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Errore Pdl, salta lista (e simbolo) a Roma Esulta Bonino: Polverini (tra)balla da sola FOTO: Rotondi ‘stanco di questi incapaci’

febbraio 28, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Documentazione presentata in ritardo, sulle schede gli elettori non troveranno il partito di Berlusconi. La candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio perde così un supporto e un traino fondamentali nella provincia decisiva – se non altro per abitanti – per la vittoria finale. Il ministro per l’Attuazione del programma: «Così Emma vince a tavolino». Lei: «Ora niente leggi “ad listam”». Ci racconta tutto Dario Ballini. Read more

Scambio (epistolare) sul Fatto Quotidiano Chi ha ragione tra Travaglio e Santoro (?) il Politico.it “risponde” a Barbara Spinelli

febbraio 27, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il giornale della nostra politica. Quella vera, quella fatta di visione e scelte concrete per il futuro dell’Italia. E aborra il politicismo e l’autoreferenzialità. Troverete molto di rado, dunque, su questo giornale ragionamenti che si ritorcono su se stessi e sul (corto)Circ(uit)o politico-mediatico che in questi anni ha rischiato la sterilità. Ma si tratta del caso della settimana, e per una volta – sarà l’ultima – facciamo un piccolo strappo alla regola. Luca Lena sceglie di trattare il confronto tra i due sul confine tra parola (e) scritto, e tra libertà e, attraverso di essa, sua negazione. Tra le lettere sul giornale di Padellaro e la comunicazione televisiva. Tra la reazione di Travaglio all’aggressione di Porro e la propensione al “dialogo” di Santoro. Una “risposta” (indiretta) al successivo intervento della grande firma de “la Stampa” sullo stesso giornale di Padellaro. Buona lettura e buon sabato con il Politico.it. Read more

Processi, Berlusconi in una botte di ferro Così il Tg1 di Minzo: ‘Mills è stato assolto‘ Come Alfano: ‘Bene la difesa del premier’

febbraio 26, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana guarda al futuro. E lo fa cercando di (fare la propria parte per) restituire alla nostra politica la capacità di ragionare di contenuti, di superare il politicismo (fine a se stesso) che in questa fase storica la caratterizza e che finisce per renderla sterile. Il modo per farlo è disertare il «teatrino della politica» (definizione del presidente del Consiglio) e interessarsi, appassionarsi alle grandi scelte per il domani del nostro Paese. E’ per questo che ieri il Politico.it ha scelto di chiudere sul tema di fondo, politico, che teneva assieme le due principali notizie della giornata – la sollecitazione di Schifani affinché la Giunta per le immunità “scaricasse” Nicola Di Girolamo e l’autodifesa della Consulta – ovvero il rapporto tra la politica italiana e il tema della sovranità, evitando di titolare sul caso Mills. Una scelta controcorrente, coraggiosa e anche per certi versi rischiosa, seguita da pochi altri grandi quotidiani (tra questi il Tempo di Arditti) ma che alla fine si è rivelata vincente, facendoci registrare uno dei migliori risultati in assoluto nella fascia notturna-mattutina. Una scelta che dimostra come si possano coniugare qualità e “ascolti”. Oggi però non possiamo non parlare dei processi. Perché si sono aggiunti due elementi, del tutto politici, che meritano una riflessione. Il primo: c’è una differenza tra vero ed esatto. Vero è ciò che risponde in tutto e per tutto alla realtà, che anche in ciò che suggerisce coincide con la realtà. Esatto è invece ciò che di per sé aderisce al reale, ma può suggerire cose che reali non sono. Ed “esatto” è stato il telegiornale di Minzolini, che ha detto una cosa tecnicamente vera (esatta), parlando di «assoluzione», per Mills, ma che non è vera nella sua sostanza, e quindi in assoluto. Perché la Corte, annunciando la caduta in prescrizione, ha ribadito che la corruzione, da parte di Fininvest, ci fu. Corruzione che chiama in causa – in tutta questa storia, per la verità – il presidente del Consiglio. Vi raccontiamo come la sentenza dell’av- vocato può avere ripercussioni sul procedimento nei confronti del premier, e di come Ghedini, che in attesa delle motivazioni ha chiesto un (ulteriore) rinvio, stia lavorando affinché ci siano. Ma il secondo elemento è che di fronte a questa richiesta, il ministro della Giustizia ha scelto di prendere le parti della difesa come se tutto questo riguardasse il governo. Annunciando (coerentemente) che i provvedimenti su legittimo impedimento, processo breve e anche intercettazioni andranno avanti. Il racconto, all’interno, è di Carosella. Read more

Se un altro italiano muore in Afghanistan
Ora un drammatico interrogativo: serve?
Bersani: ‘Ripensiamo la nostra presenza’

febbraio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana crede nella respon- sabilità. La responsabilità è quella condizione per cui non ci si può girare dall’altra parte. Mai. Qualsiasi cosa possa dipendere anche in minima parte da noi, se noi possiamo fare qualcosa di buono vale la pena di mettersi in gioco. Di fronte alla guerra, la responsabilità non può però che essere sommessa: non c’è niente di esaltante, pure nel perseguire un obiettivo giusto, nel provocare distruzione e morte, foss’anche del più acerrimo avversario. Il preventivo dei costi e dei benefici (per sé e per gli altri), inoltre, dev’essere garantito: ovvero ci dev’essere la certezza di poter raggiungere quel risultato benefico e i rischi devono essere assolutamente commisurati a quel risultato e alla sua probabilità. Più il traguardo si allontana, meno il rischio – ovvero, il costo – è accettabile, perché rischia, a sua volta, di essere vano. In Afghanistan sta maturando questo scenario: combattiamo, subiamo perdite, ne subiscono i nostri avversari, per non parlare dei civili, senza sapere più, a questo punto, se tutto questo porterà a qualcosa. In tutta Europa si torna a discutere dell’opportunità della nostra persistenza in quel conflitto. In Italia il governo nicchia: «La vittima di oggi non è un militare», ovvero non ha direttamente a che fare con la nostra guerra laggiù. Il giornale della politica italiana vuole invece dare il proprio contributo all’avvio di una riflessione. Responsabile. Lo fa, oggi, con Andrea Sarubbi, che nel Pd – dice lui – ha una posizione ancora più da obiettore, la cui sensibilità ci aiuta a guardare ciò che sta accadendo da un punto di vista, appunto, del tutto responsabile. Sentiamo. Read more

Mafia&politica, forse giocattolo si è rotto Ecco decadenza (e ineleggibilità) “eletti” FOTO: non vedremo più obbrobri così (?)

febbraio 26, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Non solo: ai mafiosi, che già erano (ovviamente) ineleggibili, sarà d’ora in poi vietato anche di fare campagna elettorale. Si chiama legge Lazzati e porta la firma, tra gli altri, di due parlamentari – dei due opposti schieramenti – che al giornale della politica italiana stanno molto a cuore: Franco Laratta e Angela Napoli. Ed è proprio il deputato del Pd che ci racconta come, con molta fatica, si è arrivati a questo traguardo storico (alla Camera; bisognerà comunque attendere il “sì” definitivo del Senato) per la lotta, appunto, alle infiltrazioni mafiose e all’intreccio tra la nostra politica e la criminalità organizzata. Sentiamo, dunque, Laratta. Solo sul giornale della politica italiana. Read more

Diario politico. Il popolo (non) è sovrano Di Girolamo, Schifani: ‘Ora può decadere’ La Consulta: ‘Nei limiti della Costituzione’

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Tre notizie a sfondo giudiziario quelle di cui vi rendiamo conto nel Diario di stasera. Ma il filo conduttore è un altro. La prima è la sollecitazione da parte del presidente del Senato affinché la Giunta per le immunità riveda la propria (precedente) posizione sul senatore Pdl eletto, è la tesi dei giudici, grazie all’aiuto decisivo dell’ndrangheta. La politica italiana, dunque, di fronte al baratro (e, certo, all’evidenza della gravissima compromissione di Di Girolamo) di un rigetto “finale” da parte del Paese (oggi D’Alema invita a «prendere le distanze dai mascalzoni», così da non essere tutti trascinati nel fango) cambia atteggiamento e, sia pure attraverso un espediente – Schifani invita a far decadere Di Girolamo per l’illegittimità della sua nomina e non per consentire direttamente il procedimento giudiziario su di lui, che si rende possibile solo conseguentemente – si restituisce al giudizio della magistratura e attraverso di essa al popolo (sovrano, appunto) in nome del quale i magistrati agiscono. La seconda notizia di questo nostro filo (la terza non c’entra ed è la prescrizione sopraggiunta per MIlls, di cui pure vi riferiamo) è l’(auto)difesa a cui si trova costretta, oggi, la Corte Costituzionale, il cui presidente, Amirante, ricorda – di fronte alla strumentalità con cui lo brandisce la politica – che il popolo (non) è sovrano (al punto da poter cambiare i principi su cui si basa quella sovranità. Che è, in un ultima analisi) della Costituzione. Il racconto di Finelli, all’interno.            Read more

***Il futuro del centrosinistra – Dibattito*** Nobili: “Unità del nostro popolo è un fatto Ci dividono scelte delle classi dirigenti”

febbraio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Lo ha scritto per primo il giornale della politica italiana, seguito da Europa e il Foglio: il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione entusiastica alla candidatura della Bonino nel Lazio – pure nelle loro differenze – insieme al rimescolamento interno in corso tra i Democratici, segnalano l’esistenza di un varco, e di una richiesta (da parte del “popolo del centrosinistra”), per la nascita di quel partito unico dei riformisti italiani che rappresenti il vero corrispet- tivo nazionale del Partito Democratico americano. Ovvero l’idea originale del Pd. Sinistra Ecologia e Libertà da una parte, Alleanza per l’Italia (seppure appena fuoriuscita) dall’altra, i Radicali e i socialisti in mezzo: è a questi “transfughi” della nostra politica che l’Italia progressista si rivolge interrogandoli sulla loro volontà di continuare a coltivare la propria autonomia oppure di contribuire a consegnare per la prima volta al Paese un unico, solido partito riformista. il Politico.it si fa carico di questa istanza e ascolta i protagonisti delle varie anime (divise) del centrosinistra. Dopo Stefano Ceccanti, che raccoglie e rilancia l’idea dell’unità, è la volta del braccio destro di Francesco Rutelli nel neo-partito centripeta nato da una (piccola) costola del Pd. Una tensione in una direzione opposta – come quello dell’attuale segreteria Democratica – che Nobili, nondimeno, rivendica. Lo ha sentito per noi Stefano Catone. Read more

Mokbel e Andrini, ecco la destra estrema (romana) coinvolta nel caso Di Girolamo Alemanno e un simbolo non rinnegato (?)

febbraio 25, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Quella di ieri è stata un’altra grande giornata per il giornale della politica italiana. Siamo andati vicini al nostro record assoluto di utenti unici. I nostri lettori ci chiedono però ancora più informazioni sul sottobo- sco (para)politico della vicenda del senatore Pdl eletto, secondo i giudici, grazie al contributo decisivo dell’ndrangheta. Ovvero quello dell’estremismo post-fascista della Capitale. I due sono rispettivamente, secondo la tesi degli inquirenti, il collegamento tra le società di telecomunicazioni che fatturavano il falso e la criminalità organizzata calabrese, e il (pro)”motore” della candidatura di Di Girolamo che Mokbel, dal canto suo, vantava di poter controllare a proprio piacimento. Andrini, che era stato nominato dal sindaco di Roma alla guida di una municipalizzata, suscitando un vespaio di polemiche, si è dimesso. Alemanno parla però di «sensibilità istituzionale» difendendo di fatto il suo uomo. Sul quale, come per Mokbel, è il passato a gettare un’ombra inquietante che si allunga minacciosa (e beffarda) sui fatti di oggi. Con Francesco Carosella, l’andiamo a scoprire.            Read more

