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Fini: quelli di oggi ‘più ladri’ di Craxi e co. “Rubano per sé”. Salta Protez. civile Spa

febbraio 15, 2010 di Redazione 

«Chi ruba resta un ladro, ma Tangentopoli fu diversa: si sostenevano i costi della politica». Il presidente della Camera annuncia poi il ritiro del dl che avrebbe trasformato il nostro “pronto intervento nazionale” in una società per azioni. In mattinata il no alla conversione da parte della Lega. Bossi: «Sbagliato rinunciare ai controlli». Ascoltato dai giudici, nell’ambito dell’inchiesta sulla Protezione civile, anche il coordinatore Pdl Verdini. Matteoli, che come lui compare in una intercettazione: «Sono estraneo». Il servizio di Francesco Carosella.        

Nella foto, Gianfranco Fini

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di Francesco CAROSELLA

Lo scoppio del terremoto giudiziario che ha portato a galla la ipotizzata virulenta e perversa corruzione dei vertici della Protezione civile ha spinto il governo e la maggioranza a stralciare il contestato articolo 16 del decreto legge per il riordino e la riorganizzazione dell’organo di governo che avrebbe trasformato la stessa in Spa.

Lo annuncia oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini al termine di un convegno alla Luiss di Roma. “Il dl verrà completamente depotenziato”. Fini sottolinea poi l’importanza di un netto distinguo tra gli episodi di corruzione del presente e quelli di Tangentopoli: “Oggi ci sono tanti episodi di malcostume e tangenti, ci sono sempre stati e ci saranno, ma vanno considerati per quello che sono, volgari lestofanti. Evitiamo paragoni impropri”. “Craxi una volta – esemplifica Fini – fece una chiamata in correità, chiese a tutti noi se avessimo qualcosa da dire perché quello era un sistema. Oggi invece ci sono tanti corrotti, ma la corruzione non serve per sostenere i costi della politica”. “Non voglio legittimare nessuno – precisa – perché anche quelli della prima Repubblica erano ladri, ma sulle loro spalle c’era il peso di mastodontici apparati”.

Nel frattempo la decisione di modificare il dl ed annullare la conversione della Protezione civile in società per azioni raccoglie consensi, come nel caso della Lega. “Abbiamo una bella Protezione civile con migliaia di persone. Non deve diventare una Spa, non deve sparire” commenta il ministro per le Riforme e leader della Lega Umberto Bossi. “Ci andrei molto cauto a fare certe scelte – ribadisce Bossi circa la scelta di privatizzare il Dipartimento di Protezione civile – Tremonti già tempo fa aveva avvisato di non andare in quella direzione e aveva ragione perché in quel modo non hai nessun controllo e poi nascono i pasticci. In politica i controlli ci devono essere”.

Sarà invece lo stesso Guido Bertolaso a difendere domani il decreto davanti alla Commissione Ambiente di Montecitorio che si appresterà alla disamina del testo.

Rivendica intanto come un proprio successo la decisione del governo l’opposizione, attraverso Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera: “E’ una vittoria dell’opposizione e un passo indietro del governo” afferma. “Ci sono altre cose – continua Franceschini in attesa del maxiemendamento – che vanno modificate: l’idea di omologare terremoti e alluvioni ai grandi eventi, la competenza della Protezione civile sull’emergenza nelle carceri, la norma sulla impossibilità di avviare un procedimento giudiziario verso la struttura commissariale”. “Aspetteremo le dichiarazioni ufficiali” conclude, sull’ipotesi della fiducia.

Consuetamente puntuale la critica di Idv, via Silvana Mura: “Che cosa sarebbe accaduto se nel frattempo non fosse scoppiato lo scandalo dell’inchiesta che coinvolge proprio la Protezione civile?” si domanda l’onorevole. “E’ grave – continua – che un provvedimento, in particolare quando è emanato con la decretazione d’urgenza, diventi improvvisamente inopportuno perché nel frattempo sono stati scoperti degli altarini. Ancora una volta il governo Berlusconi viene pescato con le mani nella marmellata mentre tenta di far passare norme opache”.

Francesco Carosella

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