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L’editoriale. Berlusconi in Israele, un successo di Paolo Guzzanti

febbraio 7, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana, i nostri lettori lo sanno bene, è un grande giornale libero, aperto, sopra le parti. Dopo avere criticato la cultura («reazionaria», scrive Lerner) di una parte dell’intellighenzia del centrodestra usciamo ora con questo fondo dell’ex direttore de “il Giornale” e deputato del Partito Liberale Italiano sulla visita del presidente del Consiglio al Paese alleato. «Che è stata molto positiva e ha avuto un forte impatto – ce la presenta Guzzanti – Certo, Berlusconi è stato un bel po’ pedante e politicamente corretto quando ha voluto spiegare i due stati, la necessità di porre fine agli insediamenti e altre banalità. Ma ha dato un calcio (calcetto) sui denti all’Iran e l’Iran si è incazzato, il che è bene. Ottimo lavoro se pensate a D’Alema e gli Hezbollah». Sentiamo.

Nella foto, Paolo Guzzanti

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di PAOLO GUZZANTI

Non mi fa velo la rottura con Berlusconi. Lo approvo e lo applaudo per il viaggio in Israele. La visita in Israele, con molti limiti dovuti alla ragion di Stato è stata un successo, SB ha avuto modo di usare le sue forti doti comunicative che sono state molto apprezzate e Israele per una volta non si è sentito isolato. Dunque, molto molto bene. Naturalmente SB ha voluto dire la sua sui due Stati, sullo stop agli insediamenti, ha avuto buone parole per i palestinesi come popolo ed ha fatto bene, è stato avvolgente e suadente e in questo caso trovo un po’ ridicoli gli antiberlusconiani a tutti i costi, che pur di dargli addosso dicono che è stata anche questa una brutta figura. No, non lo è stata. E l’Iran ha avuto una risposta furiosa e bisogna vedere come influirà sui contratti dell’Eni.

Del resto questo sa fare bene Berlusconi, quando non fa cucù alla Merkel (che ha ordinato al suo servizio di sicurezza di impedirgli di toccarla in qualsiasi evento internazionale) o non strilla davanti alla Regina d’Inghilterra: sa fare lo chansonnier, lo schowman, il presentatore, il venditore di immagini e di buoni sentimenti. Se i sentimenti sono buoni, li sa vendere. E ne ha venduto uno ottimo: il sostegno a Israele, senza se e senza ma. E su questo io sono totalmente d’accordo e batto le mani con rispetto e gratitudine, ma anche senza illusioni.

PAOLO GUZZANTI

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