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Il commento. Mi dispiace ma l’economia va male di Gad Lerner

febbraio 4, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è stato tra i pochi a mettere ordine in una ridda di annunci e dichiara- zioni che, in questi mesi, hanno sostenuto tutto e il contrario di tutto. Lo ha fatto con un pezzo di Luca Lena (La recessione è finita”. “Ma no, continua” Come stanno davvero le cose sulla crisi, 12 novembre) ed uno di Paolo Panzacchi (Crisi, adesso è stallo. Urge un’iniezione di fiducia (concreta): ma governo dov’è?, 28 gennaio). Consapevole, naturalmente, che il “velo pietoso” calato sullo stato dell’economia mondiale aveva anche la funzione di favorire, però psicologicamente, in mancanza di iniziative concrete di accompagnamento, una possibile ripresa. Oggi un altro crollo delle Borse (Milano -3,45), che tocca anche Wall Street. Il conduttore de L’Infedele commenta in tempo reale per il giornale della politica italiana spiegandoci appunto che la situazione è quella che si può temere, ovvero di una difficoltà persistente, al di là di qualsiasi velo. In tempo reale, dunque, l’ex direttore del Tg1. Solo su il Politico.it. Sentiamo.

Nella foto, Gad Lerner

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di GAD LERNER

Nessuno può gioire. Il crollo delle Borse, stavolta con epicentro apparente in Spagna e di nuovo con le banche in grave affanno, dissipa le illusioni su un’economia mondiale prossima a risollevarsi dal trauma del 2008. Purtroppo non è così. Di nuovo la flessione azionaria rischia di avere ripercussioni traumatiche su imprese già indebitate e sofferenti per la contrazione dei consumi. In Italia ce ne sono di molto importanti in condizioni tali che ne renderanno complicata la tenuta nonostante godano di protezioni tipiche della nostra “economia di relazione”.

GAD LERNER

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