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Berlusconi alla Knesset: “Nostri fratelli” Oggi Abu Mazen. Bombardamenti, però…

febbraio 3, 2010 di Redazione 

«Giusta reazione ai missili di Hamas». E tra gli accordi siglati ce n’è, ovviamente, anche uno di coo- perazione militare. «Che un giorno – scrive Désirée Rosadi – siano proprio i nostri aerei a sorvolare Gaza e, magari, la Persia?». Ieri il presidente del Consiglio aveva attaccato l’Iran, che oggi parla di «ingerenze». La diplomazia italo-israeliana fondata – of course – anche sul rapporto personale tra il premier e Netanyahu. Il giornale della politica italiana vi porta nel cuore della visita in Israele con la sua grande firma per il Medioriente, Désirée Rosadi. Buona lettura.

Nella foto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accolto alla Knesset

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di Désirée ROSADI

È una preziosa amicizia, quella stabilita ieri tra Italia e Israele. A tutti gli effetti, un’operazione economico-commerciale, iniziata nell’autunno del 2008 con un vertice alla Farnesina, che aveva coinvolto grandi aziende e delegazioni ministeriali al fine di elaborare una strategia di accordi di cooperazione con lo Stato d’Israele. L’ambizioso disegno è stato portato a compimento ieri. C’erano tutti i ministri, dal titolare della Farnesina, Franco Frattini, al ministro ai Lavori pubblici e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, a Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, e il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. Un vertice in grande stile, niente è lasciato al caso.

Molto di più di una visita diplomatica. Si parte con il cruciale accordo sulla partecipazione di Israele a Expo Milano 2015, firmato da Frattini e Lieberman, e si continua con l’intesa che favorirà la mobilità del lavoro tra i due Paesi, in particolare nel settore commerciale. Non solo diplomazia economica, ma anche uno sguardo alla previdenza sociale, all’istruzione, all’integrazione degli emigranti, e ad una collaborazione nella sanità nazionale. Interessante dal punto di vista della ricerca scientifica e tecnologica – Israele è uno dei Paesi più sviluppati nel settore high tech – è la creazione di un Laboratorio Congiunto sulle energie solari e rinnovabili tra Enea e Università Ben Gurion del Negev: un progetto che consentirà ai ricercatori di entrambi i Paesi di fare ricerca nell’ambito delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

I have a dream. Un sogno in cui «Israele è nell’Unione Europea», rivela Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa conclusiva. «Penso che questo metterebbe la parola fine alle ansie di tutti gli israeliani», spiega Berlusconi, facendosi portavoce dello spirito democratico e occidentale dello Stato d’Israele. Ma il sogno non sarà facilmente realizzabile. A placare gli entusiasmi è il presidente della Commissione affari esteri dell’UE, l’eurodeputato francese del gruppo dei popolari Dominique Baudis: «Non è possibile, né auspicabile» l’ingresso di Israele, esclama Baudis ai microfoni di Adnkronos, «l’UE sappia dove porre le sue frontiere». Un monito chiaro e deciso, che scaturisce anche dalla difficile e delicata questione dell’ingresso della Turchia nell’Unione.

Nonostante le frizioni che emergeranno dal confronto tra i paesi europei sulla proposta di Berlusconi, il bilancio della tre giorni israeliana è a dir poco idilliaco. Il nostro premier lascerà una parte di sé nella “terra promessa”. «La nostra anima urla “non è vero” e poi sconfitta grida “mai più”», è la frase che lascia in memoria sul libro delle firme presso il museo dell’Olocausto Yad Vashem, e poi pianta nella Foresta delle Nazioni un giovane ulivo, simbolo dell’amicizia con Tel Aviv. Al termine della firma degli accordi torna a garantire «tutto l’appoggio dell’Italia per l’iniziativa di pace in Medio Oriente», come aveva fatto prima della partenza, e si fa carico del problema della sicurezza di Israele. Una questione fondamentale «ora ancora di più perché c’è uno Stato che prepara l’atomica per usarla contro qualcuno», denuncia Berlusconi, riferendosi all’Iran di Ahmadinejad, «farò di tutto affinché non ci sia indifferenza», e chiede a tutti i Paesi occidentali di fare attenzione al pericolo atomico iraniano. Ormai lo sappiamo, le sanzioni potrebbero non essere sufficienti per placare le mire di Ahmadinejad, e non è escluso l’intervento militare. Non a caso, l’Italia è pronta a collaborare anche per questa evenienza: nei prossimi anni, infatti, Gerusalemme potrebbe chiudere una commessa da oltre un miliardo di euro con la Alenia Aermacchi, di Finmeccanica, che produce l’M346 Master, un aereo da addestramento avanzato ad alta tecnologica.

Berlusconi e Netanyahu sono davvero amici per la pelle. E la generosità del premier italiano si spreca. Non solo affari economici su tecnologia e armi. Berlusconi è disposto a difendere “Bibi” anche sul fronte privato. «Sono soltanto storielle che siete bravissimi ad inventare», grida contro gli scomodi giornalisti israeliani che, nel corso di una conferenza stampa, bersagliano Netanyahu di domande sull’ambiguo ruolo della moglie nella politica nazionale. E lo difende: «Quando non avvelenate i pozzi vi divertite ad inventare storielle». Ne sa qualcosa il premier, la ferita brucia ancora e non può fare a meno di accorrere in aiuto al suo omologo.

Tutto questo, mentre a pochi chilometri, sulla Striscia di Gaza, gli aerei dell’esercito israeliano bombardano contro i tunnel utilizzati dai contrabbandieri che trafficano tra Gaza e l’Egitto: non è dato sapere se ci sono feriti o morti tra i civili palestinesi. Ma il triste gioco della guerra continuerà. Saranno proprio i nostri aerei dell’Alenia a solcare i cieli israeliani e forse, un giorno, quelli dell’antica Persia?

Désirée Rosadi

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