L’intervento. La necessità del reddito minimo di Marianna Madia

febbraio 25, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è un grande centro di elaborazione di idee per il futuro dell’Italia. Il lavoro è, insieme, la grande ferita scoperta di oggi e il canale per il rilancio. L’Italia può tornare ad essere un grande Paese solo coinvolgendo tutti, e facendolo in uno sforzo di innovazione e modernità. il Politico.it ha lanciato una proposta concreta in questo senso con un editoriale del suo direttore, Matteo Patrone (La ricerca al centro di un nuovo sistema-Paese, 5 febbraio 2010). Il Partito Democratico guarda (anche) a soluzioni in grado di rispondere subito alla chiamata d’aiuto di quanti, soprattutto giovani, si trovano oggi a non avere un lavoro (più o meno stabile). E propone da queste colonne l’introduzione del salario minimo universale, in vigore negli altri Paesi europei. «Le forme si possono discutere», dice Madia, aprendo all’avvio di un possibile percorso. Ma sentiamo, nel dettaglio. Read more

Diario. Ecco l’Italia del bene (e del male) Berlusconi: ‘I (miei) paladini della libertà’ “Sinistra vuole invasione”. Fini: ‘Sbaglia’

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La firma, stasera, è di Ginevra Baffigo. Dopo esserci concen- trati, nel pomeriggio, sul tema delle intercettazioni, svolgiamo (per intero) il filo (del resto) dell’intervento-fiume del presidente del Consiglio, che narra di un Paese in cui c’è «una forza del bene (il centrodestra) contro le forze del male (la “sinistra”)» che vogliono fare entrare gli immigrati per cambiare gli equilibri (elettorali) di un Paese «moderato». E anche instaurare uno «stato di polizia» che in realtà «c’è già». Vi rendiamo conto di tutto ciò che il premier ha detto. Dissente, ancora una volta, il presidente della Camera. Poi la Cei, che lancia l’allarme sul Mezzogiorno su cui pesano le «inadeguatezze delle classi dirigenti» e il «cancro» della criminalità organizzata. Ieri vi avevamo raccontato la vicenda di Red Tv, la televisione di D’Alema che chiude perché al leader Maximo non serve più (ora che ha ripreso il controllo del Partito Democratico e, tra l’altro, con esso, anche della sua Youdem) che si intrecciava con il tema dei tagli all’editoria: nel Milleproroghe licenziato oggi dalla Camera tutto questo viene differito al 2011. Il racconto. Read more

Conti pubblici, per fortuna Tremonti c’è Grecia in bancarotta, Italia pure a rischio

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il ministro dell’Economia ha, come altri, molte responsabilità (tra cui, secondo il centrosinistra, una passività deleteria di fronte alla crisi specie per le fasce deboli che già ne risentono, per usare un eufemismo) ma è certo che in questa legislatura il suo atteggiamento (rispetto al bilancio) abbia svoltato rispetto ad un passato nel quale Tremonti era stato tentato da una gestione meno accorta che rischiava di portarci (prima) sulla strada sulla quale, purtroppo, sono finite in Sudamerica l’Argentina e oggi, in Europa, la Grecia. Ad Atene è stato il giorno dello sciopero generale, una serrata totale voluta dai sindacati per protestare contro le politiche di austerità decise dal governo socialista di Papandreu. In una situazione come quella greca, così come per la crisi economica globale, è inevitabile che i primi a pagare il conto siano i più deboli (e naturalmente è doveroso prevedere delle compensazioni), e d’altra parte il salvataggio del Paese è una necessità che riguarda tutti. La nostra Désirée Rosadi ci racconta cosa sta avvenendo nella culla della civiltà europea.
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Pisanu: “E’ il Paese ad essere corrotto” No, lo è invece una minoranza del Paese Torchiaro: ora appalti assegnati da terzi

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana è il luogo del dibattito pubblico per ciò che riguarda la nostra politica. L’editorialista de il Politico.it e di E Polis pone all’attenzione degli addetti ai lavori e dei nostri lettori il tema se quanto accade rappresenti una nuova Tangentopoli o meno, e in cosa consista. Di certo, è generalizzato e trasversale (ai settori). Ma si può dire, come fa l’ex ministro dell’Interno, che “tutto il Paese è (im)mondo”? Noi rispondiamo di no, anche se è senz’altro vero che non solo la classe dirigente ha il vizietto. Ma solo una parte della classe dirigente ce l’ha. E così il Paese. La soluzione non è dunque crogiolarsi nel pensiero, malato, per cui sono tutti uguali e dunque tutti egualmente (ir)responsabili, bensì isolare le metastasi e restituire anche la nostra politica, come il resto della classe dirigente, alla maggioranza sana dell’Italia. Torchiaro ha una proposta precisa in questo senso. Sentiamo.            Read more

Nostro obiettivo? Stimolare lettura critica Premier: ‘Al telefono tutti sotto controllo’ Serve ad assicurare criminali a giustizia

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana ama i propri lettori, ai quali soli risponde. Il nostro è un giornale aperto e sopra le parti che non si è mai fatto difficoltà a criticare una metà come l’altra, libero al punto da “incoronare” il candidato (Bersani) avverso a quello per il quale avevamo fatto il nostro endorsement (Marino) il giorno del confronto televisivo per le primarie del Pd. E i nostri lettori lo sanno bene; e apprezzano il loro giornale per questo. E’ in questa chiave che il Politico.it cerca con tutte le sue forze di fare fino in fondo il proprio lavoro. Che è informare. E informare significa raccontare tutto ciò che c’è da sapere, senza omissioni, senza censure, di modo che ciascuno abbia la (sola) visione completa dei fatti che gli consente di maturare un giudizio (che senza quella conditio riguarda altro, una realtà appunto diversa da quella effettiva, che è solo quella complessiva). Per i lettori meno avvezzi alla politica italiana, e in generale meno propensi ad approfondire per conto proprio, informare significa anche dare gli spunti e le “chiavi” affinché possano leggere criticamente, non passivamente e non accettando per buono tutto ciò che viene detto dai protagonisti della nostra politica (che, com’è noto, non sempre dicono quello che pensano davvero). Oggi il presidente del Consiglio ha sferrato un duro attacco allo strumento delle intercettazioni, preludio ad un nuovo tentativo (già predisposto) di cancellarle (quasi) per via legislativa. Il pretesto è questo: la privacy di ciascuno di noi è messa a repentaglio dai controlli effettuati sulle nostre telefonate. Ma sono solo servitori dello Stato ad “ascoltare” ciò che viene detto, che passa alla conoscenza di un maggior numero di persone solo quando prefigura un reato. Questa condizione, che non lede davvero la privacy, non siamo forse disposti ad accettare per far sì che chi “ruba” i nostri soldi, oppure chi non fa più il proprio mestiere al servizio del Paese bensì a vantaggio di organizzazioni criminali, contro tutti noi, venga fermato e assicurato alla giustizia? Il servizio sulle parole di Berlusconi, all’interno, di Carosella. Read more

***Il grande testimone***
A PRANZO CON SANDRO PERTINI
di ONOFRIO PIRROTTA

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel ventennale della morte, il giornale della politica italiana ricorda il presidente più amato (di sempre) riproponendo questo racconto dello storico inviato del Tg2. Pirrotta ci porta a conoscere attraverso aneddoti, testimonianze (in prima persona) la figura di Pertini. Un’amicizia personale, gli incontri frequenti al ristorante di Montecitorio nei due anni tra la presidenza della Camera e l’ascesa al Quirinale del partigiano di Stella, sono il filo conduttore di questo ritratto, che rievoca anche il periodo del fascismo, l’incontro con Gramsci, le condanne subite (l’ultima a morte, scampata grazie ad una fuga da Regina Coeli) e la vita privata del presidente. Un pezzo da non perdere, scritto per Facebook da uno dei maggiori e più autorevoli osservatori degli ultimi trent’anni di politica italiana. Solo su il Politico.it. Messaggio di fine anno 1983 di SANDRO PERTINI
Il presidente di tutti gli italiani di F. POCCIONI
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Messaggio di fine anno 1983 di SANDRO PERTINI

febbraio 24, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

di SANDRO PERTINI*

ITALIANE E ITALIANI, MIEI CONNAZIONALI,

VI CONFESSO CHE SONO TITUBANTE A PARLARVI, PERCHE’ NON VORREI TURBARE LA VOSTRA FESTA IN ATTESA DEL NUOVO ANNO CON NOTE DI TRISTEZZA. MA PERDURA IN ME L’ ANGOSCIA E IL DOLORE CHE TROVAI A LA SPEZIA. TRENTAQUATTRO BARE, AMICI MIEI, TRENTAQUATTRO BARE, LI’ SUL PAVIMENTO DELLA CHIESA, IN QUATTRO FILE, IL PIANTO DELLE MADRI DI QUESTI GIOVANI VENTENNI, DELLE LORO RAGAZZE, FIDANZATE.

HO CERCATO DI DARE CONFORTO A TUTTI, MA IL MIO DOLORE ERA PROFONDO COME IL LORO. TRENTAQUATTRO VITE STRONCATE. QUESTE FAMIGLIE PASSERANNO UN PRIMO DELL’ ANNO TRISTISSIMO. ED IO SONO CON LORO SPIRITUALMENTE, MI CREDANO: CONDIVIDO IL LORO DOLORE E LA LORO ANGOSCIA.

VI SONO ALTRE PREOCCUPAZIONI POI CHE DERIVANO DALLA SITUAZIONE INTERNAZIONALE. LA SITUAZIONE INTERNAZIONALE E’ PREOCCUPANTE. SI SONO TRONCATE LE DISCUSSIONI A GINEVRA. SI SONO TRONCATE ANCHE AD ATENE. A GINEVRA LE DUE SUPERPOTENZE SI SONO LASCIATE, E PARE CHE ANCORA OGGI NON INTENDANO INCONTRARSI. TUTTO QUESTO NON PUO’ NON SUSCITARE PREOCCUPAZIONI IN CHI VIGILA SULLA PACE, IN CHI VUOLE CHE LA PACE VERAMENTE DURI NEL MONDO.

SI GUARDANO CON OSTILITA’ LE DUE SUPERPOTENZE E ADESSO VANNO RINNOVANDO, MI DICONO GLI SCIENZIATI CHE SONO VENUTI A TROVARMI, I LORO ORDIGNI DI GUERRA, PERCHE’ ORMAI LI CONSIDERANO SUPERATI. NE VANNO COSTRUENDO ALTRI PIU’ RAFFINATI, ALTRI CHE DOVREBBERO, NATURALMENTE, ESSERE PIU’ MICIDIALI.

SE PER DANNATA IPOTESI, L’ HO DETTO ALTRE VOLTE MA CONVIENE RIPETERLO, SE QUESTI ORDIGNI FOSSERO USATI SAREBBE LA FINE DELL’ UMANITA’ .

IO SONO CON COLORO CHE MANIFESTANO PER LA PACE. E’ TROPPO FACILE DIRE CHE QUESTE MANIFESTAZIONI SONO STRUMENTALIZZATE. SONO GIOVANI CHE SCENDONO IN PIAZZA E VOGLIONO DIFENDERE LA PACE, QUINDI VOGLIONO DIFENDERE IL LORO AVVENIRE. E C’ E’ DA TREMARE, NON SI PUO’ RIMANERE INDIFFERENTI DI FRONTE A QUELLO CHE STA ACCADENDO E CHE PUO’ ACCADERE CON UNA NUOVA GUERRA. SAREBBE L’ ULTIMA GUERRA, PERCHE’ SAREBBE LA FINE DELL’ UMANITA’ INTERA.

