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Barack rilancia così la riforma della sanità “Copertura per 31 milioni cittadini in più”

febbraio 22, 2010 di Redazione 

Approvata in testi diversi nei due rami del Congres- so, la proposta originale rischiava di arenarsi anche in ragione del “colpaccio” repubblicano nel Massa- chusetts, dove i Democratici hanno perso lo storico seggio dei Kennedy e, con esso, la maggioranza qualificata al Senato. Di qui la necessità di accontentare l’ala più moderata dei progressisti e anche di avviare un dialogo con il Grand Old Party. Il risultato è questo nuovo piano che consentirà, tra l’altro – e qui Obama strizza l’occhiolino alla destra – di risparmiare 100 miliardi di dollari in dieci anni. Ci racconta tutto Stefano Catone.

Nella foto, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

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di Stefano CATONE

Ci eravamo lasciati con i Democratici che perdevano il seggio di Ted Kennedy al Senato e, quindi, la maggioranza qualificata e con essa la prospettiva di una strada in discesa per la riforma sanitaria. Il voto di gennaio sembrava essere una bocciatura per l’operato di Barack Obama. La recente retromarcia sul nucleare era apparso ad alcuni come un ulteriore passo indietro, rispetto alle speranze dei milioni di americani che si erano attivati per supportare la corsa del primo presidente nero degli Stati Uniti.

Finché, oggi, Obama rilancia, svelando il nuovo piano per la sanità che permetterebbe a trentuno milioni di cittadini d’America – attualmente privi di assicurazione o oppressi dal costo dei premi richiesti dalle compagnie assicurative – di avere accesso alle cure.

Il precedente progetto, nelle previsioni, sarebbe andato a vantaggio di quarantasei milioni di cittadini. I compromessi sui costi sono stati il risultato dell’opposizione Repubblicana alla riforma sanitaria; il capo della comunicazione della Casa Bianca, Pfeffer, spiega in che senso: «Il presidente vuole e crede che la gente meriti un voto “sì o no” sulla riforma della sanità. Questo piano ha la flessibilità per raggiungere questo obiettivo se i repubblicani decideranno di fare ostruzionismo».

Secondo Obama, questa riforma ridurrà il deficit del budget Usa «di cento miliardi di dollari nei prossimi dieci anni e di circa mille miliardi nella seconda decade, grazie alle riduzioni di spesa e alla riduzione di sprechi, frodi e abusi». Il piano prevede inoltre il controllo federale, attraverso un apposito organismo, dell’aumento delle tariffe assicurative.

Una nuova bozza era necessaria per sbloccare l’iter della legge, approvata sia dalla Camera sia dal Senato nei mesi scorsi ma in due versioni inconciliabili.

La partita si gioca su un terreno più difficile dal punto di vista dei voti al Senato e la riforma della sanità è tutto, o quasi, per Obama. Il dubbio sorge spontaneo: che la riapertura al nucleare sia stata detta dalla volontà di sbloccare – politicamente, finanziariamente e tra i gruppi di interesse – la riforma della sanità?

Stefano Catone

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