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Errore Pdl, salta lista (e simbolo) a Roma Esulta Bonino: Polverini (tra)balla da sola FOTO: Rotondi ‘stanco di questi incapaci’

febbraio 28, 2010 di Redazione 

Documentazione presentata in ritardo, sulle schede gli elettori non troveranno il partito di Berlusconi. La candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio perde così un supporto e un traino fondamentali nella provincia decisiva – se non altro per abitanti – per la vittoria finale. Il ministro per l’Attuazione del programma: «Così Emma vince a tavolino». Lei: «Ora niente leggi “ad listam”». Ci racconta tutto Dario Ballini.

Nella foto il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, durissimo con il Pdl

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di Dario BALLINI

Le acque del Pdl appaiono oggi ancora più agitate di quanto lo siano state fino ad ora.

Se in Toscana l’iter che ha portato alla compilazione delle liste per le Regionali ha rasentato il grottesco (con la spada di Damocle sulla testa del potente coordinatore nazionale Denis Verdini invischiato nell’indagine su Bertolaso e gli appalti truccati) nel Lazio si è veramente toccato il fondo e c’è chi come il ministro Rotondi non esita a parlare di palese incapacità.

La vicenda è quella che vi abbiamo anticipato: nessuna lista del Pdl nella provincia di Roma (e ci sono problemi anche nel viterbese).

La Corte d’appello ha dato non luogo a procedere respingendo di fatto il ricorso presentato dal partito di Berlusconi per vedere ammessa la sua lista alle Regionali, dopo questa era stata esclusa poiché la documentazione era stata prodotta in ritardo.

Netta Emma Bonino: «Non vorrei che dopo le leggi ad personam si arrivasse a provvedimenti “ad listam”». Per la candidata del centrosinistra questo è un punto fondamentale, di legalità, dal quale non si può prescindere. Se ci sono state irregolarità nella presentazione, non si sono raccolte le firme necessarie o non si è rispettato i termini entro cui presentarle non si può chiudere un occhio. Come a dire “dura lex sed lex”.

Ovviamente traspare una certa soddisfazione. La scomparsa del simbolo che porta il nome di Berlusconi dalla scheda elettorale creerà non pochi problemi ad un elettorato sempre meno politicizzato e preparato sui meccanismi di voto.

Aesso vedremo come si comporterà il partito romano: chiederanno il voto per il candidato o faranno convergere i loro su un’altra lista? Non ci resta che attendere le prossime settimane.

Dario Ballini

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