E MENTRE SI SPENDONO MILIARDI PER COSTRUIRE QUESTI ORDIGNI DI MORTE, 40 MILA BAMBINI MUOIONO DI FAME OGNI GIORNO, 40 MILA BAMBINI. QUESTA MORTE DI INNOCENTI PESA SULLA COSCIENZA DI TUTTI GLI UOMINI DI STATO, QUINDI PESA ANCHE SULLA MIA COSCIENZA.

VI E’ STATO ANCHE L’ INCONTRO AD ATENE. IO SPERAVO CHE AD ATENE I CAPI DI STATO RAGGIUNGESSERO UN ACCORDO PER DAR VITA VERAMENTE ALL’ UNITA’ EUROPEA, PER FARE DELL’ EURO A UNA GRANDE NAZIONE CHE CON IL SUO POTENZIALE UMANO, TECNOLOGICO, CON LA SUA TRAZIONE STORICA, FAREBBE SENTIRE IL SUO PESO FRA LE DUE SUPERPOTENZE. INVECE AD ATENE SI E’ IMPEDITA QUESTA VERA UNITA’ EUROPEA.

SI VOGLIONO ESCLUDERE NAZIONI COME LA SPAGNA E IL PORTOGALLO PER LA QUESTIONE DEGLI AGRUMI, DEL VINO. QUESTO E’ UN RAGIONARE DA MERCANTI, NON E’ PIU’ RAGIONARE DA UOMINI POLITICI CHE HANNO A CUORE VERAMENTE LE SORTI DELL’ EUROPA E QUINDI DEL MONDO INTERO.

IO SONO MOLTO AMICO DEL RE DI SPAGNA, CHE E’ NATO QUI, E’ VISSUTO QUI IN ITALIA, UN GIOVANE CORAGGIOSO, CHE HA SAPUTO – E QUESTO E’ IL SUO MERITO – FARE IL TRAPASSO DA UNA DITTATURA DURATA 40 ANNI ALLA DEMOCRAZIA SENZA SPARGIMENTO DI SANGUE; CHE E’ RIUSCITO A BLOCCARE IL ”GOLPE” CHE SI ERA MESSO IN ATTO PER ABBATTERE LA DEMOCRAZIA. IO LO CONOSCO. MI ONORO DI ESSERGLI MOLTO AMICO. ED EGLI E’ AMAREGGIATO PERCHE’ LA SPAGNA VIENE TENUTA FUORI DALLA COMUNITA’ EUROPEA. COME SI PUO’ PARLARE QUINDI DI UNITA’ DELL’ EUROPA QUANDO SI TENGONO FUORI DALL’ EUROPA DUE NAZIONI COME LA SPAGNA E COME IL PORTOGALLO?.

QUINDI NON POSSIAMO NON ESSERE PREOCCUPATI. PREOCCUPATI PERCHE’ LA PACE, A MIO AVVISO, HA I PIEDI DI ARGILLA. I DUE COLOSSI SI GUARDANO IN CAGNESCO E NON RIESCONO A TROVARE UN’ INTESA. IO FACCIO UN’ AFFERMAZIONE CHE POTRA’ SEMBRARE ASSURDA A QUALCHE UOMO POLITICO: RITENGO CHE BISOGNA ARRIVARE AL DISARMO TOTALE E CONTROLLATO.

SCIENZIATI PREMI NOBEL CHE MI SONO VENUTI A TROVARE QUI’ MI HANNO DETTO CHE IO HO RAGIONE, PERCHE’ PUO’ ESSERE CONTROLLATO IL DISARMO. E SE VERAMENTE I DUE BLOCCHI, LE DUE SUPERPOTENZE VOGLIONO LA PACE DEVONO GIUNGERE A QUESTA CONCLUSIONE: DISARMO TOTALE E CONTROLLATO. E I MILIARDI CHE SPERPERANO PER COSTRUIRE ORDIGNI DI MORTE, CHE SE USATI COSTITUIREBBERO LA FINE DELL’ UMANITA’ , SIANO USATI PER SFAMARE CHI NEL MONDO IN QUESTO MOMENTO STA MORENDO DI FAME.

IO SONO STATO, AMICI MIEI, NEL LIBANO A TROVARE I NOSTRI BRAVI RAGAZZI. HO PASSATO CON LORO QUELLA CHE UNA VOLTA ERA LA FESTA NAZIONALE, IL 4 NOVEMBRE. HO DETTO SCHERZOSAMENTE: ”IO NON ARRIVO CON I CAPI DI STATO MAGGIORE; SONO ARRIVATO CON CENTO BOTTIGLIE DI LAMBRUSCO E CON CENTO PANETTONI.

BRAVI QUESTI NOSTRI SOLDATI, BRAVISSIMI.

ECCO, IO MI SONO CHIESTO, CHIEDETEVELO ANCHE VOI, AMICI MIEI: ”COME MAI IL NOSTRO CONTINGENTE NON E’ STATO FATTO BERSAGLIO DA PARTE DI ATTACCHI PRODITORI COME IL CONTINGENTE AMERICANO O IL CONTINGENTE FRANCESE?”. LASCIAMO LA PAROLA AD UN OSSERVATORE STRANIERO, AD UN GIORNALISTA DEL ”WASHINGTON POST”. VOI SAPETE CHE IL ”WASHINGTON POST” E’ UN GIORNALE AMERICANO MOLTO DIFFUSO E MOLTO SERIO. SCRIVE SUL SUO GIORNALE QUESTO GIORNALISTA: “IL CONTINGENTE MILITARE ITALIANO A BEIRUT SI STA COMPORTANDO MOLTO BENE. SI FA AMARE DALLA POPOLAZIONE ED HA AVUTO IL MINOR NUMERO DI VITTIME E DI DANNI RISPETTO AD AMERICANI E FRANCESI. DIFATTI – CONTINUA SEMPRE IL WASHINGTON POST – LE STATISTICHE SOTTOLINEANO IL LIVELLO DEL SUCCESSO ITALIANO IN LIBANO. MENTRE IL CORPO DEI MARINES CONTA FINORA OLTRE 240 MORTI ED I FRANCESI HANNO PERDUTO 76 UOMINI, IN 14 MESI GLI ITALIANI HANNO PERDUTO UN SOLO UOMO.

“QUESTO MALGRADO IL FATTO CHE IL LORO CONTINGENTE E’ IL PIU’ NUMEROSO DI TUTTI. SECONDO MOLTISSIMI OSSERVATORI I MOTIVI DI QUESTO CONTRASTO SONO DA RICERCARE ANZITUTTO NEL FATTO CHE A DIFFERENZA DEGLI AMERICANI E DEI FRANCESI GLI ITALIANI MANTENGONO A BEIRUT UNA STRETTA IMPARZIALITA’, CHE OFFRE LORO LA MIGLIORE PROTEZIONE TRA LA POPOLAZIONE LIBANESE. MENTRE GLI AMERICANI SONO ISOLATI ED ASSERRAGLIATI NELLE LORO POSIZIONI INTORNO ALL’ AEROPORTO DI BEIRUT, GLI ITALIANI PATTUGLIANO I VASTI SOBBORGHI A MERIDIONE DELLA CITTA’ E CONTROLLANO CON ESTREMA EFFICACIA I CAMPI DI SABRA E CHATILA,

“INOLTRE HANNO UN OSPEDALE DA CAMPO, 24 ORE SU 24 ORE, CHE CURA GRATUITAMENTE ANCHE I CIVILI E DISTRIBUISCE DIVERSE TONNELLATE DI FARMACI OGNI MESE. TRA I CONTINGENTI AMERICANO, FRANCESE E ITALIANO ESISTONO ANCHE DIFFERENZE MILITARI – CONTINUA IL WASHINGTON POST -. MENTRE I CANNONI AMERICANI LO SCORSO ANNO HANNO FATTO PIOVERE TONNELLATE DI ESPLOSIVO SUI RIBELLI TRINCERATI SULLE MONTAGNE, ED I ‘JET’ FRANCESI LA SETTIMANA SCORSA HANNO SCATENATO LA RAPPRESAGLIA SUGLI SCIITI, FINORA GLI ITALIANI SONO RIMASTI AL DI SOPRA DELLE PARTI, CONTINUANDO A DIFENDERE IL LORO RUOLO DI FORZA DI PACE. UNO DEI PUNTI A FAVORE DEL CONTINGENTE ITALIANO E’ ANCHE IL LORO OSPEDALE DA CAMPO – AGGIUNGE IL QUOTIDIANO -. HA 75 POSTI LETTO CHE DEVONO SERVIRE SOLO AI MILITARI, INVECE OGNI MESE CURA PIU’ DI MILLE CITTADINI DEL POSTO’ ”.

ECCO LA DIFFERENZA FRA NOI ED I FRANCESI E GLI AMERICANI MESSA IN EVIDENZA DA UN GIORNALE AMERICANO DI GRANDE TIRATURA.

IO NE VADO ORGOGLIOSO. SI BRAMA SEMPRE DIRE CHE LE ALTRE NAZIONI SONO SUPERIORI ALLA NOSTRA, LO DICONO ANCHE DEGLI ITALIANI, MA QUI DIAMO PROVA DI BUON SENSO CON I NOSTRI SOLDATI. IO LI HO VISITATI QUESTI SOLDATI, BRAVI, GENEROSI. RICORDO CHE SI E’ STRETTO A ME QUELLO CHE VIENE CONSIDERATO UN PO’ LA ”MASCOTTE” DEL CONTINGENTE. E’ UN RAGAZZO PALESTINESE CHE HA IMPARATO BENISSIMO L’ ITALIANO. MANDO IL MIO SALUTO PATERNO A QUESTO CARO RAGAZZO, MUSTAFA’ .

E QUESTI SOLDATI, SOTTO LA GUIDA DEL BRAVISSIMO GENERALE ANGIONI, CERCANO VERAMENTE DI FARE OPERA DI PACE IN QUELLA TORMENTATA REGIONE. ADESSO SONO PARTITI I PALESTINESI. HA AVUTO INIZIO LA LORO ”DIASPORA”. UNA VOLTA FURONO GLI EBREI A CONOSCERE LA ”DIASPORA”. VENNERO DISPERSI, CACCIATI DAL MEDIO ORIENTE E DISPERSI PER IL MONDO; ADESSO SONO INVECE I PALESTINESI.

EBBENE IO AFFERMO ANCORA UNA VOLTA CHE I PALESTINESI HANNO DIRITTO SACROSANTO AD UNA PATRIA ED A UNA TERRA COME L’ HANNO AVUTA GLI ISRAELITI.

SONO STATO ANCHE IN GIORDANIA. RE HUSSEIN MI HA CONVINTO DI ESSERE UN UOMO VERAMENTE SAGGIO, CHE VUOLE LA PACE. EGLI SI ADOPERA IN TUTTI I MODI PERCHE’ LA PACE IN QUELLA REGIONE SI VERIFICHI. DICO QUESTO PERCHE’ SIA IL CONTRASTO CHE VI E’ OGGI, COPERTO DAL SILENZIO, TRA L’ UNIONE SOVIETICA E GLI STATI UNITI D’ AMERICA, SIA QUANTO AVVIENE NEL LIBANO PUO’ SEMPRE MINACCIARE LA PACE NEL MONDO E PUO’ FARCI CADERE QUINDI NELLA GUERRA NUCLEARE.

