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L’editoriale. Quindicennio, è l’inizio della fine di Franco Laratta

febbraio 20, 2010 di Redazione 

Nel solco della tradizione dei gran- di quotidiani americani, già battuto nei giorni delle primarie per la segreteria del Partito Democratico in cui il Politico.it fece il suo endorsement e poi diede spazio anche ad opinioni differenti, il giornale della politica italiana propone quasi ogni giorno editoriali che non necessariamente rappresentano la linea del giornale. Ma sono contributi autorevoli al dibattito pubblico della nostra politica che sempre più si svolge in primo luogo su queste colonne. Quello di oggi è firmato dal grande giornalista e scrittore calabrese, nonché deputato Democratico, e parla della crisi, morale, di consenso e diremmo “istituzionale” (ovvero non solo nell’immediata – mancata – approvazione da parte dei cittadini bensì anche proprio nell’incapacità di assolvere alla propria funzione al di là di ogni più o meno fondato consenso contingente) della nostra politica e in particolare di quella metà – traversale – che governa il Paese ai suoi diversi livelli, a cominciare naturalmente da quello, dominante, di Palazzo Chigi. L’interpretazione è che tutto questo, la corruzione, il crollo nei sondaggi, la difficoltà montante siano i se- gnali che questo quindicennio sta finendo. Sentiamo.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: rassegnato?

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di FRANCO LARATTA*

Non lo so se si tratta solo di una sensazione. O di un falso allarme. O di un desiderio.

Eppure, questa volta c´è come qualcosa in più di un semplice sospetto o di un desiderio.

E´ come se veramente il castello di corruzione, bugie, inganni e menzogne, messo in campo in 15 anni, in un crescendo furibondo che non ha precedenti nel mondo, stesse cominciando a vacillare.

Sappiamo tutti che prima o poi dovrà succedere. E´ già successo in altre epoche, in altri Paesi. Il regime quando scoppia di salute, quando sembra avere un consenso immenso, quando governa con il pugno duro a dispetto delle leggi e perfino contro la Costituzione, quando al suo interno si scatena una guerra per chi prima afferra il pezzo più grande del potere… allora la fine sta per cominciare!

E´ capitato ai `regimi popolari´, ai sistemi con a capo ducetti di periferia, agli Stati presi in ostaggio da dittatori senza scrupoli, perfino ai sistemi democratici che nel `900 hanno governato alcuni Paesi europei per decenni. Succederà anche ora, dopo quasi un ventennio, a questo nostro Paese, ostaggio di un gruppo di potere che ha messo in piedi un sistema basato sul controllo dell´informazione, sulle menzogne più violente, su un populismo sfrenato che ha ingannato per anni il cittadino-telespettatore-elettore. Un `regime democratico´ che ha sconvolto la Costituzione, messo a tacere il Parlamento, aggredito la Magistratura, ingannato gli italiani.

Qualcosa si vede di già. Il consenso popolare comincia lentamente a scemare; le indagini della magistratura rivelano un livello di corruzione spaventoso; lo stesso primo ministro indagato su più fronti ha dovuto inventarsi più leggi ad personam per sfuggire alle condanne penali; le contestazioni pubbliche sempre più forti e sempre ben oscurate dai Tg; i cittadini dell´Aquila che hanno messo a nudo il grande imbroglio del terremoto; la gelatinosa vicenda della Protezione civile che sta esplodendo con tutta la sua devastante potenza; le Brambilla di governo che ormai sembrano la maschera della democrazia del can-can; i rapporti tesissimi con la Chiesa, la sfiducia degli industriali, dei lavoratori, dei disoccupati; la faccia sempre più nera di un primo ministro che ormai nemmeno lui ride più di sé stesso e delle sue barzellette; la guerra casalinga per il controllo dell´impero di famiglia; l´addio della consorte e la sua invettiva sulla malattia di un marito dedito ai vizi più inconfessabili!

In un anno è successo di tutto; negli ultimi mesi è successo di peggio; negli ultimi giorni il clima è sempre più da fine regime.

Il primo ministro, astuto e abile venditore di fumo, aveva capito, già un anno fa, che il terreno stava cedendo. Già da alcuni mesi cercava qualcosa ad effetto, un´idea geniale tipo predellino, da poter sfruttare per tornare ad essere il più amato dagli italiani. Soprattutto dopo le storiacce delle minorenni, le vicende delle escort e il bordello di Stato che era diventato tutto quello che lo circondava.

Mesi e mesi a cercare qualcosa per stupire gli italiani. Poi il colpo geniale c´è stato davvero, ma è stato un fattaccio improvviso e imprevedibile, che lui ha colto al volo e l´ha utilizzato per mostrarsi vittima sanguinante del clima di odio messo in scena da comunisti e magistrati. L´Italia si è commossa, il mondo si è preoccupato, lui si è chiuso in una clausura troppo lunga e tanto misteriosa, che doveva creare un clima di grande attesa per il ritorno sulle scene, ma è stato trattato come un fattaccio che il Paese stanco e provato ha digerito in pochi giorni.

Ed ora che gli scandali e la corruzione imperversano, che il malaffare di Stato viene alla luce nella sua gravità, che gli `scodinzolini´ televisivi provocano un rigetto molto pericoloso… il primo ministro capisce che qualcosa non va davvero; che il clima si è fatto pesante; che il regime democratico e affaristico da lui messo in piedi si sta esaurendo. Qualcuno ha cominciato a contare davvero. Forse passerà un anno, forse due. Ma, forse prima del previsto, qualcosa di grave accadrà. Con gli elementi che oggi abbiamo in possesso e che crescono a vista d´occhio, possiamo dire tranquillamente che l´inizio della fine è cominciato! Sarà una fine rovinosa, che farà molti danni. Ma nessuno la può più fermare.

FRANCO LARATTA*

*Deputato del Partito Democratico

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