Top

Udc salva (Provincia) Caserta da camorra Cosentino si dimette da sottosegretario VIGNETTA: Di Pietro “trangugia” De Luca

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il plenipotenziario Pdl in Campania, che lascia anche la guida del partito nella regione, vittima di uno scambio (per una volta virtuoso) tra Cesa e Berlusconi: in cambio dell’appoggio dei centristi a Caldoro nella corsa alla presidenza, il premier accetta di sostenere il candidato Udc nella terra dei Casalesi (e di Cosentino). Quei Casalesi con cui l’ormai ex sottosegretario è accusato di intrattenere rapporti, e nella cui terra, appunto, avrebbe voluto imporre, ancora, un proprio uomo. Di qui le dimissio- ni: richieste, peraltro, da tutto il centrosinistra nel momento in cui Cosentino fu sottoposto ad indagini per associazione camorristica. Tutto questo nella (grande) regione in cui il Pd, per tentare una difficile rimonta, dopo il caso dei rifiuti e la cattiva gestione – finale – di Bassolino, punta su un candidato border line, per loro, come quel sindaco di Salerno che – rinviato a giudizio per reati connessi, risponde il diretto interessato, alla salvaguardia dei posti di lavoro di centinaia di persone – dice di ispirarsi alla «destra europea». Da cui, tra l’altro, l’atto-simbolo del sindaco Sceriffo, come viene chiamato: la scelta di guidare personalmente, in strada, alcune retate contro immigrati irregolari. Il servizio sulle dimissioni di Cosentino è di Carosella. Read more

Bertolaso, se Silvio sente odore del voto “Duri su corruzione. Chi sbaglia va fuori”

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio, lo sappiamo bene, è il più grande comunicatore del nostro Paese. Avvertito il pericolo che lo scandalo potesse danneggiare il centrodestra in vista delle Regionali, dopo avere respinto le dimissioni di Bertolaso – e oggi difeso Letta, su cui calano ombre: vi raccontiamo – si fa ora carico di una visione “morale” della politica per cui «chi viene “beccato” non può pretendere di restare in nessun movimento politico». Ovvero, anche, deve dimettersi dai propri incarichi. (Dicevamo di) Letta, dunque. Intanto vengono smentite le sue assicurazioni su come gli “sciacalli” non avessero avuto ruoli nella ricostruzione de L’Aquila: ci sono, purtroppo, eccome. E poi un paio di intercettazioni lo coinvolgono a sua volta nel caso. Ci pensa ancora una volta il premier a rilanciare: «Piena fiducia in lui. Sia (il prossimo) presidente della Repubblica. Io senatore a vita». Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Bottom