IO SONO DECISAMENTE CONTRARIO A CHE IL NOSTRO CONTINGENTE SIA COINVOLTO NEL LIBANO IN UNA GUERRA, SIA PURE LOCALE. SE IL NOSTRO CONTINGENTE PUO’ SVOLGERE OPERA DI PACE, RIMANGA IN LIBANO, MA SE NEL LIBANO SI CREANO CONDIZIONI TALI DA SCATENARE UN CONFLITTO, NOI DOBBIAMO TOGLIERE IL NOSTRO CONTINGENTE E LASCIARE A BEIRUT SOLTANTO L’ OSPEDALE DA CAMPO. QUESTO E’ IL MIO PENSIERO PERSONALE, CHE NON VUOLE INFLUIRE SUL PENSIERO DEL GOVERNO.

IO SONO STATO, RIPETO, NEL LIBANO. HO VISITATO QUELLA TORMENTATA REGIONE, I CIMITERI DI CHATILA E SABRA. E’ UNA COSA CHE ANGOSCIA VEDERE QUESTO CIMITERO DOVE SONO SEPOLTE LE VITTIME DI QUEL MASSACRO ORRENDO. IL RESPONSABILE DI QUEL MASSACRO ORRENDO E’ ANCORA AL GOVERNO IN ISRAELE.

E QUASI VA BALDANZOSO DI QUESTO MASSACRO FATTO. E’ UN RESPONSABILE CUI DOVREBBE ESSERE DATO IL BANDO DELLA SOCIETA’ . E’ STATO UN MASSACRO, MI HANNO DETTO QUELLI DEL POSTO, TREMENDO; QUANTE VITTIME HA FATTO.

VI E’ QUESTA PREOCCUPAZIONE QUINDI DELLA GUERRA NUCLEARE. FANNO BENE I GIOVANI A PREOCCUPARSI. D’ ALTRA PARTE HANNO RAGIONE: SI PREOCCUPANO DEL LORO AVVENIRE. NOI SIAMO AL TRAMONTO DELLA NOSTRA ESISTENZA, LORO HANNO DINANZI A SE’ TUTTA UNA VITA. ED HANNO RAGIONE DI VOLER VIVERE IN PACE LA LORO ESISTENZA.

QUINDI IO SONO CON QUESTI GIOVANI. OH, VI SONO ALTRE PREOCCUPAZIONI, NON VI E’ DUBBIO, CHE SORGONO DAL MIO ANIMO ANCHE IN QUESTO MOMENTO. PARLIAMO DEL TERRORISMO. DOBBIAMO RICONOSCERE CHE IL TERRORISMO OGGI IN ITALIA SI PUO’ DIRE VINTO.

MI DICONO I RESPONSABILI, I COMPETENTI, CHE VI SONO IN CARCERE 400 TERRORISTI CHE PARLANO. VOI SAPETE CHE QUANDO UNO PARLA VUOL DIRE CHE SI RICONOSCE SCONFITTO. QUESTO TORNA AD ONORE DEL POPOLO ITALIANO. DOVREBBERO PRENDERNE ATTO GLI STRANIERI CHE SONO COSI’ ALTEZZOSI NEL GIUDICARE IL POPOLO ITALIANO.

IL TERRORISMO, E’ VERO, E’ STATO VINTO PER OPERA DELLE FORZE DELL’ ORDINE, CARABINIERI AGENTI DI PS. QUANTE VITTIME VI SONO STATE FRA I CARABINIERI, GLI AGENTI DI PS E I MAGISTRATI. MA IL TERRORISMO E’ STATO SOPRATTUTTO VINTO DALLA VOLONTA’ DEL POPOLO ITALIANO. CIOE’ IL POPOLO ITALIANO HA FATTO BARRIERA CONTRO IL TERRORISMO.

I DIRIGENTI DEL TERRORISMO, CHE SONO DEGLI SCIAGURATI, ANCHE SE DOTATI DI UNA INTELLIGENZA CRIMINALE E DIABOLICA, SPERAVANO DI FAR LEVA SUL MALCONTENTO DEL POPOLO ITALIANO, MALCONTENTO DIFFUSO PER TANTE RAGIONI DI CARATTERE SOCIALE ED ECONOMICO, E DI TRASCINARE GLI ITALIANI SULLA LORO STRADA DIABOLICA.

QUINDI E’ MERITO ANCHE E SOPRATTUTTO DEL POPOLO ITALIANO CHE HA DIMOSTRATO QUESTA FORZA, QUESTA VOLONTA’ DI DIFENDERE LA DEMOCRAZIA DEL NOSTRO PAESE CHE C’ E’ COSTATA TANTO. QUANTI SACRIFICI, QUALE LOTTA ABBIAMO DOVUTO SOSTENERE PER RICONQUISTARE LA LIBERTA’ PERDUTA, PER RICONQUISTARE LA DEMOCRAZIA NEL NOSTRO PAESE.

VI E’ LA DISOCCUPAZIONE CHE CI PREOCCUPA, PREOCCUPAZIONE FONDATA. MENTRE IO PARLO VI SONO DELLE FAMIGLIE CHE SONO INTORNO AD UNA TAVOLA NUDA, DISADORNA. SONO LE FAMIGLIE DEI DISOCCUPATI, DI COLORO CHE NON HANNO LAVORO. LA DISOCCUPAZIONE E’ UN MALE TREMENDO, AMICI MIEI. IO QUANDO PER VIVERE ONESTAMENTE SOTTO IL FASCISMO DOVETTI LASCIARE L’ ITALIA, E PER VIVERE ONESTAMENTE MI MISI A FARE L’ OPERAIO, HO CONOSCIUTO LA DISOCCUPAZIONE E COSI’ HO CONOSCIUTO LA TRISTE SITUAZIONE DEL DISOCCUPATO.

BISOGNA CHE IL GOVERNO SI ADOPERI PER TROVARE SORGENTI DI LAVORO, PER FARE IN MODO CHE TUTTI GLI ITALIANI ABBIANO UNA OCCUPAZIONE. QUESTO E’ QUELLO CHE DEVE FARE IL GOVERNO, QUESTO E’ QUELLO CHE DEVE FARE IL PARLAMENTO.

VI SONO ALTRI MOTIVI DI PREOCCUPAZIONE. CI PREOCCUPA QUELLO CHE SI VERIFICA CON LA MAFIA IN SICILIA, LA CAMORRA NEL NAPOLETANO E LA ‘NDRANGHETA – NON SO MAI PRONUNCIARE BENE QUESTA PAROLA – IN CALABRIA. PERO’ IO QUI MI PERMETTO DI FARE QUESTA OSSERVAZIONE.

IL POPOLO SICILIANO NON DEVE ESSERE CONFUSO CON LA MAFIA. IL POPOLO SICILIANO E’ UN POPOLO FORTE, POPOLO CHE BEN CONOSCO, PERCHE’ NEGLI ANNI PASSATI, QUANDO ERO PROPAGANDISTA DEL MIO PARTITO, HO GIRATO IN LUNGO E IN LARGO LA SICILIA. LI HO CONOSCIUTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE I GIOVANI SICILIANI, CON IL LORO CORAGGIO E LA LORO FIEREZZA.

IL POPOLO SICILIANO E’ UN POPOLO FORTE, GENEROSO, INTELLIGENTE. IL POPOLO SICILIANO E’ IL FIGLIO DI ALMENO TRE CIVILTA’: LA CIVILTA’ GRECA, LA CIVILTA’ ARABA E LA CIVILTA’ SPAGNOLA. E’ RICCO DI INTELLIGENZA QUESTO POPOLO. QUINDI NON DEVE ESSERE CONFUSO CON QUESTA MINORANZA CHE E’ LA MAFIA. E’ UN BUBBONE CHE SI E’ CREATO SU UN CORPO SANO.

EBBENE, CON IL BISTURI, POLIZIA, FORZE DELL’ ORDINE, GOVERNO DEBBONO SRADICARE QUESTO BUBBONE E GETTARLO VIA, PERCHE’ IL POPOLO SICILIANO POSSA VIVERE IN PACE. COSI’ SI DICA DELLA ‘NDRANGHETA IN CALABRIA.

IO HO GIRATO IN LUNGO E LARGO LA CALABRIA. SE VI E’ UN POPOLO GENEROSO, BUONO, PRONTO, DESIDEROSO DI LAVORARE E DI TRARRE DAL SUO LAVORO IL NECESSARIO PER POTER VIVERE DIGNITOSAMENTE, E’ IL POPOLO CALABRESE.

COSI’ IL POPOLO NAPOLETANO CON LA CAMORRA. ANCHE QUI SONO UNA MINORANZA I CAMORRISTI. PARLANO TROPPO DI QUELLO CHE E’ IN CARCERE, CAPO-MAFIA. QUELLO SI SENTE UN EROE. I GIORNALI NE PARLANO TUTTI I GIORNI ED E’ CHIARO CHE ENTRA IL GIORNALE IN CARCERE E LUI SI SENTE UN EROE, QUESTO SCIAGURATO. MA IL POPOLO NAPOLETANO NON PUO’ ESSERE CONFUSO CON LA CAMORRA.

IO SONO STATO ELETTO NELLA PRIMA LEGISLATURA DEPUTATO A NAPOLI. POI HO LASCIATO IL POSTO AD UN ALTRO MIO COMPAGNO E HO OPTATO PER LA MIA GENOVA. IL POPOLO NAPOLETANO E’ UN POPOLO BUONO, GENEROSO, GIOIOSO. AD UN GIOVANE NAPOLETANO BASTA UNA PIZZA ED UN BICCHIERE DI VINO PER CANTARE UNA CANZONE D’ AMORE. E’ UN POPOLO CHE IO AMO PROFONDAMENTE. E NON DEVE ESSERE CONFUSO, RIPETO, CON LA CAMORRA, CHE E’ UN’ ECCEZIONE, E’ UNA MINORANZA, E’ UN MALE, ANCHE QUESTO, IN QUESTO CORPO SANO. E CURIAMO QUESTO MALE E CERCHIAMO DI LIBERARE ANCHE IL POPOLO NAPOLETANO DALLA MALAPIANTA CHE E’ LA CAMORRA.

QUANTE ALTRE COSE SI PRESENTANO ALLA MIA MENTE. MA NON VOGLIO TURBARE QUESTA VOSTRA SERATA, SIETE A TAVOLA, ATTENDETE CHE SORGA IL NUOVO ANNO PER POTERLO SALUTARE CON GIOIA. MA ANCORA QUESTO DESIDERO DIRVI: LE MIE SPERANZE LE RIPONGO TUTTE NELLA GIOVENTU’ ITALIANA.

IO HO INSTAURATO QUI AL QUIRINALE QUESTA CONSUETUDINE: TUTTE LE MATTINE, ESCLUSO IL SABATO, RICEVO STUDENTI DI OGNI PARTE D’ ITALIA. NE RICEVO CIRCA 500-600 TUTTE LE MATTINE. NE HO GIA’ RICEVUTI IN QUESTI ANNI DI MIA PRESIDENZA – CHE STA PER TERMINARE PER MIA TRANQUILLITA’ – 171 MILA, NON FACCIO MAI DISCORSI MA INTRECCIO CON LORO UN DIALOGO, UNA CONVERSAZIONE. CIOE’ MI FACCIO TEMPESTARE DI DOMANDE, MI SOTTOPONGO AD UN LORO INTERROGATORIO, MI FACCIO PORRE DELLE QUESTIONI, DA QUESTI GIOVANI. I PIU’ ARDITI, QUELLI CHE IMMEDIATAMENTE, SENZA ALCUNA SOGGEZIONE, VENGONO AVANTI E MI FANNO LE PRIME DOMANDE, SONO PROPRIO I RAGAZZINI DI 9-10 ANNI.

