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La riflessione. Gli attacchi a Patrizia D’Addario di Gad Lerner

febbraio 7, 2010 di Redazione 

Domenica di commenti sul giornale della politica italiana. E’ stata un’altra grande settimana, febbraio è cominciato con un ritmo di gran lunga superiore a quello di tutti gli altri mesi e il Politico.it è ormai la terza opzione – la prima, of course, per la politica italiana – dell’informazione in rete (e non solo), con Repubblica e Corriere. In questa domenica di calma apparente, dunque, per la nostra politica, ci prendiamo il tempo per alcune riflessioni. Lo facciamo con le due nostre maggiori firme. Cominciamo con il conduttore de L’Infedele che accusa i giornali vicini al presidente del Consiglio di avere messo in campo un’opera di demolizione personale della grande accusatrice del premier assolutamente deprecabile. «Qui si rivela di nuovo, insieme al cinismo, la cultura reazionaria di un paese nel quale già solo la professione esercitata dalla D’Addario la renderebbe colpevole e meritevole della gogna mediatica, in gloria del suo “utilizzatore”». Perché quale che sia il giudizio che si dà della vicenda è inaccettabile qualunque vuoto di rispetto individuale. E come sempre, il Politico.it dà spazio ad idee e opinioni anche molto diverse tra loro. Che da noi, sempre, si fondano su onestà (intellettuale) e responsabilità, quelle che vogliamo sempre più vedere attraversare e caratterizzare la nostra politica. Ce lo possiamo permettere perché su il Politico.it scrivono solo donne e uomini liberi. Del tutto. L’editoriale della domenica che troverete più tardi sarà quindi questa volta liberamente a favore di un passaggio di questa settimana del centrodestra. Tornate più tardi, dunque. E intanto, godiamoci la lucidità e il coraggio di Gad, che, lo ricordiamo, torna poi domani sera alle 21.10 su La7 con il suo Infedele. Buona lettura, e buona domenica con il giornale della politica italiana.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Da un paio di settimane i giornali vicini a Berlusconi (capitanati da un settimanale di sua proprietà) conducono una campagna mirante alla distruzione di Patrizia D’Addario. Come del resto già avevano fatto con Dino Boffo. La descrivono al centro di un complotto, strumento nelle mani dei nemici del cavaliere che l’avrebbero arricchita in cambio delle sue prestazioni antigovernative. La viltà di questo attacco zeppo di incongruenze (se la nostra fosse stata un’agente incaricata di scivolare nel lettone di Silvio, perchè mai ne avrebbe rifiutato le avances la prima volta a Palazzo Grazioli?) non ci impressiona quanto dovrebbe. Già ripetutamente la D’Addario ha raccontato di essere stata oggetto di minacce e intimidazioni, oltre che strani furti “selettivi” nella sua abitazione, dopo la sua interruzione di rapporti con Berlusconi e Tarantini. Vero o falso? Sostiene ancora di essersi decisa a parlare con il “Corriere della Sera” allo scopo di proteggere se stessa e la sua famiglia da tali aggressioni, rendendo pubblica la vicenda. Spulciano nel suo portafogli (prima insinuando conti esteri, ora adombrando che il “malloppo” si trovi in una banca italiana) quasi che la D’Addario traesse chissà quali benefici da questa vicenda umiliante e nociva. Qui si rivela di nuovo, insieme al cinismo, la cultura reazionaria di un paese nel quale già solo la professione esercitata dalla D’Addario la renderebbe colpevole e meritevole della gogna mediatica, in gloria del suo “utilizzatore”.

GAD LERNER

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