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Crolla il mito del capo Protezione civile. I festini di Bertolaso: “Darei ripassatina…” Appalti, così lo sciacallaggio sul terremoto

febbraio 11, 2010 di Redazione 

La corruzione per il G8 della Maddalena accompagnata da favori sessuali. Lo sostiene l’ordinanza del gip di Firenze sull’arresto di Balducci. «Sto organizzando per Bertolaso un festino megagalattico», dice l’imprenditore romano Anemone. Lui: «Se Francesca oggi potesse… verrei volentieri». I Democratici: «Si dimetta». Attenzione, a questo punto, ora che la verità emerge e che si cominciano ad accertare le responsabilità, a non gettare la croce sulla persona: il capo della Protezione civile ha – si presume – sbagliato gravemente, e la giustizia se ne occuperà. Non si passi dalla costruzione del mito, appunto, alla distruzione di Bertolaso. E’ un tentazione che, ahinoi, corre sottotraccia nella sensibilità di una parte del Paese. Il giornale della politica italiana condivide con i suoi lettori un giudizio critico, duro, di condanna totale, ma che tenga conto dei necessari contrappesi umani. Lo diciamo, come sempre, prima che qualsiasi cosa accada. Il servizio di Carosella.           

Nella foto, Guido Bertolaso, sconvolto

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di Francesco CAROSELLA

Emergono nuovi dettagli dell’inchiesta che ha portato ieri il gip di Firenze a spiccare l’ordinanza di arresto per il direttore del dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso e altri tre pubblici ufficiali con l’accusa di favoritismi per appalti di grandi opere come il G8 alla Maddalena. Sarà interrogato domani l’imprenditore romano Diego Anemone, che dall’ordinanza di custodia cautelare risulta essere il soggetto corruttore per le opere del G8.

Secondo il giudice per le indagini preliminari, nel “centro benessere sport Salaria, riconducibile alla famiglia Anemone, Bertolaso usufruì di non solo di massaggi, ma di vere e proprie prestazioni sessuali”, in quanto “il tenore delle conversazioni intercettate non consente interpretazioni diverse”.

Secondo le intercettazioni Anemone avrebbe anche organizzato un “festino megagalattico” per i vertici della Protezione Civile subito dopo aver incontrato Bertolaso nel settembre 2008 per presentargli il preventivo dei lavori per il G8, festa che però fu infine “rimandata ad altra occasione, a causa di un impegno del direttore”.

“Sono Guido, buongiorno… Sono atterrato in questo istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio… vorrei il solito, quella brava… se Francesca potesse… Io verrei volentieri, una ripassatina” dice Guido Bertolaso in una telefonata al gestore del centro benessere Rossetti il 21 novembre 2008.

Si difende intanto il presidente della Federazione Italiana Editori Giornali Carlo Malinconico, anche lui accusato di aver intrattenuto rapporti poco chiari con Anemone e Angelo Balducci, presidente del Consiglio Superiore Lavori Pubblici, all’hotel Il Pellicano: “Sono stato presentato all’Hotel in questione dall’ingegner Balducci, che ricopriva carica istituzionale. Non conosco, invece, né ho avuto rapporti con l’imprenditore Anemone. Ricordo comunque di aver pagato per i miei soggiorni a Il Pellicano, pagamenti di cui sono in grado di recuperare le ricevute fiscali”.

Saranno interrogati domani nel carcere di Regina Coeli a Roma Anemone, Balducci e Mauro della Giovampaola, mentre Fabio De Santis sarà sentito a Milano.

Terremoto in Abruzzo. Sempre dalle intercettazioni emerge che l’11 aprile 2009, a pochi giorni di distanza dal sisma in Abruzzo, Balducci ricorda ad Anemone nel corso di una conversazione il suo impegno per aver inserito le sue imprese nei lavori post-terremoto: “Ti rendi conto? Chi oggi al posto mio si sarebbe mosso?… Tra qualche giorno Filippo compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo” dice Balducci, chiedendo una sistemazione per suo figlio.

“Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c’è un terremoto al giorno” incalza il direttore tecnico dell’impresa Opere pubbliche e ambiente Spa di Roma Francesco Maria De Vito Piscicelli durante una telefonata con suo cognato Gagliardi, in attesa delle mosse di Balducci per la concessione degli appalti. “Lo so”, ridono. “Per carità, poveracci”. “Va buò”. “Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto”.

Le prime reazioni. “Vorrei esprimere la massima stima personale e piena solidarietà a Guido Bertolaso” scrive in una nota il presidente di Confindustria Abruzzo Calogero Riccardo Marullo. “Ritengo – continua – che sentimenti di gratitudine, apprezzamento e abnegazione rappresentino l’espressione nella quale raccogliere tutta la stima nei suoi confronti e verso la nostra Protezione Civile, certamente tra le migliori al mondo. Ritengo – conclude Marollo – che lei sia persona onesta e competente che fa bene all’Italia e, per le note vicende del 6 aprile, ne ha fatto tanto a L’Aquila e all’Abruzzo, con competenza, rigore, fraternità e umanità”.

“E’ certamente singolare la tempistica. Guido Bertolaso è conosciuto per l’efficienza dei suoi interventi. Pensiamo alla ricostruzione in Abruzzo dove, senza mettere tasse, le case, case vere, sono state consegnate alla popolazione. Ed anche in tutte le altre vicende in cui Bertolaso è intervenuto ci sono stati sempre risultati efficienti”. Sono le parole del capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri. “Ora, però, credo che si debba fare un accertamento rapido, che sia compatibile anche con le necessità della nostra Protezione civile, che non può rimanere sulla graticola a lungo. Si farebbe un danno alla sicurezza del Paese”.

Secondo Gianni Chiodi, governatore della regione Abruzzo e Commissario straordinario per la ricostruzione, “la vicenda spinge a una riflessione sulla possibilità di agire o meno in regime di emergenza”. “Penso a quello che è successo in Abruzzo. E’ giusto che nei primi mesi si sia agito con un passo diverso, dettato dalla logica emergenziale. Si trattava di salvare vite umane” continua Chiodi. “Nei primi mesi era importante agire subito, ora ci sarà il tempo per tutte le spiegazioni” conclude, rispondendo alle accuse di mancata trasparenza alla Protezione Civile.

Avverte diversamente l’urgenza di fare chiarezza Dario Franceschini: “In un Paese non anomalo una persona in quella situazione, anche per difendersi meglio, rassegna le dimissioni. Noi abbiamo apprezzato la sensibilità mostrata ieri da Bertolaso. Sta ora a lui stesso confermare quella sensibilità istituzionale”. Il capogruppo del Pd alla Camera esorta Bertolaso a ribadire le proprie dimissioni nonostante il rifiuto di accettarle da parte del presidente del Consiglio.

“Berlusconi e Bertolaso sono al vertice di un sistema che gestisce senza alcun controllo una enorme quantità di denaro pubblico. Sono una nuova loggia, la B2″ così il presidente del gruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. “Il quadro che emerge dalle indagini è sempre più inquietante e svela l’esistenza di una rete di interessi molto ampia. Il ricorso allo stato d’emergenza, che permette di operare in deroga alla normale legislazione, è diventato la regola in Italia e questo ha consentito la nascita e la stabilizzazione di un sistema criminogeno di gestione delle risorse”.
“Le indagini della magistratura – conclude Donadi – stabiliranno se ci sono responsabilità penali, di certo ci sono pesanti responsabilità politiche. Il governo dovrebbe prenderne atto ed agire di conseguenza”.

Francesco Carosella

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