BENE, SIGNORI, AMICI MIEI CHE MI ASCOLTATE: LE DOMANDE CHE MI SENTO FARE SONO QUESTE: ”IL NOSTRO DOMANI SARA’ TURBATO DALLA GUERRA? DOPO CHE AVREMO STUDIATO, AVREMO UN’OCCUPAZIONE?”. E POI UN’ ALTRA DOMANDA MI FANNO. GLI ANZIANI MI ASCOLTINO: ”PERCHE’, PRESIDENTE, GLI ANZIANI SI ABBANDONANO A TANTI SCANDALI? PERCHE’ TANTA CORRUZIONE?”.

E’ UN RIMPROVERO CHE SORGE DAI GIOVANI VERSO QUESTA MINORANZA DI ANZIANI CHE DANNO ESEMPIO DI CORRUZIONE, DI DISONESTA’. GUAI A CHI DA’ SCANDALO AI GIOVANI.

IO LI AMO IMMENSAMENTE QUESTI GIOVANI. SONO L’ AVVENIRE DELLA PATRIA. NOI RAPPRESENTIAMO IL PASSATO, CON IL NOSTRO BENE ED ANCHE CON I NOSTRI ERRORI. MA QUESTI GIOVANI SI AFFACCIANO ADESSO ALLA VITA, SONO ESSI CHE HANNO NELLE LORO MANI L’AVVENIRE DELLA PATRIA E DEL POPOLO ITALIANO. CENTOSETTANTUNOMILA NE HO RICEVUTI.

PRIMA CHE TERMINI – DI SALUTE STO BENE COME VEDETE, QUINDI TERMINERO’ TRANQUILLAMENTE IL MIO MANDATO QUI AL QUIRINALE FRA UN ANNO E MEZZO – ARRIVEREMO A DUECENTOMILA E PIU’ STUDENTI, GIOVANI DI TUTTA L’ ITALIA.

IO CREDO NELLA NOSTRA GIOVENTU’ . E’ MOLTO PIU’ SANA DI QUELLO CHE PENSANO CERTI ANZIANI CHE STANNO CON MOLTO SUSSIEGO LONTANO DAI GIOVANI O CHE SONO PRONTI A GIUDICARLI, A DARE GIUDIZI DEL TUTTO SUPERFICIALI. E’ VERO, SONO ESUBERANTI. E PERCHE’ NON DEVONO ESSERE ESUBERANTI ALLA LORO ETA’ ? VORREI ESSERE IO ESUBERANTE, VORREI AVERE IO LA LORO ETA’ , LA LORO GIOVINEZZA CHE E’ UN BENE PREZIOSO (CHE IO HO TRASCORSO IN CARCERE NELLA RINUNCIA), E CHE AVREI VOLUTO VIVERE IN TUTTA LA SUA PIENEZZA. HANNO DIRITTO I GIOVANI DI VIVERE GIOIOSAMENTE E DI GUARDARE CON TRANQUILLITA’ AL LORO DOMANI.

SIAMO NOI ANZIANI CHE DOBBIAMO FARE IN MODO CHE QUESTA LORO SPERANZA DIVENTI UNA CERTEZZA, E FANNO BENE A SCENDERE IN PIAZZA E A VOLERE LA PACE. SE TUTTI I POPOLI DELLA TERRA, TUTTI I GIOVANI DELLA TERRA POTESSERO TROVARSI UNITI E POTESSERO QUINDI CORALMENTE ESPRIMERE IL LORO DESIDERIO, LA LORO VOLONTA’ , TUTTI SI ESPRIMEREBBERO PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA.

E NOI VOGLIAMO CHE I NOSTRI GIOVANI POSSANO VIVERE SICURI DELLA PACE E DELLA LIBERTA’ . VOGLIAMO CHE ESSI SIANO DEGLI UOMINI LIBERI, IN PIEDI, A FRONTE ALTA, PADRONI DEL LORO DESTINO E NON DEI SERVITORI IN GINOCCHIO. QUESTO NOI CHIEDIAMO.

L’ HO DETTO AL CORPO DIPLOMATICO L’ ALTRO GIORNO – VI SONO ANCORA TROPPE DITTATURE. IN MOLTI PAESI I DIRITTI CIVILI ED UMANI SONO SOPPRESSI. EPPURE LA CARTA DELL’ ONU, LA CARTA DI SAN FRANCISCO, CONTEMPLA LA DIFESA DEI DIRITTI CIVILI ED UMANI. CHI HA FIRMATO QUELLA CARTA HA PROMESSO A SE STESSO, ED HA GARANTITO AGLI ALTRI, DI DIFENDERE SEMPRE I DIRITTI CIVILI ED UMANI.

ORBENE, SE VI SONO DELLE NAZIONI IN CUI I DIRITTI CIVILI ED UMANI SONO CONCULCATI, SONO ANNULLATI, NON VI E’ CHE UN PROVVEDIMENTO DA PRENDERE CONTRO QUESTE NAZIONI: L’ESPULSIONE DALL’ ONU. NON VALGONO LE PROTESTE; SE LE PORTA VIA IL VENTO. NON VALGONO LE POLEMICHE. SIANO ESPULSE DALLA ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE. SIA DATO LORO IL BANDO, SIANO INDICATE ALL’ UMANITA’ COME COLPEVOLI.

IO FORSE SONO SALTATO DA UN RAMO ALL’ ALTRO SENZA UN CERTO ORDINE NEL MIO DISCORSO, MA VI HO DETTO TUTTO QUELLO CHE IL MIO ANIMO MI HA SUGGERITO DI DIRVI, ITALIANE E ITALIANI.

VOI SIETE ADESSO A TAVOLA. OH, SE FATE BRINDISI FATENE UNO ANCHE PER IL VOSTRO PRESIDENTE CHE VI AMA TANTO. E CERCATE SEMPRE DI STARE VICINO AI VOSTRI FIGLI, AI VOSTRI GIOVANI CHE SI AFFACCIANO ADESSO ALLA VITA.

IO AI GIOVANI QUESTO DICO: BATTETEVI SEMPRE PER LA LIBERTA’ , PER LA PACE E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE. LA LIBERTA’ SENZA LA GIUSTIZIA SOCIALE NON E’ CHE UNA CONQUISTA FRAGILE CHE SI RISOLVE PER MOLTI NELLA LIBERTA’ DI MORIRE DI FAME.

BISOGNA CHE ALLA LIBERTA’ SIA UNITA LA GIUSTIZIA SOCIALE. SONO UN BINOMIO INSCINDIBILE. LOTTATE QUINDI CON FERMEZZA, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE, PERCHE’ LOTTERETE COSI’ PER IL VOSTRO DOMANI, PER IL VOSTRO AVVENIRE. MA SIATE SEMPRE TOLLERANTI. SI’ LOTTATE CON LA PASSIONE CON CUI HO LOTTATO IO, E LOTTO ANCORA OGGI NONOSTANTE GLI ANNI; LOTTATE PER LA FEDE CHE ARDE NEI VOSTRI CUORI.

MA IO VORREI CHE VOI TENESTE PRESENTE UN AMMONIMENTO DI UN PENSATORE FRANCESE, AMMONIMENTO CHE IO HO SEMPRE TENUTO PRESENTE ALLA MIA MENTE. ”DICO AL MIO AVVERSARIO: IO COMBATTO LA TUA IDEA CHE E’ CONTRARIA ALLA MIA, MA SONO PRONTO A BATTERMI SINO AL PREZZO DELLA MIA VITA PERCHE’ TU LA TUA IDEA LA POSSA ESPRIMERE SEMPRE LIBERAMENTE”.

ECCO QUELLO CHE IO DICO AI GIOVANI, SENZA PRESUNZIONE, QUASI FOSSI UN LORO COMPAGNO DI STRADA, TANTO MI STA A CUORE LA LORO SORTE. ED IO LI ESORTO AD ANDARE AVANTI, A CONTINUARE PER LA LORO STRADA, A CERCARE NELLA SCUOLA CULTURA; AD ASCOLTARE I LORO DOCENTI PER ADORNARE LA LORO MENTE DI COGNIZIONI NECESSARIE QUANDO SARANNO CHIAMATI A SVOLGERE UN’ ATTIVITA’.

VOI GIOVANI SIETE LA FUTURA CLASSE DIRIGENTE DEL NOSTRO PAESE, DOVETE QUINDI PREPARARVI PER ASSOLVERE DEGNAMENTE QUESTO NOBILISSIMO COMPITO.

EBBENE IO, FINCHE’ VITA SARA’ IN ME, STARO’ AL VOSTRO FIANCO NELLE VOSTRE LOTTE, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE. LOTTERO’ SEMPRE CON VOI PER LA PACE NEL MONDO, PER LA LIBERTA’ E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE.

BUON ANNO A TUTTI VOI MIEI CONNAZIONALI, ITALIANI E ITALIANE. E PERDONATE SE HO TURBATO LA VOSTRA VIGILIA DI CAPODANNO CON QUESTA MIA CONVERSAZIONE GUIDATA DALLA FRATERNITA’ CHE A VOI MI LEGA.

SANDRO PERTINI*

*Presidente della Repubblica italiana

Il presidente di tutti gli italiani di Francesca Poccioni

febbraio 24, 2010 by Redazione · 1 Comment 

di Francesca POCCIONI

Con la più grande umiltà mi avvicino a delineare un’immagine del presidente Sandro Pertini vent’anni dopo la sua morte, sentendone ancora la voce, fissando qui le sue parole di cui abbiamo sempre un estremo bisogno.

Pertini: Presidente partigiano, Presidente esiliato, Presidente muratore, Presidente carcerato, Presidente attore, Presidente della gente, amato dalla gente, Capo della famiglia italiana, come si definì lui stesso davanti agli operai emigrati nella visita in Germania del 1979.

Una fotografia di pochi scatti che riassume le parole pronunciate da un grande figura del giornalismo italiano, Indro Montanelli, che sul Corriere della Sera (1963) scrisse: «Non è necessario essere socialisti per amare e stimare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità».

E’ nell’appello ai giovani, nel suo discorso rivolto al futuro della società, della tanto amata Italia che si ritrova tutto il suo temperamento di carismatico leader capace di emozionare ancora, capace di sopravvivere a tutt’oggi ritrovandolo ancora in voga tra un link e l’altro su Facebook, tra un video e l’altro su YouTube. Il suo appello accorato, credibile inizia così: «Difendere la Repubblica e la Democrazia; oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio, e quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti prima di tutto, la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo, se c’è qualche d’uno che fa scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato».

Queste le parole del presidente più amato dagli italiani che in tempi non sospetti indica la strada da seguire, la stella polare a cui rivolgersi per trovare la via; un riferimento più che mai attuale, oggi, dopo la denuncia del procuratore generale, Mario Ristuccia e del presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario: la corruzione ha raggiunto picchi preoccupanti ed è diventata un fenomeno di costume” e una “patologia grave” che non è più patologia ma una fisiologia del nostro sistema e ha portato ad un aumento di denunce alla Guardia di finanza del 229% rispetto all’anno precedente e del 153% per fatti di concussione.

Pertini conquista la sua idea di libertà e di democrazia fondata su un precetto di Voltaire: «Dico ai miei avversari, “io combatto la tua fede che è contraria alla tua, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu possa sempre esprimere liberamente il tuo pensiero”. Io non sono credente ma rispetto la fede dei credenti; io, ad esempio, sono socialista ma rispetto la fede politica degli altri, discuto, polemizzo con loro, ma loro sono padroni di esprimere liberamente il loro pensiero. Sono democratico in questo senso».

