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Errore Pdl, salta lista (e simbolo) a Roma Esulta Bonino: Polverini (tra)balla da sola FOTO: Rotondi ‘stanco di questi incapaci’

febbraio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Documentazione presentata in ritardo, sulle schede gli elettori non troveranno il partito di Berlusconi. La candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio perde così un supporto e un traino fondamentali nella provincia decisiva – se non altro per abitanti – per la vittoria finale. Il ministro per l’Attuazione del programma: «Così Emma vince a tavolino». Lei: «Ora niente leggi “ad listam”». Ci racconta tutto Dario Ballini. Read more

Scambio (epistolare) sul Fatto Quotidiano Chi ha ragione tra Travaglio e Santoro (?) il Politico.it “risponde” a Barbara Spinelli

febbraio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della nostra politica. Quella vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E aborra il politicismo e l’autoreferenzialità. Troverete molto di rado, dunque, su questo giornale ragionamenti che si ritorcono su se stessi e sul (corto)Circ(uit)o politico-mediatico che in questi anni ha rischiato la sterilità. Ma si tratta del caso della settimana, e per una volta – sarà l’ultima – facciamo un piccolo strappo alla regola. Luca Lena sceglie di trattare il confronto tra i due sul confine tra parola (e) scritto, e tra libertà e, attraverso di essa, sua negazione. Tra le lettere sul giornale di Padellaro e la comunicazione televisiva. Tra la reazione di Travaglio all’aggressione di Porro e la propensione al “dialogo” di Santoro. Una “risposta” (indiretta) al successivo intervento della grande firma de “la Stampa” sullo stesso giornale di Padellaro. Buona lettura e buon sabato con il Politico.it. Read more

Processi, Berlusconi in una botte di ferro Così il Tg1 di Minzo: ‘Mills è stato assolto‘ Come Alfano: ‘Bene la difesa del premier’

febbraio 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E lo fa cercando di (fare la propria parte per) restituire alla nostra politica la capacità di ragionare di contenuti, di superare il politicismo (fine a se stesso) che in questa fase storica la caratterizza e che finisce per renderla sterile. Il modo per farlo è disertare il «teatrino della politica» (definizione del presidente del Consiglio) e interessarsi, appassionarsi alle grandi scelte per il domani del nostro Paese. E’ per questo che ieri il Politico.it ha scelto di chiudere sul tema di fondo, politico, che teneva assieme le due principali notizie della giornata – la sollecitazione di Schifani affinché la Giunta per le immunità “scaricasse” Nicola Di Girolamo e l’autodifesa della Consulta – ovvero il rapporto tra la politica italiana e il tema della sovranità, evitando di titolare sul caso Mills. Una scelta controcorrente, coraggiosa e anche per certi versi rischiosa, seguita da pochi altri grandi quotidiani (tra questi il Tempo di Arditti) ma che alla fine si è rivelata vincente, facendoci registrare uno dei migliori risultati in assoluto nella fascia notturna-mattutina. Una scelta che dimostra come si possano coniugare qualità e “ascolti”. Oggi però non possiamo non parlare dei processi. Perché si sono aggiunti due elementi, del tutto politici, che meritano una riflessione. Il primo: c’è una differenza tra vero ed esatto. Vero è ciò che risponde in tutto e per tutto alla realtà, che anche in ciò che suggerisce coincide con la realtà. Esatto è invece ciò che di per sé aderisce al reale, ma può suggerire cose che reali non sono. Ed “esatto” è stato il telegiornale di Minzolini, che ha detto una cosa tecnicamente vera (esatta), parlando di «assoluzione», per Mills, ma che non è vera nella sua sostanza, e quindi in assoluto. Perché la Corte, annunciando la caduta in prescrizione, ha ribadito che la corruzione, da parte di Fininvest, ci fu. Corruzione che chiama in causa – in tutta questa storia, per la verità – il presidente del Consiglio. Vi raccontiamo come la sentenza dell’av- vocato può avere ripercussioni sul procedimento nei confronti del premier, e di come Ghedini, che in attesa delle motivazioni ha chiesto un (ulteriore) rinvio, stia lavorando affinché ci siano. Ma il secondo elemento è che di fronte a questa richiesta, il ministro della Giustizia ha scelto di prendere le parti della difesa come se tutto questo riguardasse il governo. Annunciando (coerentemente) che i provvedimenti su legittimo impedimento, processo breve e anche intercettazioni andranno avanti. Il racconto, all’interno, è di Carosella. Read more

