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Il commento. Cosa danneggia di più la democrazia? di Gad Lerner

marzo 4, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ha prima ospitato un intervento di Mario Adinolfi che suggeriva alla propria parte di fare in modo che il Pdl nel Lazio potesse correre (e più tardi torneremo proprio con il dirigente Democratico ad approfondire); poi ha proposto la propria linea, che differisce da quella di Adinolfi in un punto: il Politico.it non crede che la soluzione politica debba passare attraverso l’approvazione, bipartisan o meno, di una nuova legge ad hoc: si tratta, per le leggi create appositamente per risolvere un problema legato ad una singola parte o persona, di un fenomeno che degrada fortemente la politica italiana. Come abbiamo scritto nell’editoriale che lanciava il Diario politico di ieri, e che trovate qui sotto, ciò che consideriamo opportuno è che il centrosinistra dia la propria disponibilità nello stesso momento in cui segnala la necessità di un comune rispetto delle regole; e lo faccia nel nome stesso del rispetto delle regole, appunto, lasciando poi che siano i magistrati a prendere – anche alla luce di questa disponibilità – la loro decisione. Premettevamo, a tutto questo, che andavano stigmatizzati il mancato rispetto delle regole da parte del centrodestra, e in secondo luogo le minacce inaccettabili con cui alcuni esponenti della maggioranza hanno cercato di estorcere quella stessa disponibilità all’opposizione o una scelta a loro favore da parte dei giudici. E’ su questi aspetti che ragiona il conduttore de “L’Infedele”. Vedete il giornale della politica italiana: libero; che significa in grado di pensare e di esprimersi senza condizionamenti né da parte della nostra politica né da parte di precostituzioni proprie in qualche senso. L’unico giornale veramente libero e al quale i propri lettori si possono affidare – criticamente – senza timore nel panorama dell’informazione in Italia.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Non c’è dubbio che l’esclusione di Roberto Formigoni dalla competizione per la presidenza della regione Lombardia (anche se la guida ormai da quasi vent’anni!) è un vulnus per la democrazia; e lo stesso dicasi per l’esclusione del Pdl dal collegio romano per le elezioni in Lazio. Ma il fatto che questi “dilettanti allo sbaraglio” (copyright Bossi) ritengano di poter ignorare le carte bollate e le regole cui deve invece soggiacere qualsiasi cittadino normale; il fatto che per loro la legge debba valere solo quando fa comodo (si sono amnistiati le multe per affissione abusiva); il fatto che barino nella raccolta delle firme “perchè tanto loro hanno la maggioranza lo stesso”; il fatto che minaccino azioni sconsiderate nel caso non gli si riservi uno speciale trattamento di favore…tutto questo non costituisce a sua volta un vulnus alla democrazia? Ora magari chiederanno di rinviare le elezioni in Lombardia e in Lazio, prolungando la museruola sull’informazione fino a che non si saranno messi d’accordo. Il messaggio trasmesso è chiaro: se a essere eliminate sono le liste piccole, pazienza. Ma se le stesse irregolarità vengono commesse dai potenti, allora in nome della democrazia si deve chiudere un occhio. Questa è la legge della giungla.

GAD LERNER

Commenti

One Response to “Il commento. Cosa danneggia di più la democrazia? di Gad Lerner

  1. Amerigo Rutigliano on marzo 4th, 2010 13.37

    Mario Adinolfi piace recitar la parte del “Bastian contrario per il solo fatto di cercar il centro della scena.
    Un dirigente politico del Pd che accusa i giudici di aver commesso un golpe solo per aver esercitato la propria professione che vuole dire applicazione delle leggi, fa capire quanto sia becera la sua analisi, del resto è un democristiano che si porta addosso tutte le negatività che hanno ridotto questo paese in tela di braghe. Le regole, le leggi vanno rispettate sempre. Non è possibile pretendere il rispetto di tali regole dai cittadini per poi pensare che la stessa classe politica le trasgredisca.

    Vedo Adinolfi nel PDL sia per pensiero che posizione politica. Adinolfi offende gli elettori del centro sinistra, il Partito democratico, i giudici, i radicali. A mio giudizio dovrebbe essere espulso dal partito.

    Amerigo Rutigliano
    Officina Sociale per il Partito democratico

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