E’ stato un professore di democrazia, insegnante di pubblica moralità e di coerenza tra la propria vita e le idee, artista della comunicazione, entrava ed è restato nel cuore degli italiani per la sua spontaneità, per la sua naturalezza, per il suo essere diretto con la gente, ma anche per la sua umanità che trapelava dal suo essere irruento, sanguigno e coraggioso anche nei momenti di rabbia e d’ira.

Umanità che trasparì insieme alla fermezza quando si precipitò in Irpinia e denunciò mancanze e ritardi dopo il disastroso terremoto che la devastò. E’ stato anche il presidente-simbolo della gioia italiana per la vittoria ai Mondiali (di calcio) di Spagna nel 1983.

Mi è rimasta in mente una delle sue frasi, pronunciata non da presidente ma da “professore” ai suoi ragazzi: «Mi chiamo Pertini, fatemi domande anche impertinenti». Abbiamo imparato molto da Sandro Pertini e ne abbiamo una grande nostalgia.

Francesca Poccioni

Diario. Antimafia: “Arrestate senatore Pdl Eletto con aiuto decisivo ‘ndrangheta” FOTO: ecco Nicola Di Girolamo, classe ’60

febbraio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. Le firme, stasera, sono di Carmine Finelli e Francesco Carosella. Nicola Di Girolamo è nelle mani della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sulla testa del parlamentare eletto per Berlusconi nella circoscrizione estero, in Europa, pende una richiesta di arresto da parte della Procura di Roma. Il provvedimento nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla luce l’operazione di riciclaggio condotta dai vertici di Fastweb e Telecom, una frode da 400 milioni nei confronti dello Stato, «una delle più colossali della storia». «Esponenti della ‘ndrangheta si sono recati in Germania, nel collegio di Stoccarda, ed hanno raccolto i certificati elettorali dei nostri immigrati. In questo modo hanno poi espresso i voti in favore di Di Girolamo», spiega il procuratore nazionale contro la mafia Piero Grasso. Ma tutto ora – almeno per ciò che riguarda il senatore – dipende dal voto della giunta, nelle ore in cui il governo rinvia l’approvazione del ddl anticorruzione e, anzi, accelera sul dispositivo che eviterà al presidente del Consiglio i processi a carico per almeno 18 mesi. E di recente c’è il precedente-Cosentino, per il quale il Parlamento disse no all’arresto. Il racconto.            Read more

(dis)Pari opportunità, donne libere in rete Carfagna: “Internet si autoregolamenti” Come per il gruppo contro persone down

febbraio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In Arabia, Paese più conservatore al mondo, l’unico «spazio di libertà» concesso (esistente) alla metà femminile del cielo è costituito appunto dal web. Che mostra così la sua funzione “liberatoria” e la sua identità inscindibile con lo stesso concetto di libertà. Per una maggioranza, da noi, che si professa liberale tanti, troppi sono stati i tentativi di limitare (sempre da noi, non – ancora – in Arabia) questa libertà, forse nella stessa prospettiva di un controllo della circolazione di informazioni (oltre che della pubblicità e dei canali di trasmissione di contenuti oggi prodotti altrove) che caratterizza ad esempio la televisione. E anche se, va detto, altrettanti sono stati i parlamentari Pdl che hanno rispedito al mittente le avance oscene dei loro colleghi e compagni di schieramento, in questo quadro fanno molto rumore – e il giornale della politica italiana sceglie di sotto- lineare – le parole del ministro dopo l’esplosione del caso della pagina Facebook in cui si inneggiava alla violenza nei confronti delle persone down appunto. Gruppo chiuso grazie alla segnalazione degli utenti. «Sia sempre così», dice Carfagna. Sperando che il liberalismo di oggi non venga tradito quando l’oggetto delle critiche o anche – come in questo caso – delle invettive (più o meno in-accettabili) del web tornassero ad essere il governo o il presidente del Consiglio. Il servizio sul caso, di Carosella.            Read more

Aliment.&idratazione, alt se non funziona Pd: ‘Ma accade già. Si fermi se non bastaBinetti d’accordo. Il (suo) dissenso dov’è?

febbraio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il giornale della politica italiana non ama la politique politicienne. E’ fine a se stessa, vacua, autoreferenziale, persino intellettualmente pigra, gratuita. Fosse per noi vi racconteremmo ogni giorno di futuro dell’Italia, università, ricerca, contenuti. E stiamo lavorando per farlo sempre di più. Intanto, oggi, tra una dalemata e l’altra (lui, vero campione della politica politicista), ci prendiamo questa boccata di aria fresca, affrontando due temi: il fine vita e la libertà della rete, trattati ovviamente dalla nostra politica. Nel primo caso si è riunita, oggi, la Commissione Affari sociali della Camera, che ha discusso di testamento biologico. E si è parlato, in particolare, della disciplina su idratazione e alimentazione. Andrea Sarubbi ci racconta la giornata. Abbiamo scelto di titolare ovviamente sulle due opzioni in campo (ha vinto, forza dei numeri, la prima, quella del centrodestra) e anche di porre il tema, fino ad un certo punto, questo, di politique politicienne – perché riguarda non solo la possibilità stessa, di un Partito Democratico, ma attraverso di essa la possibilità di una sintesi e di una condivisione nel Paese su questi temi per il futuro; dunque un nodo cruciale per l’Italia e anche per definire il loro grado di civiltà politica – della decisione della contestatissima (certo, anche questo è deprecabile) teodem di abbandonare il Pd quando poi proprio laddove dovrebbe emergere il dissenso (appunto) c’è identità (anche perché la stessa Binetti aveva partecipato alla stesura del testo proposto dal Pd). Ma parliamo di alimentazione e idratazione. E lo facciamo con il deputato, appunto, Democratico. Buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Opportunismo, male infantile dalemismo Lui: “Red chiude? Ma non è la mia tv…” Ecco la testimonianza (diretta) di Adinolfi

febbraio 23, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Red tv, la televisione di D’Alema con la quale più volte il Politico.it ha avuto modo di incrociare le strade (e le firme: da Giulia Innocenzi ad Aldo Torchiaro, passando proprio per il suo vicedirettore), sta per chiudere. In parte per (mancata) scelta “editoriale” in parte per i tagli all’editoria – che comporteranno gravi problemi anche per molti altri giornali politici – che del resto verranno posticipati (almeno per ora) ai prossimi mesi. Il giornale della politica italiana è, anche, competitor di queste testate (tv e giornali, pure nella differenza dei mezzi) ma ciò non ci impedisce di vedere il vulnus (questo sì) per la nostra democrazia che deriverebbe da una loro eventuale chiusura (parliamo almeno dei grandi quotidiani come l’Unità, Libero, Europa, che sono giornali “veri” e hanno un ruolo fondamentale per l’informazione nel nostro Paese) nonché le centinaia di posti di lavoro a rischio che non possono non suscitare quanto meno l’attenzione di tutti. il Politico.it ne trae anche una lezione politica: perché nel caso della (seconda) televisione del Partito Democratico ciò che emerge è la solita filosofia dalemiana del fine che giustifica i mezzi (di cui non importa granché), in tutti i campi. E che in questo caso lambisce anche i confini dell’ipocrisia, il tutto, va ribadito, a danno (anche morale) di (nello specifico) una cinquantina tra persone a contratto a tempo indeterminato, tecnici, collaboratori. Oltre che dei loro ascoltatori. Che, in una piccola parte, sono anche i nostri. Per tutti, ecco il pezzo di Adinolfi.            Read more

Diario politico. Fini risponde a Berlusconi “No, magistrati non devono vergognarsi” Bertolaso, Pd: “E’ delirio di onnipotenza”

febbraio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Il presidente della Camera prende le distanze dal premier e offre il suo punto di vista (istituzionale) sui pm delle indagini sulla Prote- zione civile (a proposito, che fine ha fatto Schifani?). Nondimeno «essere inizialmente arrestati – specifica – non significa essere delinquenti: lo accerteranno». L’ex leader di An parla anche di riforme: «Al lavoro subito dopo le Regionali». Ma Bersani: «Quelle economiche vanno fatte subito, c’è un Paese (in crisi) che aspetta». Poi vi rendiamo conto degli ultimi sviluppi dell’inchiesta che coinvolge il sottosegretario. Che insiste: «Non me ne vado perché se lo faccio qualcuno deve sostituirmi per gestire queste situazioni di emergenza», e l’Italia non reggerebbe il colpo (si legge tra le righe). L’opposizione attacca. Il racconto. Read more

Barack rilancia così la riforma della sanità “Copertura per 31 milioni cittadini in più”

febbraio 22, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Approvata in testi diversi nei due rami del Congres- so, la proposta originale rischiava di arenarsi anche in ragione del “colpaccio” repubblicano nel Massa- chusetts, dove i Democratici hanno perso lo storico seggio dei Kennedy e, con esso, la maggioranza qualificata al Senato. Di qui la necessità di accontentare l’ala più moderata dei progressisti e anche di avviare un dialogo con il Grand Old Party. Il risultato è questo nuovo piano che consentirà, tra l’altro – e qui Obama strizza l’occhiolino alla destra – di risparmiare 100 miliardi di dollari in dieci anni. Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Legge elettorale, Fini: “Sì al Mattarellum” E NOI? il Politico.it è pronto a sostenerlo Ma nel Pdl si punta su status quo (FOTO)

febbraio 22, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il bipolarismo è morto? E, comun- que, verso quale prospettiva ten- dono le forze oggi in campo e i loro leader? Seconda puntata dell’inchiesta del giornale della politica italiana sulla (possibile) evoluzione della nostra politica. Ovvero, Terza Repubblica. (Prima e) dopo Berlusconi. Pietro Salvatori ci racconta oggi dell’aria che tira a destra. Dove le ragioni che portarono al concepimento del cosiddetto Porcellum di Calderoli permangono, con qualche distinguo. Quagliariello è incaricato di ragionarci su con il Pd la cui attuale maggioranza spinge – con e per l’Udc – per il proporzionale alla tedesca. «Bipolarismo sì bipartitismo no», dicono al Nazareno, ma la verità è che i dalemiani divergono decisamente dalla prosecuzione del percorso degli ultimi quindici anni. In questo quadro, il presidente della Camera rigioca la carta del sistema che meglio di tutti, probabilmente, garantisce l’equilibrio tra il riconoscimento delle nostre peculiarità (politiche e culturali) e la doverosa, diremmo, necessità della semplificazione (favorita dall’attuale conformazione) e della governabilità, mettendo a sistema (appunto) maggioritario e proporzionale. Il giornale della politica italiana sostiene questa linea. In attesa di sviluppi, eccocosa si muove a destra. Read more