Se un altro italiano muore in Afghanistan
Ora un drammatico interrogativo: serve?
Bersani: ‘Ripensiamo la nostra presenza’

febbraio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana crede nella respon- sabilità. La responsabilità è quella condizione per cui non ci si può girare dall’altra parte. Mai. Qualsiasi cosa possa dipendere anche in minima parte da noi, se noi possiamo fare qualcosa di buono vale la pena di mettersi in gioco. Di fronte alla guerra, la responsabilità non può però che essere sommessa: non c’è niente di esaltante, pure nel perseguire un obiettivo giusto, nel provocare distruzione e morte, foss’anche del più acerrimo avversario. Il preventivo dei costi e dei benefici (per sé e per gli altri), inoltre, dev’essere garantito: ovvero ci dev’essere la certezza di poter raggiungere quel risultato benefico e i rischi devono essere assolutamente commisurati a quel risultato e alla sua probabilità. Più il traguardo si allontana, meno il rischio – ovvero, il costo – è accettabile, perché rischia, a sua volta, di essere vano. In Afghanistan sta maturando questo scenario: combattiamo, subiamo perdite, ne subiscono i nostri avversari, per non parlare dei civili, senza sapere più, a questo punto, se tutto questo porterà a qualcosa. In tutta Europa si torna a discutere dell’opportunità della nostra persistenza in quel conflitto. In Italia il governo nicchia: «La vittima di oggi non è un militare», ovvero non ha direttamente a che fare con la nostra guerra laggiù. Il giornale della politica italiana vuole invece dare il proprio contributo all’avvio di una riflessione. Responsabile. Lo fa, oggi, con Andrea Sarubbi, che nel Pd – dice lui – ha una posizione ancora più da obiettore, la cui sensibilità ci aiuta a guardare ciò che sta accadendo da un punto di vista, appunto, del tutto responsabile. Sentiamo. Read more

Mafia&politica, forse giocattolo si è rotto Ecco decadenza (e ineleggibilità) “eletti” FOTO: non vedremo più obbrobri così (?)

febbraio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non solo: ai mafiosi, che già erano (ovviamente) ineleggibili, sarà d’ora in poi vietato anche di fare campagna elettorale. Si chiama legge Lazzati e porta la firma, tra gli altri, di due parlamentari – dei due opposti schieramenti – che al giornale della politica italiana stanno molto a cuore: Franco Laratta e Angela Napoli. Ed è proprio il deputato del Pd che ci racconta come, con molta fatica, si è arrivati a questo traguardo storico (alla Camera; bisognerà comunque attendere il “sì” definitivo del Senato) per la lotta, appunto, alle infiltrazioni mafiose e all’intreccio tra la nostra politica e la criminalità organizzata. Sentiamo, dunque, Laratta. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Il popolo (non) è sovrano Di Girolamo, Schifani: ‘Ora può decadere’ La Consulta: ‘Nei limiti della Costituzione’

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Tre notizie a sfondo giudiziario quelle di cui vi rendiamo conto nel Diario di stasera. Ma il filo conduttore è un altro. La prima è la sollecitazione da parte del presidente del Senato affinché la Giunta per le immunità riveda la propria (precedente) posizione sul senatore Pdl eletto, è la tesi dei giudici, grazie all’aiuto decisivo dell’ndrangheta. La politica italiana, dunque, di fronte al baratro (e, certo, all’evidenza della gravissima compromissione di Di Girolamo) di un rigetto “finale” da parte del Paese (oggi D’Alema invita a «prendere le distanze dai mascalzoni», così da non essere tutti trascinati nel fango) cambia atteggiamento e, sia pure attraverso un espediente – Schifani invita a far decadere Di Girolamo per l’illegittimità della sua nomina e non per consentire direttamente il procedimento giudiziario su di lui, che si rende possibile solo conseguentemente – si restituisce al giudizio della magistratura e attraverso di essa al popolo (sovrano, appunto) in nome del quale i magistrati agiscono. La seconda notizia di questo nostro filo (la terza non c’entra ed è la prescrizione sopraggiunta per MIlls, di cui pure vi riferiamo) è l’(auto)difesa a cui si trova costretta, oggi, la Corte Costituzionale, il cui presidente, Amirante, ricorda – di fronte alla strumentalità con cui lo brandisce la politica – che il popolo (non) è sovrano (al punto da poter cambiare i principi su cui si basa quella sovranità. Che è, in un ultima analisi) della Costituzione. Il racconto di Finelli, all’interno.            Read more

