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La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi

febbraio 3, 2010 di Redazione 

La Camera ha appena approvato il ddl che consente a presidente del Consiglio e ministri di rinviare fi- no alla fine del mandato i processi a loro carico. Il deputato del Partito Democratico consegna al suo giornale il solito racconto, segnato dalla stanchezza e dall’amarezza per una lunga giornata conclusasi, come del resto era inevitabile, visti i rapporti di forza numerici, specie a Montecitorio, tra maggioranza e opposizione, con la vittoria del centrodestra. Sarubbi ci fornisce la sua solita cronaca da grande firma qual è, oltre che da autorevole esponente Democratico. E ripercorriamo con lui il filo e i momenti salienti di questa giornata. Due alla fine i motivi di consola- zione per il centrosinistra: il grande discorso del segretario in diretta televisiva, applaudito a lungo dalla metà di sinistra dell’emiciclo. E… l’ironia: «Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento – scrive Sarubbi – abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri» agli eventi di cui trovate, per una nota più lieve, l’elenco integrale in coda al pezzo. Buona lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana.

Nella foto, Andrea Sarubbi

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di ANDREA SARUBBI*

Ho messo il vestito nero, quello che uso per i voti di fiducia, per assistere alla morte di un altro pezzetto di democrazia. Con i voti della maggioranza e l’astensione dell’Udc, la Camera ha infatti stabilito che per il capo del governo vale l’autocertificazione: bastano due righe (“Scusate, oggi sono legittimamente impedito”) e salta l’udienza in tribunale. Altre due domani (“Scusate ancora, pure oggi non posso”), altre due dopodomani (“Vi chiedo perdono, ma è proprio un momentaccio”), e così via, usque ad libitum, fino a quando Silvio Berlusconi siederà a Palazzo Chigi. Così, dice la legge, potrà svolgere serenamente le sue funzioni, senza il fastidio di vedere ogni volta quelle toghe rosse e quella frase nei tribunali (“La legge è uguale per tutti”) che lo metteva di cattivo umore. È stata una giornata lunga, segnata dai rapporti di forza tra chi ha vinto le elezioni e chi le ha perse: contro la matematica c’è poco da fare, e così non abbiamo toccato palla: sotto di 110 quando l’Udc votava con loro, di una trentina quando votava con noi. Ma quando abbiamo chiesto il voto segreto, a fine mattinata, le distanze si sono ridotte: appena 14 voti di differenza, con parecchi franchi tiratori nella maggioranza e Berlusconi letteralmente salvato dalle 15 luci accese nei banchi del suo governo. E pure questo conflitto di interessi va sottolineato, perché in Aula – dove non mettono piede quasi mai, talvolta neppure per rispondere alle interpellanze urgenti – c’erano ministri chiamati a votare una legge che avrebbe bloccato eventuali processi a loro carico: neppure la decenza di astenersi, come ha fatto notare il nostro Furio Colombo nel dibattito. L’Udc – che ieri aveva paragonato questa legge ad un ponte tibetano, stretto e ballerino, per arrivare alle riforme – si è vista infatti stravolgere la proposta iniziale di un salvacondotto per il premier, trovandosi di fronte ad una sorta di immunità allargata a tutti i ministri e per giunta reintrodotta clandestinamente: se proprio immunità doveva essere, allora bisognava passare per una legge costituzionale e dunque, con ogni probabilità, per un nuovo referendum che l’avrebbe bocciata. Ma alla fine Casini ha mandato giù il boccone: ufficialmente, per evitare che venisse stravolta la giustizia con il processo breve; in realtà, per evitare di mandare a monte l’alleanza con il Pdl in tutte le regioni del Centrosud. Tra la spregiudicatezza dell’Udc e la demagogia dell’Idv (culminata nell’intervento finale di Di Pietro, che ha definito l’Italia un “Paese barbaro e dittatoriale” e Berlusconi “il peggior capo del governo della storia repubblicana”, mentre i suoi urlavano “buffone” a Cicchitto), Pierluigi Bersani ha brillato come un diamante. Alla casalinga di Voghera, che lo stava guardando in diretta tv, ha spiegato che l’Italia continuerà ad avere i problemi di prima, a cominciare dalla crisi economica, ma almeno d’ora in poi Berlusconi sarà più tranquillo, perché “in tribunale ci andranno quelli che possono consentirsi un po’ di nervoso”.

