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L’editoriale. Caso/caos liste, ma io difendo Napolitano di F. Laratta

marzo 6, 2010 di Redazione 

Ieri su Facebook l’invito alla rivolta: «Inondate di fax e telefonate di protesta il Quirinale». Stasera, dopo ore di polemiche e fuoco di fila (specie da parte di Idv, come abbiamo letto stamattina con Massimo Donadi), il capo dello Stato rompe il silenzio e spiega la propria decisione di firmare il decreto salva-liste del governo: «Insostenibile escludere il Pdl e Formigoni (ciò che il nostro giornale ha detto dall’inizio, ndr). Io garante indipendente e imparziale. Tutti, a partire da chi governa, rispettino i miei poteri». Ieri avevamo avuto modo di rispondere direttamente sul social network ad un nostro lettore: «Non conviene delegittimare, indebolire o anche solo intimorire, per quanto possibile, il presidente della Repubblica». Il punto è che Napolitano sta lì per tutti noi. Per garantire il rispetto della Costituzione. Da parte di tutti. Lo hanno ormai capito e fatto proprio gli elettori di centrodestra, è ora di uno scatto di maturità da parte (di quella minoranza) dell’elettorato di centrosinistra (che da ieri sera lo attacca duramente). Il giornale della politica italiana, dopo avere dato spazio alle critiche di Idv in mattinata (coerentemente con la propria ispirazione super partes, per cui la nostra è e rimane una tribuna aperta a tutte le opinioni fondate su onestà e responsabilità), difende Giorgio Napolitano. il Politico.it ha indicato (appunto) sin dall’inizio la necessità di trovare una soluzione; il nostro giornale considera(va) inopportuna una soluzione legislativa condivisa in quanto avrebbe reso il senso di una politica italiana che si chiudesse a casta, introducendo un principio di differenziazione rispetto ai cittadini dai quali l’avrebbe allontanata ulteriormente. Il nostro invito al centrosinistra era per un riconoscimento a che il centrodestra potesse partecipare al voto con le proprie liste e, soprattutto, con Roberto Formigoni con il quale sarebbe – in caso contrario – decaduta l’intera coalizione. Una disponibilità generica che avrebbe potuto consentire una lettura ancora più serena da parte di chi era chiamato a darla. Napolitano ci risponde, chiarendo che però, nei fatti, una legge era l’unica via davvero (concretamente) praticabile che desse garanzie. E i tempi erano tali da rendere il decreto l’unica traduzione possibile di quella via. Franco Laratta spiega agli elettori Democratici e di centrosinistra perché, per tutti, il ruolo di Napolitano è decisivo.

Nella foto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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di FRANCO LARATTA*

“Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la Corte d’appello di Milano”.

Non ha torto il presidente della Repubblica nella sua nota di qualche ora fa. E così quando aggiunge: “Al di là della ventilata soluzione politica alla mancata presentazione delle liste, c’era la necessità di intervenire tempestivamente”. Il testo del decreto legge firmato ieri sera dal presidente della Repubblica “non ha presentato a mio avviso evidenti vizi di incostituzionalità”, il presidente appare puntuale e preciso. E poi coglie nel segno quando così conclude, non senza una punta di irritazione: “Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri”!

Indubbiamente il decreto legge `Salvaliste del Pdl´, è abnorme da molti punti di vista, prima di tutto nella sua originale pretesa di essere un `decreto interpretativo´ di una legge elettorale a comizi ormai convocati. Detto questo, è chiaro che la battaglia deve essere tutta ed esclusivamente politico-istituzionale, e l´opposizione deve condurla in tutte le sedi, comprese le piazze, e in tutte le forme democratiche e civili. L´errore che ancora una volta compie una parte di opposizione, è quello di trascinare nella mischia il presidente della Repubblica, che per definizione è arbitro, notaio, garante. Nulla più. Ruolo che Napolitano esercita con puntualità e precisione. Mai una volta sopra le righe, mai una volta al di fuori del ruolo costituzionale che gli è proprio. Coraggioso e determinato nella sua qualità di Massima Istituzione dello Stato, sempre super partes, garante vero degli interessi del Paese.

Il presidente della Repubblica non ha la possibilità di bloccare una legge, al massimo la può rinviare alle Camere per una seconda lettura. Il Capo dello Stato non può non firmare un decreto legge, che è a tutti gli effetti un atto esclusivo del Governo che successivamente il Parlamento ratifica. Al massimo può richiederne una riscrittura, un più attento approfondimento. Ma poi il suo ruolo finisce qui. Se si rifiutasse di firmare o promulgare una legge o un decreto legge si porrebbe al di fuori dei poteri che gli assegna la Costituzione italiana.

