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Mafia&politica, forse giocattolo si è rotto Ecco decadenza (e ineleggibilità) “eletti” FOTO: non vedremo più obbrobri così (?)

febbraio 26, 2010 di Redazione 

Non solo: ai mafiosi, che già erano (ovviamente) ineleggibili, sarà d’ora in poi vietato anche di fare campagna elettorale. Si chiama legge Lazzati e porta la firma, tra gli altri, di due parlamentari – dei due opposti schieramenti – che al giornale della politica italiana stanno molto a cuore: Franco Laratta e Angela Napoli. Ed è proprio il deputato del Pd che ci racconta come, con molta fatica, si è arrivati a questo traguardo storico (alla Camera; bisognerà comunque attendere il “sì” definitivo del Senato) per la lotta, appunto, alle infiltrazioni mafiose e all’intreccio tra la nostra politica e la criminalità organizzata. Sentiamo, dunque, Laratta. Solo sul giornale della politica italiana.

Nella foto, il senatore Nicola Di Girolamo con il boss dell’ndrangheta Franco Pugliese

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di FRANCO LARATTA*

Legge Lazzati. Il coraggio del giudice Romano De Grazia!

Dobbiamo dire davvero grazie al giudice calabrese della Corte di Cassazione, Romano De Grazia, per la cosiddetta legge Lazzati, approvata l´altro ieri dalla Camera dei deputati. Una legge che è un importante strumento di lotta alla mafia e alla corruzione politica. Romano De Grazia combatte da anni una dura e aperta battaglia contro il devastante intreccio mafia-politica. La legge Lazzati, ispirata da De Grazia e dal suo centro studi, prova a rompere energicamente l´intreccio. Intanto stabilendo un reato nuovo: la propaganda elettorale da parte dei mafiosi e sorvegliati speciali. Finora, un boss poteva essere interdetto dal voto, ma poteva tranquillamente fare campagna elettorale, e far eleggere, un sindaco, un consigliere regionale, un parlamentare. Ora è un reato punito con 5 anni di carcere. Ma non è punito solo il boss che fa campagna elettorale, sarà punito anche il beneficiato. Cioè il sindaco, il consigliere regionale, il parlamentare. Coloro cioè, che hanno richiesto e ottenuto l´appoggio elettorale del boss mafioso per farsi eleggere. Per loro è prevista la decadenza immediata! Una pena, dunque, durissima. Decadenza, e successiva ineleggibilità, che sarà automatica. Non c´è, in sostanza, possibilità di interpretazione alcuna. La Camera ha approvato la legge a conclusione di un iter lunghissimo, non senza una forte lacerazione nel centro-destra (ben più di un centinaio di deputati si sono assentati, 35 astenuti, 7 contrari) e non senza il goffo e disperato tentativo di alcuni deputati del Pdl che con i loro emendamenti (quelli di Pecorella in particolare) hanno tentato di svuotare, banalizzare, vanificare la legge, rendendola inoffensiva.

In Aula di Montecitorio ci sono state ore concitate e momenti di tensione altissima. Mentre la relatrice della legge, la coraggiosa Angela Napoli (che per le sue battaglie e la sua storia meritava molto di più dal suo schieramento politico) era assediata dai suoi, nel dibattito parlamentare si sono distinti i parlamentari calabresi (Oliverio, Occhiuto, Villecco, Laganà, Lo Moro), mentre è toccato me (mi si perdoni l´autocitazione, ma a questa legge credevo moltissimo) rifiutare alcune ipotesi di intesa al ribasso proposte dal centro-destra. Durissima anche Doris Lo Moro che come me ha lottato per evitare il ridimensionamento delle norme. In difesa del testo della legge e dei suoi principi irrinunciabili, abbiamo coinvolto i membri del Pd della Commissione giustizia e lo stesso capogruppo Franceschini che ci è stato di molto aiuto. Alla fine gli emendamenti sono stati tutti ritirati.

Quando tra il 2006 e il 2008 ho accompagnato Romano De Grazia in giro per la Calabria per spiegare, in decine di convegni pubblici, il valore e la portata storica di questa legge, non avrei veramente immaginato che venisse approvata. Considerate anche le ostilità che c´erano in molti parlamentari, così pure le numerose accuse di incostituzionalità che abbiamo sempre respinto con energia, grazie anche al sostegno di magistrati autorevoli, giuristi di altro profilo (per tutti Vittorio Grevi sul Corriere della Sera), presidenti emeriti della Corte costituzionale: tutti scesi in difesa della legge Lazzati! In difesa della legge sono scese molte istituzioni, enti locali, il consiglio regionale, tante associazioni.

Ora la Camera ha approvato il testo con poche modifiche rispetto alla nostra prima formulazione; testo che passa al vaglio del senato. Se davvero si riuscisse ad approvarlo definitivamente prima delle regionali, sarebbe un ulteriore successo.

In ogni caso, avremo presto uno strumento di grande importanza, direi di portata storica, nella lotta contro l´intreccio mafia-politica. D´ora in poi combattere l´infiltrazione mafiosa nelle istituzioni sarà più facile; così come colpire quei politici che si serviranno dei voti della malavita organizzata per farsi eleggere. Non è una risposta definitiva, ma è certamente uno straordinario strumento a disposizione degli inquirenti, delle forze di polizia e dei giudici.

Tutto questo grazie ad un magistrato coraggioso, determinato e instancabile che ha offerto al Parlamento e al Paese una proposta di legge che segna un traguardo storico.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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