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Nostro obiettivo? Stimolare lettura critica Premier: ‘Al telefono tutti sotto controllo’ Serve ad assicurare criminali a giustizia

febbraio 24, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana ama i propri lettori, ai quali soli risponde. Il nostro è un giornale aperto e sopra le parti che non si è mai fatto difficoltà a criticare una metà come l’altra, libero al punto da “incoronare” il candidato (Bersani) avverso a quello per il quale avevamo fatto il nostro endorsement (Marino) il giorno del confronto televisivo per le primarie del Pd. E i nostri lettori lo sanno bene; e apprezzano il loro giornale per questo. E’ in questa chiave che il Politico.it cerca con tutte le sue forze di fare fino in fondo il proprio lavoro. Che è informare. E informare significa raccontare tutto ciò che c’è da sapere, senza omissioni, senza censure, di modo che ciascuno abbia la (sola) visione completa dei fatti che gli consente di maturare un giudizio (che senza quella conditio riguarda altro, una realtà appunto diversa da quella effettiva, che è solo quella complessiva). Per i lettori meno avvezzi alla politica italiana, e in generale meno propensi ad approfondire per conto proprio, informare significa anche dare gli spunti e le “chiavi” affinché possano leggere criticamente, non passivamente e non accettando per buono tutto ciò che viene detto dai protagonisti della nostra politica (che, com’è noto, non sempre dicono quello che pensano davvero). Oggi il presidente del Consiglio ha sferrato un duro attacco allo strumento delle intercettazioni, preludio ad un nuovo tentativo (già predisposto) di cancellarle (quasi) per via legislativa. Il pretesto è questo: la privacy di ciascuno di noi è messa a repentaglio dai controlli effettuati sulle nostre telefonate. Ma sono solo servitori dello Stato ad “ascoltare” ciò che viene detto, che passa alla conoscenza di un maggior numero di persone solo quando prefigura un reato. Questa condizione, che non lede davvero la privacy, non siamo forse disposti ad accettare per far sì che chi “ruba” i nostri soldi, oppure chi non fa più il proprio mestiere al servizio del Paese bensì a vantaggio di organizzazioni criminali, contro tutti noi, venga fermato e assicurato alla giustizia? Il servizio sulle parole di Berlusconi, all’interno, di Carosella.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi in conferenza stampa

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Berlusconi attacca le intercettazioni: “E’ un sistema barbaro. Secchiate di fango, non ci sono reati che emergono con certezza. Noi vogliamo restare liberi, amiamo la libertà. Siamo già tutti sottoposti al controllo dei telefoni e oggi è già uno stato di polizia”.

Poi passa alla campagna elettorale. “Una forza del bene contro le forze del male, un esercito dei difensori e paladini della libertà che risponderanno direttamente a me”. Si chiamano i “promotori della libertà” le nuove creature del presidente del Consiglio. Sono i crociati del Pdl in vista delle elezioni regionali. Il loro compito sarà quello di “rispondere a centinaia di istanze, a chi chiedeva di organizzare i gazebo e fare manifestazioni”, come spiega il premier. Laddove il “male” è il centrosinistra, che “vuole uno stato di polizia che mira a spalancare le porte ai cittadini stranieri”. “Che punta all’invasione di stranieri perché pensa che si possa cambiare il peso del voto che ha visto la vittoria dell’Italia moderata” rincara Berlusconi.

“Affiancherò i governatori nella campagna elettorale e dirò che siamo di fronte ad una scelta di campo: la sinistra delle chiacchiere o noi”, non si perde in mezzi termini il capo del governo.

Il nostro, dice il premier, è “il governo delle riforme e delle emergenze”, vera alternativa alla “sinistra che dice sempre di no”; “da una parte l’ottimismo, dall’altra il pessimismo e l’autolesionismo”. E ancora: “Noi siamo un governo che valorizza le cose positive, loro propagandano anche all’estero le cose negative del nostro Paese”.

Berlusconi vuole anche rassicurare l’elettorato sull’unità del governo e della maggioranza: “Non esistono scontentezze interne. I contrasti dipinti dai giornali sono pura fantasia. Tra di noi c’è grande stima, motivazione e affetto reciproco. Nessuna lite, semmai discussioni molto franche e nessuna preoccupazione per il futuro immediato e per quello più lontano”.

“Ho molta fiducia nel fatto che il Pdl sia protagonista per molti anni e la cosa importante è che sia un partito veramente democratico” continua il premier. “Sui temi del programma elettorale non ci devono essere discussioni – sottolinea – mentre sui temi nuovi non è un leader o i tre coordinatori che devono decidere, ma gli organismi interni, e le minoranze si devono adeguare alle decisioni della maggioranza”.

F. Car.

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