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(dis)Pari opportunità, donne libere in rete Carfagna: “Internet si autoregolamenti” Come per il gruppo contro persone down

febbraio 23, 2010 di Redazione 

In Arabia, Paese più conservatore al mondo, l’unico «spazio di libertà» concesso (esistente) alla metà femminile del cielo è costituito appunto dal web. Che mostra così la sua funzione “liberatoria” e la sua identità inscindibile con lo stesso concetto di libertà. Per una maggioranza, da noi, che si professa liberale tanti, troppi sono stati i tentativi di limitare (sempre da noi, non – ancora – in Arabia) questa libertà, forse nella stessa prospettiva di un controllo della circolazione di informazioni (oltre che della pubblicità e dei canali di trasmissione di contenuti oggi prodotti altrove) che caratterizza ad esempio la televisione. E anche se, va detto, altrettanti sono stati i parlamentari Pdl che hanno rispedito al mittente le avance oscene dei loro colleghi e compagni di schieramento, in questo quadro fanno molto rumore – e il giornale della politica italiana sceglie di sotto- lineare – le parole del ministro dopo l’esplosione del caso della pagina Facebook in cui si inneggiava alla violenza nei confronti delle persone down appunto. Gruppo chiuso grazie alla segnalazione degli utenti. «Sia sempre così», dice Carfagna. Sperando che il liberalismo di oggi non venga tradito quando l’oggetto delle critiche o anche – come in questo caso – delle invettive (più o meno in-accettabili) del web tornassero ad essere il governo o il presidente del Consiglio. Il servizio sul caso, di Carosella.           

Nella foto, il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna

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di Francesco CAROSELLA

Mara Carfagna interviene sul caso del gruppo inneggiante alla violenza nei confronti dei bambini down apparso nei giorni scorsi su Facebook: “Vanno ringraziati tutti gli operatori di Polizia postale per la tempestività con cui è stato messo fine a questa follia” scrive il ministro per le Parti opportunità.

“Dispiace solo – chiosa Carfagna – che alcune migliaia di cretini 2.0 si siano iscritti a questa pagina. Ma saranno perseguiti coloro che l’hanno organizzata”.

Sono molte le pagine aperte sul principale social network a contenuto razzista, rivolto in particolare verso le persone disabili, che talvolta raggiungono qualche migliaio di iscritti, per lo più di giovane età. Alcuni hanno anche dei “manifesti”.

“La legge è molto dura – rassicura il ministro – e prevede fino a 4 anni di carcere per chi commette il reato di istigazione a delinquere”.

Ma – e qui sta il punto – “Internet è un luogo di libertà e tale deve rimanere – continua Carfagna – senza diventare una giungla per rafforzare i pregiudizi. Sono gli stessi internauti che devono segnalare gli abusi”.

Ed è naturalmente alle numerose segnalazioni degli utenti che si deve l’immediata individuazione dell’applicazione.

Francesco Carosella

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