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Berlusconi lancia Università del pensiero liberale. A Lesmo. Lontano da Veronica…

febbraio 9, 2010 di Redazione 

Il presidente del Consiglio ha voluto Villa Gernetto per ospitare la scuola che servirà «a tramandare ai giovani la mia esperienza di statista innamorato della libertà». Contattati Aznar, Gorbaciov, Blair, Bush, Koizumi e Bill Gates (che però sembra rimandare al mittente). Ma il Cavaliere sta pensando di trasferirvi anche la sua residenza privata – si è già fatto riservare un appartamento al primo piano con quattro salotti – lontano dalle “usurate” Arcore e soprattutto villa Certosa. Anche considerato che la moglie non sembra disposta a mollare Macherio… Ci racconta tutto Stefano Catone.

Nella foto, un ambiente del Gernetto

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di Stefano CATONE

Silvio Berlusconi non rinnega le origini (palazzinare) del suo successo: Villa Gernetto, a Lesmo, a metà strada tra le due residenze di Arcore e Macherio, è l’ennesima opera voluta dal premier. Tre enormi sale per le feste, rifiniture in oro e arredamento dai colori caldi ed avvolgenti. E poi i bronzi di nudi di donna acquistati insieme alla figlia Marina in Provenza, e probabilmente anche la litografia di Brainwash, raffigurante Obama nelle vesti di Superman. Per finire, un’infinità di “accessori”, dai ristopoint per veloci pause durante la traversata della villa, alle dieci jacuzzi.

Ma non finisce qui. Villa Gernetto, immersa nella Valle del Lambro, sarà molto di più, sarà una “Università del Pensiero Liberale”, che «servirà – garantisce Berlusconi – a tramandare ai giovani la mia esperienza di statista innamorato della libertà». Per questo motivo sono già pronti dieci appartamenti, all’interno della villa, che ospiteranno i “docenti”. Sono già stati contattati personalità del calibro di Aznar, Gorbaciov, Blair, Bush, Koizumi e Bill Gates. Quanto siano state entusiaste dell’idea, non è dato sapere (Bill Gates, solo pochi giorni fa, dichiarò che “l’Italia è sulla lista della vergogna” poiché, secondo l’informatico, è stato l’unico Paese della comunità internazionale a ridurre gli aiuti allo sviluppo. “Consolante – proseguì Bill Gates – che al momento questa lista conti un solo iscritto”).

L’idea sembra perciò quella di abbandonare Macherio (presidiata dal’ex moglie Veronica), allontanarsi da Arcore (punto di riferimento e ritrovo del Popolo della Libertà) e rinnegare Villa Certosa, sede dei presunti scandali dell’estate scorsa.

Un luogo immerso nella natura ed intriso di cultura – liberale, ovviamente – dove trascorrere giornate più tranquille, lontano dalle grida di Di Pietro, dall’ossessività delle toghe rosse – e relativi testimoni e pentiti – e, soprattutto, dalle penne di Repubblica.

Stefano Catone

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