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Il centrodestra travolto dai propri ‘errori’ Formigoni e il Pdl romano fuori dai giochi Estremo La Russa: “Siamo pronti a tutto”

marzo 3, 2010 di Redazione 

Il presidente uscente, il cui listino era stato escluso perché tra le firme figuravano quelle di persone defunte, non potrà correre per la riconferma. Salvo una diversa decisione del Tar, al quale la maggioranza ricorrerà. Stessa sorte per il partito del premier in provincia di Roma. Appuntamento con il Diario di stasera per il racconto della giornata e tutti gli approfondimenti. Intanto stiamo sulle parole del ministro della Difesa, che ieri a Lineanotte è andato giù duro minacciando reazioni inconsulte (antidemocratiche?) nel caso in cui si fosse verificato proprio lo scenario che ora si materializza. Poi La Russa ha fatto marcia indietro, spiegando che si riferiva ad «ulteriori ricorsi». Il giornale della politica italiana aveva raccontato per primo la “tendenza” alla drammatizzazione del centrodestra segnalandovi i toni, simili, usati da Paolo Liguori nella stessa trasmissione della notte di Raitre. Il servizio di Dario Ballini.

Nella foto, il ministro della Difesa Ignazio La Russa

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di Dario BALLINI

“Non vorrei fare la parte dell’eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto”.

Così il responsabile della Difesa nel corso della trasmissione condotta da Bianca Berlinguer. Parole inquietanti, che trovano (parziale) giustificazione nel nervosismo che serpeggia nel centrodestra in queste ore. Maggioranza pure, mai come in questo caso, è “causa del suo mal”.

Mentre nella lista a sostegno di Formigoni è stato trovato un numero impressionante di firme di defunti, la vicenda della lista del Pdl a sostegno di Polverini assume dei connotati quasi da spy story: candidati cancellati e sostituiti, ritardi, come sappiamo, nella presentazione, il tutto sullo sfondo di una lotta fratricida fra correnti interne.

Il filo conduttore? In una parte del centrodestra vige la convinzione che le leggi (compresa quella fondamentale, la nostra Costituzione) siano alla stregua di lacci e lacciuli che frenano “il fare”.

Di qui l’escalation dei toni: dal «non vi vogliono fare votare» dei manifesti apparsi sui muri di Roma agli strali di Cicchitto contro i magistrati.

Fino alle parole di La Russa: “Lo dico chiaro e tondo: non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Siamo pronti a tutto”.

Dario Ballini

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