Il presidente Napolitano, nel particolare equilibrio politico uscito dalle ultime elezioni generali (che hanno sancito una schiacciante vittoria della maggioranza di centro-destra), ha assunto un ruolo per certi aspetti inedito: ha utilizzato con decisione e frequenza la “tattica di persuasione” per meglio influenzare il governo e per convincerlo ad approvare proposte di legge e decreti legge, non solo e non tanto nel rispetto pieno della Costituzione, ma anche tenendo conto delle diverse sensibilità presenti nel Paese e nelle Istituzioni. In questo senso è arrivato perfino a inviare alla presidenza del Consiglio dei ministri lettere di parere preventivo´ che contenevano il suo punto di vista in merito alle proposte di legge o decreti legge in via di approvazione da parte del Governo. Anticipando, così, il suo giudizio!

E in alcuni così si è visto costretto a rimandare indietro le bozze di decreti che si era fatto inviare al Quirinale prima ancora dell´approvazione da parte del Consiglio dei ministri. Esattamante come è accaduto nel caso di questi giorni del decreto `salvaliste del Pdl´. Ovviamente, più di questo il presidente della Repubblica non poteva fare.

Averlo trascinato dentro la polemica infuocata di queste ore è stata una sciocchezza clamorosa, anche pericolosa per la tenuta degli equilibri costituzionali. Questo perché si rischia di indebolire la forza ed il prestigio del capo dello Stato. Di renderlo più vulnerabile, facendo così il gioco delle destre al governo, soprattutto di Berlusconi, che ha sempre vissuto come fumo negli occhi il ruolo di `controllore costituzionale´ del Capo dello Stato.

Le responsabilità del decreto `salvaliste del Pdl´ risiedono tutte nel Governo, in particolar modo nel presidente del Consiglio e, se possibile, ancora di più nel ministro dell´Interno, competente esclusivo in materia elettorale.

Per come sono state trattate materie così sensibili, l´opposizione democratica può e deve combattere durissime battaglie in tutte le sedi. E quando il decreto arriverà al voto in parlamento, bisognerà chiedersi se, come gesto estremo, le opposizioni non debbano lasciare l´Aula. Un rifiuto `violento´ quale unica e fortissima risposta alla violenza del Governo nei confronti del Parlamento e del Paese.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

3 Responses to “L’editoriale. Caso/caos liste, ma io difendo Napolitano di F. Laratta

  1. salvatore on marzo 7th, 2010 21.23

    non riesco acomentare certi episodi che si stanno creando nella sinistra attacando il nostro Presidente Napolitano che non a nessuna colpa ,la sinistra cerca di arrampicarsi sugli specchi rallenta i lavori ,tutto questo a discapito degli italiani che anno pagato per molti anni ,vergognatevi non si vince cercando cavilli inesistenti ma si vince lavorando con onesta, non si accorgono che un po alla volta vanno via ,da queste personalita non ci si può aspettare niente di buon,un calorosissimo saluto al nostro ,signor PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO da tutti gli amici di facebook,grazie di avermi dato la possibilità di esprimere le mie idee.salvatorefalb@ymail.com

  2. adolfo gattini on marzo 13th, 2010 15.48

    Come si può condividere i pensieri di questo “capo dello stato” di oltre 80 anni, che ha paura anche dell’aria che respira. Gli ho scritto una raccomandata circa due anni fa dicendogli che stanno derubando un cardiopatico sulla pensione! “NESSUNA RISPOSTA”, quest’uomo è il presidente dei PARTITI e NON DEGLI ITALIANI! Lo dimostra in ogni suo intervento di non essere all’altezza del proprio compito. Allora come può dire agli italiani che sono in balia di questa “casta” infame, di abbassare i toni! Invece di intervenire e difendere ogni classe sociale vessata, si perde nel nulla assoluto!! Fino a quando non capirà cosa sia dover arrivare alla fine del mese con 460 euro, non sarà MAI in grado di CAPIRE. Lui questo problema non lo sente e non lo conosce; meno che mai il problema dei pensionati al minimo, tanto a lui la pensione non serve, con quel lauto stipendio che percepisce ogni mese pagato con le tasse di tutti gli italiani; anche con le mia. E allora gli auguro con tutto il cuore di ritrovarsi anche lui a sopravvivere come me con la malattia di cui sopra e nell’indigenza più nera con 460 euro al mese, forse allora capirà!!! F.to Il pensionato

  3. adolfo gattini on marzo 13th, 2010 16.02

    Non si può fare il Presidente di una nazione all’età di 85 anni, ricordo a tutti che il Signor Napolitano è stato cassiere del PC, ministro degli interni. Secondo me lo stanno ricattando i Berlusconani; per chi ha la memoria corta ricordo che il Napolitano giovane, andava spesso e sovente in Russia a prendere ordini e sovvenzioni per conto del partito comunista. Mister B. è andato a fare il Karaoke con Putin ed ha ricevuto in cambio qualche “dossier” importante e quindi………

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