***Il futuro del centrosinistra – Dibattito*** Nobili: “Unità del nostro popolo è un fatto Ci dividono scelte delle classi dirigenti”

febbraio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Lo ha scritto per primo il giornale della politica italiana, seguito da Europa e il Foglio: il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione entusiastica alla candidatura della Bonino nel Lazio – pure nelle loro differenze – insieme al rimescolamento interno in corso tra i Democratici, segnalano l’esistenza di un varco, e di una richiesta (da parte del “popolo del centrosinistra”), per la nascita di quel partito unico dei riformisti italiani che rappresenti il vero corrispet- tivo nazionale del Partito Democratico americano. Ovvero l’idea originale del Pd. Sinistra Ecologia e Libertà da una parte, Alleanza per l’Italia (seppure appena fuoriuscita) dall’altra, i Radicali e i socialisti in mezzo: è a questi “transfughi” della nostra politica che l’Italia progressista si rivolge interrogandoli sulla loro volontà di continuare a coltivare la propria autonomia oppure di contribuire a consegnare per la prima volta al Paese un unico, solido partito riformista. il Politico.it si fa carico di questa istanza e ascolta i protagonisti delle varie anime (divise) del centrosinistra. Dopo Stefano Ceccanti, che raccoglie e rilancia l’idea dell’unità, è la volta del braccio destro di Francesco Rutelli nel neo-partito centripeta nato da una (piccola) costola del Pd. Una tensione in una direzione opposta – come quello dell’attuale segreteria Democratica – che Nobili, nondimeno, rivendica. Lo ha sentito per noi Stefano Catone. Read more

Mokbel e Andrini, ecco la destra estrema (romana) coinvolta nel caso Di Girolamo Alemanno e un simbolo non rinnegato (?)

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quella di ieri è stata un’altra grande giornata per il giornale della politica italiana. Siamo andati vicini al nostro record assoluto di utenti unici. I nostri lettori ci chiedono però ancora più informazioni sul sottobo- sco (para)politico della vicenda del senatore Pdl eletto, secondo i giudici, grazie al contributo decisivo dell’ndrangheta. Ovvero quello dell’estremismo post-fascista della Capitale. I due sono rispettivamente, secondo la tesi degli inquirenti, il collegamento tra le società di telecomunicazioni che fatturavano il falso e la criminalità organizzata calabrese, e il (pro)”motore” della candidatura di Di Girolamo che Mokbel, dal canto suo, vantava di poter controllare a proprio piacimento. Andrini, che era stato nominato dal sindaco di Roma alla guida di una municipalizzata, suscitando un vespaio di polemiche, si è dimesso. Alemanno parla però di «sensibilità istituzionale» difendendo di fatto il suo uomo. Sul quale, come per Mokbel, è il passato a gettare un’ombra inquietante che si allunga minacciosa (e beffarda) sui fatti di oggi. Con Francesco Carosella, l’andiamo a scoprire.            Read more

L’intervento. La necessità del reddito minimo di Marianna Madia

febbraio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è un grande centro di elaborazione di idee per il futuro dell’Italia. Il lavoro è, insieme, la grande ferita scoperta di oggi e il canale per il rilancio. L’Italia può tornare ad essere un grande Paese solo coinvolgendo tutti, e facendolo in uno sforzo di innovazione e modernità. il Politico.it ha lanciato una proposta concreta in questo senso con un editoriale del suo direttore, Matteo Patrone (La ricerca al centro di un nuovo sistema-Paese, 5 febbraio 2010). Il Partito Democratico guarda (anche) a soluzioni in grado di rispondere subito alla chiamata d’aiuto di quanti, soprattutto giovani, si trovano oggi a non avere un lavoro (più o meno stabile). E propone da queste colonne l’introduzione del salario minimo universale, in vigore negli altri Paesi europei. «Le forme si possono discutere», dice Madia, aprendo all’avvio di un possibile percorso. Ma sentiamo, nel dettaglio. Read more

Diario. Ecco l’Italia del bene (e del male) Berlusconi: ‘I (miei) paladini della libertà’ “Sinistra vuole invasione”. Fini: ‘Sbaglia’

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Dopo esserci concen- trati, nel pomeriggio, sul tema delle intercettazioni, svolgiamo (per intero) il filo (del resto) dell’intervento-fiume del presidente del Consiglio, che narra di un Paese in cui c’è «una forza del bene (il centrodestra) contro le forze del male (la “sinistra”)» che vogliono fare entrare gli immigrati per cambiare gli equilibri (elettorali) di un Paese «moderato». E anche instaurare uno «stato di polizia» che in realtà «c’è già». Vi rendiamo conto di tutto ciò che il premier ha detto. Dissente, ancora una volta, il presidente della Camera. Poi la Cei, che lancia l’allarme sul Mezzogiorno su cui pesano le «inadeguatezze delle classi dirigenti» e il «cancro» della criminalità organizzata. Ieri vi avevamo raccontato la vicenda di Red Tv, la televisione di D’Alema che chiude perché al leader Maximo non serve più (ora che ha ripreso il controllo del Partito Democratico e, tra l’altro, con esso, anche della sua Youdem) che si intrecciava con il tema dei tagli all’editoria: nel Milleproroghe licenziato oggi dalla Camera tutto questo viene differito al 2011. Il racconto. Read more

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