P.S. Non potendoli battere con i numeri, ci siamo tolti qualche soddisfazione con l’ironia. Siccome è il governo ad autocertificare le ragioni istituzionali del proprio legittimo impedimento, abbiamo presentato un centinaio di ordini del giorno in cui impegnavamo Berlusconi ed i suoi ministri a non avanzare le scuse di convegni, eventi mondani e sagre paesane. Non è legittimo impedimento, abbiamo scritto testualmente, la partecipazione del presidente del Consiglio e dei suoi ministri ai seguenti eventi: la festa del Santissimo crocifisso di Monreale (PA), la giostra cavalleresca dei Paternò a San Gregorio (CT), la festa di San Corrado a Noto, la regata storica di Santa Lucia a Siracusa, la sagra dell’agnolotto e del canestrello a Polonghera (CN), la sagra del polentonissimo a Monastero Bormida (AT), la fiera degli uccelli a Sacile (PN), la festa di San Marco e Fortajada a Pordenone, il Rogo della vecia sempre a Pordenone, la sagra dello spiedino a Castello d’Agogna (PV), la sagra del Biligòcc ad Albino (BG), l’expo di Ischia, la disfida del soffritto di maiale a Flumeri (AV), la festa nazionale dei popoli padani, il panettone party a Borbona (RI), la sagra della lumaca a Valmontone (RM), la festa dei fagioli con le cotiche a Sant’Angelo Romano (RM), il Palio dei mussi di Teglio Veneto (firmato da me), la sagra delle fave con pecorino a Filacciano (RM), la Mondo sapori fiera a Mussolente (VI), la Fiera di mezza quaresima di Sant’Agata Feltria (RN), la Scuola di formazione del Popolo della libertà, l’inaugurazione del Salone del ciclo di Milano-Eicma, le feste provinciali della Lega nord, la Festa della libertà a Pietrelcina (BN), la presentazione dei libri, i convegni del Popolo della libertà sul Mezzogiorno, la festa della zucca, le conferenze stampa per illustrare i risultati della digitalizzazione della giustizia, l’inaugurazione di nuove sedi del partito della Lega nord, l’inaugurazione di nuove sedi del partito Popolo della Libertà, la consegna dei premi “Consumatori oggi”, la consegna del premio “Amico della famiglia”, l’eventuale ripetizione del seminario “Uomini in divisa nel Pdl – per dare più forza alle nostre idee”, la presentazione di nuovi patti per la sicurezza, la cerimonia di inaugurazione di Milano Unica (salone italiano del tessile), la festa di Atreju, l’inaugurazione di Com-Pa (salone europeo della comunicazione pubblica dei servizi al cittadino ed alle imprese), il Meeting musicale degli indipendenti, la sagra della strazzata di Avigliano (PZ), il Fiuggi family festival, la Giornata nazionale di promozione della rete dei partner, il Meeting per l’amicizia tra i popoli, l’evento Cortina incontra, la manifestazione Vinitaly, la festa del Villaggio cimbro, il Meeting mondiale dei giovani, la Festa europea della musica, la festa del radicchio rosso di Dosson, la sagra della lingua del Santo a Zeminiana di Massanzago, la festa del ciclamino a Fontanelle di Conco (VI), la manifestazione Corritalia-insieme per i beni culturali ambientali, la festa Ambiente e caccia a Granarolo Faentino (RA), la manifestazione Degusta e Degusta junior “Le ricette della prossima stagione” di Villa Bassi a Borgo Panigale (BO), la Mexpo a Busto Arsizio, l’Agrivarese sempre a Busto Arsizio, le iniziative per sostenere l’abolizione dello zoo di Roma, le iniziative per lanciare le giornate anticorrida, il trasporto della macchina di Santa Rosa a Viterbo, la sagra del carciofo di Cerda (PA), la sagra dello stinco di maiale ad Offida (AP), il porco festival del borgo antico di Rotella (AP), il salone della pesca sportiva a Bologna, la rassegna cinofila di Ancona, la presentazione internazionale di abiti da sposa e da cerimonia a Milano, il salone internazionale della pellicceria e della pelle sempre a Milano, la fiera vintage “La Moda che vive due volte” a Forlì, la sagra gastronomica di Castelspina (AL), le giornate del riso a Jolanda di Savoia (FE), la festa della fame e della sete a Filattiera (MS), i festeggiamenti di San Giovanni Battista a Settimo di Cinto Caomaggiore (VE), il carnevale di Decima a San Matteo della Decima (BO), la manifestazione “Ciccioli in piasa, le terme del colesterolo” a San Martino in Rio (RE), il festival del tartufo vero dei monti Sibillini a Montefortino (AP), la festa della Madonna della Speranza a Castelletta (AN), la festa di Sant’Antonio a Villeneuve (AO), la festa di San Vitale a San Salvo (CH), la festa della sfogliatella a Lama dei Peligni (CH), la sagra della piè fritta aFontanelice (BO), la sagra del brasadè a Borgo Priolo (PV), la fiera dell’artigianato di San Cataldo (CL), la sagra della polenta di Rocca Priora (RM), l’inaugurazione di club “Silvio ci manchi”, la sagra del pecorino pepato a Castel di Judica (CT), la sagra del mucco nel porto peschereccio di Portopalo di Capo Passero (SR), la sagra dell’agnello pasquale a Favara (AG), la sagra della frittella ad Isnello (PA), la cerimonia del prelievo dell’acqua del Po della Lega nord, la festa di San Biagio a Militello Rosmarino (ME), la festa della Candelora di Cefalù (PA), la festa della Madonna del soccorso di Sciacca (AG), la festa di Sant’Agata a Catania, la sagra della ricotta a Sant’Angelo Muxaro (AG); la sagra della sfincia a Montelepre (PA), la Mandorlara – sagra del mandorlo a Tavola a Montelepre (PA), la sagra del tarocco a Francofonte (SR), la sagra della salsiccia a Chiaromonte Gulfi (RG), la sagra delle panelle e crocchette a Ciminna (PA). Li ho copiati uno per uno, ma ne valeva la pena.

ANDREA SARUBBI*

*Deputato del Partito Democratico

Commenti

One Response to “La cronaca. Il giorno del legittimo impedimento di Andrea Sarubbi

  1. Mario on febbraio 3rd, 2010 22.19

    Tanto tra 15 anni saremo ancora qui a parlare di riforme della giustizia perchè c’è una parte della classe politica che preferisce riformare la principale causa del suo malfunzionamento. Attenzione a non toccare la casta dei giudici. Troppi interessi.

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