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Bossi: “Soluzione politica”. E Berlusconi chiede “collaborazione”. Sì a buonsenso Ma poi Alemanno: “Rinviare le elezioni”

marzo 4, 2010 di Redazione 

Il leader della Lega prima “cede” all’ipotesi-decreto d’urgenza/legge ad hoc, poi frena. Segno di un cambio d’umore nella maggioranza? Lo dimostre- rebbe anche la volontà del presidente del Consiglio di cercare un’intesa. Frutto anche dell’appello del giornale della politica italiana e dell’apertura di Adinolfi, che contribuiscono a stemperare il clima. Appello che, naturalmente, in questo quadro trova una ancora maggiore necessità e che il Politico.it rilancia con forza: il centrosinistra dica sì al reintegro delle liste – per lo meno quelle dei candidati governatori – lasciando poi che siano i magistrati a decidere. C’è tuttavia anche chi, nel centrodestra, propone soluzioni impensabili: come il rinvio della consultazione in Lazio e in Lombardia. Si può fare slittare un’elezione ai massimi livelli regionali per l’errore, o le mancanze di pochi dirigenti di un singolo partito? Naturalmente no. Diciamo no ad un uso proprietario delle istituzioni che tradisce ancora una volta quella mancanza di rispetto per la democrazia e i cittadini che, proprio attraverso il dia- logo, si può contribuire a disinnescare. Ci racconta le ultimissime, Francesco Carosella.

Nella foto, il sindaco di Roma Gianni Alemanno

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di Francesco CAROSELLA

Prosegue la faticosa corsa del Pdl al riparo delle inadempienze burocratiche e irregolarità che hanno portato all’esclusione dalle liste elettorali in Lazio e Lombardia. Il partito leader maximo del centrodestra tempesta di ricorsi il Tar e grida all’attentato politico. Dalle file del Pdl si solleva addirittura l’ipotesi di un rinvio delle elezioni in caso di esito negativo dei ricorsi.

“Farle oggi – spinge Gianni Alemanno – credo sia un problema, non solo del centrodestra ma anche del centrosinistra perchè ci si deve porre il problema di far sì che queste elezioni diano a tutti la possibilità di esprimersi”.

Il rinvio potrebbe riguardare le consultazioni in Lombardia e Lazio da tenere contestualmente all’elezione del sindaco di Bologna, che – sulla base di un accordo bipartisan – a sua volta verrebbe anticipata scongiurando così il rischio di uno slittamento al 2011. Ma Antonio Di Pietro non ci sta: “Basta con le leggi ad personam. Aspettiamo la decisione dei magistrati senza fare da sponda a chi vuole piegare la legge a uso e consumo proprio”.

C’è chi invece già immagina un decreto speciale per la riammissione delle liste escluse, come Umberto Bossi: “E’ materia urgente, si può fare”. Ma poi, quasi subito: “Lasciamo stare il decreto, si può trovare una soluzione politica”.

“Sono preoccupato – commenta Giorgio Napolitano da Bruxelles – Preoccupazione è una parola pesante e importante, però rimane. Seguo gli sviluppi della situazione e mi pongo i problemi che potranno sorgere”.

“Di questa situazione è responsabile la maggioranza e se ne prendano la responsabilità, poi si vedrà. Certo non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari” è invece il primo commento di Bersani.

Anche Avvenire critica la maggioranza: “Bisogna puntare il dito contro chi ha commesso errori e affastellato pasticci e improvvisazioni, non contro chi ha deciso di sanzionarli con rigore. Il rigore sulle regole non può far gridare al complotto”.

Francesco Carosella

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