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***L’intervento***
NAPOLITANO COME VITTORIO EMANUELE
di MASSIMO DONADI*

marzo 6, 2010 di Redazione 

Il giorno dopo l’approvazione, e la controfirma da parte del presidente della Repubblica del decreto salva-liste che se non formalmente, sostanzialmente cambia la norma elettorale a vantaggio di una parte a partita in corso di svolgimento – una scelta che suscita la preoccupazione di una grande parte del Paese – il giornale della politica italiana dà doverosamente voce all’opposizione in un corretto gioco democratico. Prende la parola per il centrosinistra il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera, che parla di «impeachment» per il capo dello Stato («Un brav’uomo invischiato in un gioco più grande di lui»), sostiene l’ipotesi di una grande manifestazione dell’Italia «che, a differenza di Napolitano, non china la testa» che però potrebbe, scrive Donadi, anche non bastare. Sentiamo perché.

Nella foto, Massimo Donadi

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di MASSIMO DONADI*

Ma a che punto siamo arrivati? Ieri sera stentavo a credere a quanto stava accadendo. Un governo che si riunisce notte tempo per varare un decreto legge per riscrivere le regole elettorali a campagna già avviata. Pochi minuti dopo parte l’edizione serale del TG1 e sbigottito ascolto il commentatore spiegare agli italiani che finalmente il governo sta facendo un ‘decreto interpretativo’ per mettere mano al caos delle norme che regolano il deposito delle liste. Non norme nuove, si appresta a spiegare il commentatore, ma utili e opportune interpretazioni di quelle esistenti. Nel sentire queste parole guardo negli occhi mia moglie, lei guarda me e mi dice: “Come siamo potuti arrivare fino a questo punto!”. Non passa nemmeno un’ora dalla fine del consiglio dei ministri e già il presidente Napolitano controfirma un decreto che avrebbe creato problemi di coscienza al Governo Ceaucescu e questa mattina addirittura molti giornali riportano la notizia che la presidenza della Repubblica avrebbe preso attivamente parte alla stesura di quel testo.

Da tempo avevo maturato il pensiero che Napolitano fosse soltanto la persona sbagliata nel momento sbagliato, un brav’uomo invischiato in un gioco più grande di lui. Oggi non lo penso più. Quanto ha fatto ieri Napolitano mi ricorda il comportamento di Vittorio Emanuele III quando Mussolini ordinò la marcia su Roma. Poteva fermarlo, scelse di chinare la testa. Ieri, Napolitano poteva, anzi, doveva non firmare quel decreto, ma ha scelto di chinare la testa. Speriamo non finisca come nel 1922. Per questo potremmo anche chiedere l’impeachment del presidente Napolitano perché quello accaduto ieri travalica ruoli e funzioni della presidenza della Repubblica.

Cosa fare a questo punto? Le elezioni in Lazio e in Lombardia sono elezioni illegali, fuori legge. Sicuramente serve una grande mobilitazione popolare. Tutte le opposizioni unite in piazza assieme all’Italia che, a differenza di Napolitano, non china la testa. Ma temo non basti, già mi vedo l’edizione del TG1 di quel giorno e il commento ci dirà che alcuni comunisti facinorosi sono scesi in piazza per protestare perchè sono le forze del ‘male e dell’invidia’. Ci vuole qualcosa di più forte sul piano istituzionale e di più esclatante. Nei prossimi giorni dovremmo rifletterci con attenzione, la scelta è di vitale importanza. Ma credo che dovremmo considerare anche l’ipotesi che il centrosinistra non partecipi più alle elezioni in Lombardia e nel Lazio, tanto ormai sono elezioni farsa realizzate calpestando ogni ogni principio di legalità e di democrazia.

MASSIMO DONADI*

*Capogruppo alla Camera dell’Italia dei Valori

Commenti

One Response to “***L’intervento***
NAPOLITANO COME VITTORIO EMANUELE
di MASSIMO DONADI*

  1. Tito on marzo 6th, 2010 11.47

    Mobilitiamoci.
    Difendiamo la democrazia e la costituzione antifascista dalle lobby politico affaristiche che ci governano.
    Alle 14 presidio permanente davanti alla prefettura di Torino, piazza castello.

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