolitano sarebbe ingiusto.

GAD LERNER

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