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Processi, Berlusconi in una botte di ferro Così il Tg1 di Minzo: ‘Mills è stato assolto‘ Come Alfano: ‘Bene la difesa del premier’

febbraio 26, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E lo fa cercando di (fare la propria parte per) restituire alla nostra politica la capacità di ragionare di contenuti, di superare il politicismo (fine a se stesso) che in questa fase storica la caratterizza e che finisce per renderla sterile. Il modo per farlo è disertare il «teatrino della politica» (definizione del presidente del Consiglio) e interessarsi, appassionarsi alle grandi scelte per il domani del nostro Paese. E’ per questo che ieri il Politico.it ha scelto di chiudere sul tema di fondo, politico, che teneva assieme le due principali notizie della giornata – la sollecitazione di Schifani affinché la Giunta per le immunità “scaricasse” Nicola Di Girolamo e l’autodifesa della Consulta – ovvero il rapporto tra la politica italiana e il tema della sovranità, evitando di titolare sul caso Mills. Una scelta controcorrente, coraggiosa e anche per certi versi rischiosa, seguita da pochi altri grandi quotidiani (tra questi il Tempo di Arditti) ma che alla fine si è rivelata vincente, facendoci registrare uno dei migliori risultati in assoluto nella fascia notturna-mattutina. Una scelta che dimostra come si possano coniugare qualità e “ascolti”. Oggi però non possiamo non parlare dei processi. Perché si sono aggiunti due elementi, del tutto politici, che meritano una riflessione. Il primo: c’è una differenza tra vero ed esatto. Vero è ciò che risponde in tutto e per tutto alla realtà, che anche in ciò che suggerisce coincide con la realtà. Esatto è invece ciò che di per sé aderisce al reale, ma può suggerire cose che reali non sono. Ed “esatto” è stato il telegiornale di Minzolini, che ha detto una cosa tecnicamente vera (esatta), parlando di «assoluzione», per Mills, ma che non è vera nella sua sostanza, e quindi in assoluto. Perché la Corte, annunciando la caduta in prescrizione, ha ribadito che la corruzione, da parte di Fininvest, ci fu. Corruzione che chiama in causa – in tutta questa storia, per la verità – il presidente del Consiglio. Vi raccontiamo come la sentenza dell’av- vocato può avere ripercussioni sul procedimento nei confronti del premier, e di come Ghedini, che in attesa delle motivazioni ha chiesto un (ulteriore) rinvio, stia lavorando affinché ci siano. Ma il secondo elemento è che di fronte a questa richiesta, il ministro della Giustizia ha scelto di prendere le parti della difesa come se tutto questo riguardasse il governo. Annunciando (coerentemente) che i provvedimenti su legittimo impedimento, processo breve e anche intercettazioni andranno avanti. Il racconto, all’interno, è di Carosella.

La vignetta è di theHand

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Il racconto

di Francesco CAROSELLA

Sebbene secondo il Tg1 David Mills sia stato “assolto”, poiché la Corte di Cassazione ha emesso una “sentenza di assoluzione” – così si è detto nell’edizione del telegiornale all’ora di pranzo – il reato di corruzione in atti giudiziari ascritto all’avvocato è entrato in prescrizione alla mezzanotte di ieri. La condanna per il creatore delle società off-shore del gruppo Fininvest era a quattro anni e 6 mesi di reclusione.

L’esito del processo gemello in cui è imputato Silvio Berlusconi torna a questo punto in gioco. Occorreranno tra i 30 e i 40 giorni perché la suprema Corte depositi le motivazioni per la sentenza di prescrizione nei confronti di Mills, in cui si stabilirà definitivamente la data in cui è stato commesso il reato e quindi anche la posizione del premier. Per questo, la difesa di Berlusconi ha già chiesto un rinvio delle udienze che ricominceranno ufficialmente domattina.

Nel formulare le motivazioni, la Cassazione potrebbe far risalire la corruzione in atti giudiziari ad una data antecedente l’11 novembre 1999 facendo così automaticamente decadere anche il processo nei confronti del presidente del Consiglio. Ma si tratta di un’ipotesi remota.

“Questa sentenza non cambia nulla” avverte comunque il ministro della Giustizia Angelino Alfano. “Il programma di governo sarà portato avanti e dovrà essere realizzato, dalle intercettazioni, alla ragionevole durata dei processi, al legittimo impedimento”. Che passerà al voto delle Camere il 9 marzo e come sappiamo, se approvato, sospenderà i procedimenti nei confronti del premier – e dei ministri – per 18 mesi.

Ma è sulla richiesta di rinvio delle udienze avanzata da Ghedini che Alfano si spinge forse un po’ oltre i confini del proprio ruolo istituzionale: una richiesta «legittima», per il ministro della Giustizia, una presa di posizione nel merito della difesa processuale di Berlusconi che accende subito gli animi dell’opposizione.

“Evidentemente Angelino Alfano si è dimesso da ministro della Giustizia per diventare praticante dell’avvocato Ghedini – è il commento del presidente dei senatori Idv Felice Belisario – Non si spiegherebbe altrimenti a quale titolo il Guardasigilli possa dichiararsi favorevole ad una richiesta degli avvocati del premier”.

Per Bersani “la gente perbene confida nelle assoluzioni, non nelle prescrizioni. Voglio credere che il nostro presidente del Consiglio possa confidare in una assoluzione. E possa andare a cercarsela là dove le assoluzioni vengono date, nella sede giusta. Io spero questo”.

E’ stato intanto fissato un cdm per il primo marzo, quando ripartirà il processo per i diritti Mediaset che vede il premier imputato per frode fiscale. Non è stata depositata alcuna formale richiesta di rinvio dagli avvocati Longo e Ghedini, ma è probabile che l’udienza si svolgerà senza il Cavaliere. A seguito di un precedente rinvio per il viaggio in Israele di Berlusconi il presidente del collegio Edoardo D’Avossa invitò le parti a ragionare della possibilità di separare la posizione del premier da quella degli altri undici imputati, ma gli avvocati opposero che “lo stralcio creerebbe molti problemi”.

Francesco Carosella

Commenti

One Response to “Processi, Berlusconi in una botte di ferro Così il Tg1 di Minzo: ‘Mills è stato assolto‘ Come Alfano: ‘Bene la difesa del premier’”

  1. adolfo gattini on febbraio 28th, 2010 09.53

    Abbiamo una persona in preda al delirio di onnipotenza. Dei servitori dello stato che lavorano e agiscono contro lo stato, per compiacere un’altro servitore dello stato che aggredisce giornalmente l’impianto della Costituzione Italiana e chi è demandato ad esercitarla, denigrando chi cerca di fare il proprio dovere. In questo carosello di Alto Tradimento consumato giornalmente dal Sultano e da questi nostri infami dipendenti che lo appoggiano; così come le offese, denigrazioni, minacce, malaffare e quanto altro…….Mi chiedo se ci sia un pool di magistrati con le p……; che abbiano il coraggio di prelevarlo e tradurlo nelle patrie galere per liberarlo da questo delirio di onnipotenza.

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