Obama nomina neo-ambasciatore in Siria E anche la Chiesa si mobilita per l’area FOTO: Barack prega (e lavora) per Pace

febbraio 21, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Ieri l’udienza, storica, tra il premier libanese Hariri e Benedetto XVI. Sul dialogo interreligioso. Perché il Libano è contemporaneamente chiave, cuneo – per l’influenza siriana e il peso degli estremisti di Hezbollah – e fucina (in pectore) della pace, appunto, in Medioriente. Attraverso proprio la fusione, in sé – e i contrasti – tra cristiani maroniti, musulmani sciiti e sunniti. E’ per questo che la mossa del presidente americano – gli Stati Uniti avevano richiamato l’ultimo ambasciatore nei giorni dell’omicidio, di matrice siriana, dell’Hariri primo ministro del Libano di allora, padre di Saad – potrebbe spalancare prospettive insperate. La Siria è considerata da molti l’attore decisivo per la risoluzione dei conflitti e l’apertura di spiragli anche globali. Per la sua (attuale) “alleanza” con l’Iran, la sua influenza sul Libano, appunto, e i rapporti di quest’ultimo con Israele. E in quanto Paese arabo moderato (in ri-divenire). Il giornale della politica italiana, in prima fila nel racconto del Medioriente con le sue grandi firme specializzate, vi riferisce di queste giornate che potrebbero avere (avuto) un ruolo-chiave per sbloc- care. Ce le racconta Désirée Rosadi. Read more

Il rigore (a sinistra) invocato da Guzzanti De Luca simbolo del Pd che può imporsi? Con ritratto dello Sceriffo firmato Sarubbi

febbraio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

C’è una differenza tra bontà e buonismo, tra rispetto e passività. C’è una differenza tra la sinistra di oggi e quella di un tempo, scrive l’ex vicedirettore de “il Giornale” sul giornale della politica italiana. E questa differenza è data dalla mancanza, oggi – è l’opinione di Guzzanti – di rigore. Rigore personale, delle nuove generazioni di sinistra cresciute con riferimenti troppo deboli, a partire, scrive Guzzanti, dalla «ricotta pasoliniana». Ma anche rigore politico, quello che manca perché si possano coniugare le idee del centrosinistra e il bene del Paese, e anche perché tutto questo sia possibile in quanto quelle idee, appunto, attecchiscano nella società, siano premianti elettoralmente. C’è un candidato che emerge in questa campagna elettorale per le Regionali. Un candidato governatore – della Campania – che non mette d’accordo nessuno, a sinistra. Ma sembra mettere d’accordo gli elettori. E la ragione, dietro l’immagine (e i modi) dello Sceriffo, è una capacità amministrativa indiscussa, che ne ha fatto uno dei sindaci più popolari d’Italia. Una capacità che si ricollega a quei modi, che ne sono poi la proiezione, attraverso il rigore. Appunto. Rigore nel fare sicurezza sul territorio, ad esempio. Rigore nel portare fino in fondo le istanze – di sinistra – con cui si parte. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, parte svantaggiato in una regione in cui proprio quella mancanza di rigore ha toccato l’apice dei propri effetti negativi producendo (i ritardi nello smaltimento) dei rifiuti a Napoli e la melassa della sanità. Ma qualcuno comincia a pensare che lo Sceriffo ce la possa fare. E chissà che dall’eventuale rimonta di Napoli non possa cominciare anche una nuova stagione per il centrosinistra. All’insegna del rigore. Nell’interesse del Paese. Ci racconta la figura di De Luca il deputato del Partito Democratico.            Read more

Il (secondo) anno di governo Berlusconi Ecco tutti i provvedimenti dell’esecutivo FOTO: il premier si “rilegge” su il Politico.it (stampato)

febbraio 20, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il giornale della politica italiana è il giornale dell’onestà e della responsabilità. Com’è nei suoi doveri, il Politico.it non manca di svolgere il proprio ruolo di “sentinella” (incalzante) del potere, ma lo fa con la massima limpidezza e, soprattutto, sulla base dei fatti. I nostri lettori lo sanno bene: si può leggere questo giornale con la (relativa) tranquillità di chi sa di potersi aspettare una trasparente, sincera ricerca della verità. In questo quadro il giornale della politica italiana torna a proporvi uno dei suoi must: il racconto dell’azione di governo attraverso il racconto dei fatti, appunto. Il pezzo di Luca Lena che state per leggere riproduce tutte le decisioni prese dell’esecutivo negli ultimi dodici mesi, descrivendole nel dettaglio e portando le contestazioni che ne sono venute, dall’opposizione e non solo. Uno strumento di lavoro imperdibile per chi vuole orientarsi nel giudizio sul Berlusconi IV, finalmente trovando un quadro chiaro e non la successione disordinata e decontestualizzata del racconto (pure, ovviamente, fondamentale) giorno per giorno. il Politico.it assolve al proprio ruolo di punto di riferimento della nostra politica e offre agli addetti ai lavori questo documento – che si aggiunge a quello su primi dodici mesi – sul- l’azione di governo. Buona consultazione. E lettura. E buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

L’editoriale. Quindicennio, è l’inizio della fine di Franco Laratta

febbraio 20, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Nel solco della tradizione dei gran- di quotidiani americani, già battuto nei giorni delle primarie per la segreteria del Partito Democratico in cui il Politico.it fece il suo endorsement e poi diede spazio anche ad opinioni differenti, il giornale della politica italiana propone quasi ogni giorno editoriali che non necessariamente rappresentano la linea del giornale. Ma sono contributi autorevoli al dibattito pubblico della nostra politica che sempre più si svolge in primo luogo su queste colonne. Quello di oggi è firmato dal grande giornalista e scrittore calabrese, nonché deputato Democratico, e parla della crisi, morale, di consenso e diremmo “istituzionale” (ovvero non solo nell’immediata – mancata – approvazione da parte dei cittadini bensì anche proprio nell’incapacità di assolvere alla propria funzione al di là di ogni più o meno fondato consenso contingente) della nostra politica e in particolare di quella metà – traversale – che governa il Paese ai suoi diversi livelli, a cominciare naturalmente da quello, dominante, di Palazzo Chigi. L’interpretazione è che tutto questo, la corruzione, il crollo nei sondaggi, la difficoltà montante siano i se- gnali che questo quindicennio sta finendo. Sentiamo. Read more

Domanda: Bertolaso finge o fa sul serio? “Se arriva terremoto chi spala, Bersani?” E il segretario Pd gli “cala” le foto del ’66

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Ero a Firenze, volontario, a spalare fango dopo la terribile alluvione. Avevo 16 anni». Risponde così, e producendo l’immagine che vedete (in cui Bersani è il ragazzo che muove la carriola, con i capelli neri e il maglione scuro a destra), l’ex ministro del governo Prodi al capo della Protezione civile che con una battuta tradisce ancora una volta la concezione che ha di sé e del proprio ruolo: quello di vero e proprio salvatore (unico) della Patria, insostituibile risolutore di problemi. Da cui discendono la pretesa che i giu- dici comunicassero a lui, Bertolaso, nel corso dell’indagine (quando tutto era secretato e anche considerato che lo stesso sottosegretario era, o sarebbe stato indagato) dell’intercettazione in cui i due “sciacalli” si leccavano le dita per il terremoto de L’Aquila; da cui discende che la Protezione civile debba agire sempre in regime di “grande deroga” – ovvero, tutto è permesso, perché tutto è possibile – e magari senza controlli, per «fare presto»; da cui discende un (successivo) rapporto diretto con il popolo, di cui fa parte anche il culto dell’immagine e della personalità ben rappresentato dalla scelta di indossare sempre la «tuta della Nazionale», come la chiama efficacemente Marco Travaglio, che rischia di avviarci su strade magari già battute ma sempre sconosciute (e a strapiombo). In questo quadro, la domanda assume un significato rilevante. In attesa di darci una risposta, ci racconta questa storia Stefano Catone. Read more

***Cronaca parlamentare***
SE GLI SCIACALLI SIAMO NOI
di ANDREA SARUBBI*

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E dopo le parole di Fini, entriamo nella discussione di oggi a Montecitorio con il nostro deputato del Partito Democratico. Il titolo è “dedicato” a Cicchitto, che epiteta il centrosinistra per essersi «accanito» su Bertolaso. Poi Sarubbi analizza la vicenda citando Donadi e Tabacci. Due dati su tutti: nell’era dell’attuale capo della Protezione civile lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte contro le 10 volte del decennio – decennio – precedente; le casette sostitutive de L’Aquila (in tutti i sensi) sono state pagate 2800 euro a metro quadro, come dei veri e proprio appartamenti: un altro segno di come non si sia badato a spese, tutto da verificare a vantaggio di chi. Ma sentiamo, dalla bella penna dell’ex giornalista Rai, per il giornale della politica italiana, com’è andata la discussione alla Camera. Read more

“Grande deroga”, ora vince la parte sana Passa dl normalizzato. E Fini: ‘Sì a regole’

febbraio 19, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La Camera ha appena approvato il decreto sulla Protezione civile che non contiene più la norma che costituiva la macchina “col motore truccato” della Spa del nostro pronto intervento nazionale e tanto meno l’immunità per i vertici della Protezione coinvolti (oggi o domani) in qualche inchiesta. Merito dell’opposizione ma anche di quella parte di maggioranza che fa riferimento al presidente della Camera. Che dopo avere anche evitato che il governo ponesse la fiducia sul provvedimento, consentendo così la discussione in aula, torna, proprio da L’Aquila, sul tema delle procedure e dei controlli: «Realizzare grandi opere in tempi rapidi ma sempre nel supremo rispetto della legge: si può fare». Il servizio di Carosella. Read more

Udc salva (Provincia) Caserta da camorra Cosentino si dimette da sottosegretario VIGNETTA: Di Pietro “trangugia” De Luca

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il plenipotenziario Pdl in Campania, che lascia anche la guida del partito nella regione, vittima di uno scambio (per una volta virtuoso) tra Cesa e Berlusconi: in cambio dell’appoggio dei centristi a Caldoro nella corsa alla presidenza, il premier accetta di sostenere il candidato Udc nella terra dei Casalesi (e di Cosentino). Quei Casalesi con cui l’ormai ex sottosegretario è accusato di intrattenere rapporti, e nella cui terra, appunto, avrebbe voluto imporre, ancora, un proprio uomo. Di qui le dimissio- ni: richieste, peraltro, da tutto il centrosinistra nel momento in cui Cosentino fu sottoposto ad indagini per associazione camorristica. Tutto questo nella (grande) regione in cui il Pd, per tentare una difficile rimonta, dopo il caso dei rifiuti e la cattiva gestione – finale – di Bassolino, punta su un candidato border line, per loro, come quel sindaco di Salerno che – rinviato a giudizio per reati connessi, risponde il diretto interessato, alla salvaguardia dei posti di lavoro di centinaia di persone – dice di ispirarsi alla «destra europea». Da cui, tra l’altro, l’atto-simbolo del sindaco Sceriffo, come viene chiamato: la scelta di guidare personalmente, in strada, alcune retate contro immigrati irregolari. Il servizio sulle dimissioni di Cosentino è di Carosella. Read more

Bertolaso, se Silvio sente odore del voto “Duri su corruzione. Chi sbaglia va fuori”

febbraio 18, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il presidente del Consiglio, lo sappiamo bene, è il più grande comunicatore del nostro Paese. Avvertito il pericolo che lo scandalo potesse danneggiare il centrodestra in vista delle Regionali, dopo avere respinto le dimissioni di Bertolaso – e oggi difeso Letta, su cui calano ombre: vi raccontiamo – si fa ora carico di una visione “morale” della politica per cui «chi viene “beccato” non può pretendere di restare in nessun movimento politico». Ovvero, anche, deve dimettersi dai propri incarichi. (Dicevamo di) Letta, dunque. Intanto vengono smentite le sue assicurazioni su come gli “sciacalli” non avessero avuto ruoli nella ricostruzione de L’Aquila: ci sono, purtroppo, eccome. E poi un paio di intercettazioni lo coinvolgono a sua volta nel caso. Ci pensa ancora una volta il premier a rilanciare: «Piena fiducia in lui. Sia (il prossimo) presidente della Repubblica. Io senatore a vita». Ci racconta tutto Stefano Catone. Read more

