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L’intervento. Non si può escludere il Pdl a Roma di Mario Adinolfi

marzo 1, 2010 di Redazione 

Il dirigente Democratico e grande blogger dice la sua sull’esclusione (o sul ritardo nella presentazione, con conseguente esclusione) delle liste del partito del premier nella Capitale. Ed è, come sempre, un’opinione in controtendenza. Adinolfi invita Emma Bonino e il centrosinistra a chiedere il reinserimento in corsa dei loro avversari. Perché «la democrazia viene prima della burocrazia», scrive Mario, «e sono stati proprio i radicali ad insegnarcelo». Sentiamo.

Nella foto, Mario Adinolfi

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di MARIO ADINOLFI

Mi sono impegnato ieri in due esperimenti, uno live e l’altro on line. Per prima cosa sono andato a piazza San Lorenzo in Lucina a Roma ad ascoltare un frammento della cosiddetta “maratona oratoria” con cui Renata Polverini e i suoi amici hanno provato a far dimenticare il disastro d’immagine costituito dall’improvviso attacco di fame a mezzogiorno del signor Milioni in piena consegna liste al tribunale di Roma. Poi, tornato davanti al computer, ho postato su Facebook il pensiero che l’ascolto di quelle parole vuote mi ha acceso: “Sono quattro gatti e fanno pure discorsi da cialtroni, ma non si può non far correre il Pdl alle elezioni regionali a Roma”. Apriti cielo. Dopo aver ascoltato le cialtronate di destra, m’è toccato subire quelle radicali e di sinistra.

Lo dico subito: sono convinto che escludere il Pdl dalle elezioni regionali a Roma sia un errore politico colossale per il Partito democratico e per il centrosinistra, l’ennesimo di questa campagna elettorale tutta sbagliata nel Lazio. Prima della burocrazia viene la democrazia e se la raccolta firme e tutto ciò che ne consegue in termini di norme serve a dimostrare la reale soglia di minima consistenza di un raggruppamento politico, questa soglia di minima consistenza il primo partito di Roma la supera ampiamente. Il Pd dovrebbe prendersi il vantaggio e dichiarare subito: “I cittadini di Roma hanno visto da chi è composta la classe dirigente del Pdl, sapranno valutare se è votabile o meno per il governo della Regione, chiediamo che la lista dei nostri principali avversari sia riammessa”.

Mi meraviglio di Emma Bonino che è stata in sciopero della sete sostanzialmente per costringere i consiglieri del Pd a fare da autenticatori alle liste radicali in Lombardia, schierate non solo in concorrenza con le liste del Pd, ma anche contro il candidato governatore Filippo Penati (con la stessa Bonino capolista, colmo dei colmi). Ma come. ti batti (giustamente) per il tuo diritto a presentare la tua lista e poi fai di tutto per impedire la presentazione di liste altrui, ampiamente legittimate dal punto di vista democratico? E’ il vizio radicale di questi anni: battersi solo (e rumorosamente) per i propri interessi. Non mi piace.

Se la Bonino vuole vincere, comunque, faccia la dichiarazione che ho consigliato qualche riga fa. Se la lista Pdl verrà definitivamente esclusa, scatterà prevedibilmente un boomerang micidiale di vittimismo, rispunterà ovviamente la polemica sulle toghe rosse che addirittura impediscono ai cittadini di esprimere liberamente il voto, basterà concentrare i consensi sulle altre liste che sostengono la Polverini e il vantaggio competitivo dell’assenza della lista Pdl a Roma sarà annullato in un amen. E poi, comunque, la democrazia viene sempre prima della burocrazia. Anche quando il danno tocca gli avversari politici, la democrazia vale più di un comma di legge. Erano stati proprio i radicali, tempo fa, ad insegnarlo. Tanto tempo fa.

MARIO ADINOLFI

Commenti

4 Responses to “L’intervento. Non si può escludere il Pdl a Roma di Mario Adinolfi

  1. twitter5 on marzo 1st, 2010 18.55

    solo da una persona intelligente possiamo aspettarci tale lungimiranza.
    lo dico da donna di destra,quindi il complimento vale doppio….

  2. golan on marzo 1st, 2010 21.12

    quanto mi fanno ridere…una cosa cosi’ importante e arrivano in ritardo…
    chissa’ cosa potranno combinare quando governeranno

    oggi sono andato in comune, chiudevano alle 12, ho girato parecchio per trovare parcheggio e sono arrivato alle 12,10….non mi hanno fatto entrare, mo lo dico a napolitano

  3. pietro on marzo 4th, 2010 17.00

    non capisco perchè le destre si lamentino. la storia d’italia è piena di liste, inclusa udc (ricordava pezzotta), che sono state escluse per questioni burocratiche, firme ed altro. non mi sembra che nessuno di quelli che oggi gridano allo scandalo abbia mai obiettato. se le regole andavano bene allora, perchè non vanno bene oggi? semplice, perché la destra è forcaiola con gli altri e garantista con se stessa. le destre debbano biasimare solo loro stesse e la loro disorganizzazione per questo bel risultato.

    il problema e’ che non capisco la posizione di alcuni rappresentanti dell’opposizione, di cui adinolfi e’ un esempio. nonostante la situazione sia chiarissima, chissa’ perche’ c’e’ sempre qualche suicida come adinolfi che da parte avversa, anziche’ mettere in evidenza, oserei dire sfruttare la cosa, offre il destro alle loro distorsioni (senza di noi non puo’ esserci un’elezione). purtroppo e’ questa l’idea che ha l’opposizione di come si fa opposizione, lo si e’ visto negli anni, e si sono visti i penosi risultati della cosa. cio’ che mi stupisce e’ che non imparano mai.

  4. Mario on marzo 5th, 2010 19.49

    Da questo caos mi sembra che il peggio delle persone stia uscendo in maniera eclatante.
    Chi almeno una volta non ha neanche tentato di parlare con un vigile per evitare una multa o con una hostess per un kg di bagalio in più o una bottiglia d’acqua sull’aereo o con un bidello o un usciere perchè in ritardo di un minuto tutto con l’intento di soprassedere alle regole anche se solo si è pensato di farlo per onestà intellettuale dovrebbe augurare la riammissione delle liste escluse.
    Non è sorprendente il controllo di questa magistratura………Ma Bersani dovrebbe pensarla come Adinolfi e superare almeno per una volta l’endemica ipocrisia che attanaglia la sinistra e il centrosinistra.
    Ma chi è di centrodestra e valorizza quindi le capacità e le responsabilità delle persone non può accettare di votare una manica di persone che si sono manifestate incapaci (o almeno si sono appoggiate a persone incapaci).
    Una soluzione corretta? Non esiste…esiste solo il male minore

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