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Udc salva (Provincia) Caserta da camorra Cosentino si dimette da sottosegretario VIGNETTA: Di Pietro “trangugia” De Luca

febbraio 18, 2010 di Redazione 

Il plenipotenziario Pdl in Campania, che lascia anche la guida del partito nella regione, vittima di uno scambio (per una volta virtuoso) tra Cesa e Berlusconi: in cambio dell’appoggio dei centristi a Caldoro nella corsa alla presidenza, il premier accetta di sostenere il candidato Udc nella terra dei Casalesi (e di Cosentino). Quei Casalesi con cui l’ormai ex sottosegretario è accusato di intrattenere rapporti, e nella cui terra, appunto, avrebbe voluto imporre, ancora, un proprio uomo. Di qui le dimissio- ni: richieste, peraltro, da tutto il centrosinistra nel momento in cui Cosentino fu sottoposto ad indagini per associazione camorristica. Tutto questo nella (grande) regione in cui il Pd, per tentare una difficile rimonta, dopo il caso dei rifiuti e la cattiva gestione – finale – di Bassolino, punta su un candidato border line, per loro, come quel sindaco di Salerno che – rinviato a giudizio per reati connessi, risponde il diretto interessato, alla salvaguardia dei posti di lavoro di centinaia di persone – dice di ispirarsi alla «destra europea». Da cui, tra l’altro, l’atto-simbolo del sindaco Sceriffo, come viene chiamato: la scelta di guidare personalmente, in strada, alcune retate contro immigrati irregolari. Il servizio sulle dimissioni di Cosentino è di Carosella.

Nella vignetta di theHand, il sindaco di Salerno e candidato governatore del centrosinistra in Campania Vincenzo De Luca e il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che lo sostiene ma dopo aver tentennato e con qualche maldipancia (come del resto da parte di molti elettori di sinistra)

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di Francesco CAROSELLA

Nicola Cosentino ha infine rassegnato le dimissioni dalle cariche di sottosegretario all’Economia e di coordinatore regionale del Pdl in Campania. Lo ha comunicato oggi al termine di un incontro con Silvio Berlusconi. Dimissioni “irrevocabili” causate dall’annunciata e contestata intesa su Caserta tra il premier e il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, che prevede l’assegnazione della provincia di Caserta allo scudocrociato Domenico Zinzi, in cambio dell’appoggio di Udc alla candidatura alla presidenza della regione di Stefano Caldoro, del Pdl.

“Mi sono dimesso perché voglio liberare il campo da ogni strumentalizzazione in vista della campagna elettorale” è il commento ufficiale di Cosentino, che aveva preteso un presidente Pdl per la Provincia. La decisione di Berlusconi ha attirato critiche anche da parte dei senatori Gennaro Coronella e Pasquale Giuliano, coordinatori del Pdl casertano, a loro volta scavalcati dal Cavaliere: “Il candidato presidente della Provincia tocca a noi. Un limite invalicabile, così come ribadito all’unanimità in più occasioni”; tanto più che lo stesso Giuliano era stato indicato per la presidenza solo una settimana fa.

Intanto Ciriaco De Mita al vertice dell’Udc a Napoli conferma che “in Campania l’intesa con il centrosinistra non è stata possibile per le divisioni nella coalizione e perché Enzo De Luca ha diviso più che unire”. “A noi non interessa – spiega poi – l’assessorato alla sanità. All’Udc interessa la riorganizzazione dei servizi, il riequilibrio di poteri tra giunta e consiglio, il trasferimento di funzioni a Province e Comuni”.

Il mio sarà il governo dei migliori con persone capaci e competenti” assicura il candidato governatore Stefano Caldoro da Roma. Ma arriva la risposta di Gianni Mancino, segretario dell’Udc di Caserta: “Non ci possono essere accordi disgiunti, la Regione e la Provincia di Caserta vanno di pari passo”. E l’accordo genera confusione anche per Ignazio La Russa, che “su Caserta non è ancora sicuro”, mentre Rocco Buttiglione assicura che il patto è stretto,

Da Roma Pierferdinando Casini: “So soltanto che Cesa e Berlusconi sono d’accordo, del resto non mi importa”.

Francesco Carosella

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