Diario politico. Dilaga corruzione: è +229% Bertolaso tira dritto. Il procuratore lascia

febbraio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. E’ la Corte dei conti a rivelarlo: in un anno le denunce sono più che raddoppiate, e anche per la concussione il balzo è del 150%. Si inserisce in questo contesto lo scandalo di questi giorni, rispetto al quale persone diverse danno risposte diverse: il sottosegretario rimane al suo posto, dopo – a onor del vero – l’atto iniziale di dimettersi e l’altolà di Berlusconi, rispetto al quale titolammo su come “destra&dimissioni” non andassero d’accordo; Achille Toro, procuratore aggiunto di Roma, indagato perché il figlio avrebbe passato informazioni sull’inchiesta ad uno degli imprenditori coinvolti, decide di lasciare. Il racconto. Read more

L’inchiesta. Bipolarismo (e 2nd Rep.), verso la fine? Quale futuro/1

febbraio 17, 2010 by Redazione · 2 Comments 

Il giornale della politica italiana è l’unico grande quotidiano in grado di dare un ordine alla propria narrazione, di seguire un filo logico nel proprio racconto quotidiano, appunto (e non solo). Così, dopo aver avviato l’inchiesta – che proseguirà nei prossimi giorni – sulla possibile (ri)nascita del partito unico del centrosinistra, un corrispettivo italiano di quel Partito democratico americano che abbisogna tuttavia – e insieme contribuirebbe a (ri)fondare (a sua volta) – un bipolarismo compiuto (almeno tendenzialmente), cerchiamo di capire se ce ne sono le condizioni, ovvero se il sistema istituzionale – e i protagonisti di oggi, insieme ai loro leader – possono tendere verso questo o, comunque, a cosa tendono. Nei giorni in cui un possibile nuovo “tappo”, dopo quello del ’92, sta per saltare – per usare le parole del direttore Paolo Mieli – quando un Berlusconi che – lo scriveva ieri Paolo Guzzanti su questo giornale – non accenna, al di là di sondaggi che rivelano contingenze più o meno positive, a vedere esaurito il proprio successo, tuttavia si avvia naturalmente verso la conclusione del proprio percorso politico (ha 73 anni!), il giornale della politica italiana si assume la sua responsabilità di punto di riferimento della nostra politica e cerca di anticipare cosa potrà accadere. Per capire. La firma della serie, che comincia con questa introduzione e proseguirà, intrecciandosi all’inchiesta sul centrosinistra, nei prossimi giorni, è di Pietro Salvatori. Buona lettura e buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

Sondaggio Crespi, crolla fiducia in governo. Berlusconi tiene. Su il Pd

febbraio 17, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Effettuato nelle ore dell’esplosione dello scandalo che ha coinvolto (naturalmente con responsabilità effettive tutte da verificare) oltre ad alti dirigenti della Protezione civile e Bertolaso (che sarà un tecnico ma, come ammette lui stesso, è stato anche uno dei principali motori di consenso del centrodestra) anche esponenti di spicco del Popolo della Libertà (su tutti il coordinatore Verdini), l’ultima rilevazione di Crespi Ricerche sul giornale della politica italiana mostra gli effetti sulla fiducia del Paese nei confronti dell’esecutivo, che perde 3 punti percentuali passando dal 54% del mese scorso al 51 di oggi (record negativo da ottobre), in cui si salva però il premier, che rimane sui suoi livelli (60%; si parla sempre di tasso di fiducia, ovvero la percentuale di italiani che danno un voto positivo, superiore al 6 politico, in tutti i sensi a questo giro). Per ciò che riguarda invece le intenzioni di voto (e qui si tratta di consensi veri e propri, quelli che si traducono in percentuali di voto, appunto, alle elezioni), i Democratici, di nuovo al 28%, rosicchiano 1,3% al partito di Berlusconi. Ecco le tabelle. Read more

Diario politico. Bertolaso: ‘Io vado avanti’ Immigrazione, Fini: ‘Ok Maroni. Mio ruolo’

febbraio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

La nota politica quotidiana de il Politico.it. La prima firma è Carmine Finelli. Audizione del capo della Protezione civile alla Camera. Il sottosegretario “prende atto” che il governo gli respinge le dimissioni e resta al suo posto. Vi rendiamo conto delle parole di Bertolaso e delle reazioni della politica italiana. Il presidente della Camera si compiace del passo indietro della Lega di cui vi abbiamo raccontato ieri, di fronte alla proposta di Salvini di effettuare “rastrellamenti” ai danni degli immigrati a Milano, dopo i fatti di via Padova, rivendicando una parte del merito. Oggi è stato il giorno della presentazione delle tre candidature femminili alla guida di Regione da parte del centrodestra: Polverini nel Lazio, Faenza in Toscana, Modena in Emilia-Romagna (non è un gioco – di parole – geografico). Berlusconi: «Elezioni nazionali, necessaria una scelta di campo. Tra noi e la sinistra differenze antropologiche». Il racconto. Read more

L’editoriale. Lettera-provocazione ai lettori di sinistra di P. Guzzanti

febbraio 16, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Che cos’è la sinistra (e cosa, inve- ce, il sinistrese). Perché è di sini- stra un rigore che manca totalmente alla cultura della sinistra del nostro Paese. Con questo nuovo grande articolo per il giornale della politica italiana, l’ex vicedirettore de “il Giornale” e deputato del Partito liberale italiano si rivolge ai nostri lettori progressisti, sferzandoli. «Siete voi la vera causa del successo, non ancora esaurito, di Berlusconi», scrive Guzzanti, che parla di meritocrazia e progresso, invitando tutti ad una riflessione. Che facciamo ora, insieme, leggendo questo nuovo pezzo del grande intellettuale liberale. Buona politica sul giornale della politica italiana. Read more

L’intervento. E’ una nuova Tangentopoli di Massimo Donadi

febbraio 16, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il capogruppo alla Camera dell’Ita- lia dei Valori risponde a Gianfranco Fini che ieri aveva respinto il paragone tra i casi di corruzione emersi in queste ore e le tangenti ai partiti del ’92. Seguito poi dal premier che, preoccupato per i possibili contraccolpi in vista delle Regionali, ha dato ordine ai suoi di gettare acqua sul fuoco dei confronti col passato. Lo fa sul giornale della politica italiana. Ascoltiamo. Read more

Fini: quelli di oggi ‘più ladri’ di Craxi e co. “Rubano per sé”. Salta Protez. civile Spa

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

«Chi ruba resta un ladro, ma Tangentopoli fu diversa: si sostenevano i costi della politica». Il presidente della Camera annuncia poi il ritiro del dl che avrebbe trasformato il nostro “pronto intervento nazionale” in una società per azioni. In mattinata il no alla conversione da parte della Lega. Bossi: «Sbagliato rinunciare ai controlli». Ascoltato dai giudici, nell’ambito dell’inchiesta sulla Protezione civile, anche il coordinatore Pdl Verdini. Matteoli, che come lui compare in una intercettazione: «Sono estraneo». Il servizio di Francesco Carosella.         Read more

“Italia” difende rappresaglia di Gheddafi Libia off limits a europei: ‘Colpa Svizzera’

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Rimandati a casa tre italiani, da oggi non sarà più possibile “sbarcare” a Tripoli. Motivo? Gli elvetici stilano una black list composta da 188 personalità libiche tra cui il colonnello. Ma tutto nasce con l’arresto del figlio di Gheddafi nel 2008 e il conseguente “blocco” in Libia di due uomini di affari svizzeri. Insomma, da parte della Libia una vera e propria ritorsione. E l’Italia che fa? Sta dalla parte del colonnello, naturalmente. Frattini: «L’Ue verifichi la correttezza della Svizzera». Il servizio di Carosella. Read more

Napoli, finiana, una vita contro le mafie “Pdl frena protocollo candidature pulite” E su Gasparri: “Difende le collusioni”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Proposto da Pisanu in Antimafia, sostenuto dalla deputata ex An e dall’altro finiano Fabio Granata, dal centrosinistra e dalla Lega, ha trovato l’opposizione del partito del premier. E del governo. Cruciale a poche settimane dalla chiusura delle liste per le Regionali, prevede che non si possano mettere in campo candidati anche solo rinviati a giudizio e non necessariamente già condannati. La Commissione si riunisce in queste ore a Reggio Calabria e Angela Napoli spera ancora che il “suo” centrodestra possa fare un passo indietro e non tradire più la (sua) battaglia di tutta una vita. In questa intervista al giornale della politica italiana, la deputata Pdl spiega perché è importante approvare quel codice e ci racconta a che punto è la nostra battaglia contro la criminalità organizzata. E sulla giustizia chiarisce: «No al processo breve». L’ha sentita Ginevra Baffigo.

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Lega&immigrati, passo indietro (realista) Bossi (con Maroni): “No ai rastrellamenti”

febbraio 15, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Sabato sera via Padova, a Milano, si trasforma nel teatro di una guerriglia urbana tra stranieri ghettizzati. Ieri la Moratti invoca un intervento del governo attraverso un incremento delle forze dell’ordine. Stamattina Salvini va oltre: «Andiamo a prendere gli stranieri casa per casa». Un’”idea” che evoca brutti ricordi, ben definiti dalla parola scelta dal leader leghista per descrivere la proposta del consigliere milanese e rispedirla al mittente. E il ministro dell’Interno: «Cambiare modello di integrazione: in futuro mai più un quartiere un’etnia». La Lega del governo, dunque, si fa Lega di governo e con realismo appunto – non si pretenda, per ora, di più – cambia decisamente punto di vista sull’immigrazione. Tra una brutta giornata (quella di sabato nel capoluogo lombardo) e brutte parole (quelle di stamane), finalmente un raggio di sole. Ci racconta tutto, Stefano Catone. Read more

Il caso Bachelet/2. E’ “soltanto” un calcolo politico di Gad Lerner

febbraio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

E dopo il commento di Sarubbi, ecco l’opinione del conduttore de L’Infedele, sul caso, di oggi, della cancellazione di “A sua immagine” per non “violare” la par condicio (?) attraverso la messa in onda di un’intervista a Giovanni Bachelet, parlamentare Democratico, figlio di Vittorio protagonista della puntata. «Il tutto è volto solo ad imbavagliare le trasmissioni scomode e perpetuare la disinformazione dei tg durante la campagna elettorale». Sentiamo. Read more

Il caso Bachelet/1. Se tutto è politica italiana di Andrea Sarubbi

febbraio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

In ossequio ad una (strana) par condicio (?), dopo l’approvazione del regolamento che cancella i programmi politici dalla Rai nell’ultimo mese prima delle Regionali, il servizio pubblico decide di non mandare in onda la puntata di “A sua immagine” in programma per oggi, perché dedicata alla memoria di Vittorio Bachelet – insigne giurista e vicepresidente del Csm assassinato dalle Br – il cui figlio, Giovanni, intervistato per l’occasione, è deputato del Pd. Il giornale della politica italiana, senza togliere spazio (solo per oggi) allo speciale sul cinema, tuttavia non viene meno al proprio dovere di raccontarvi cosa accade nella nostra politica – specie di questa rilevanza, e gravità – e vi propone i due commenti, sulla vicenda, di Gad Lerner e Andrea Sarubbi. Qui il parlamentare Democratico, che di “A sua immagine”, tra l’altro, è stato il conduttore storico. Sentiamo. Read more

Capolavoro Diritti su Marzabotto L’uomo che verrà. Ulivieri stronca

febbraio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Racconto della vita quotidiana dei contadini di Monte Sole, sull’Appen- nino bolognese, gli ultimi giorni prima della strage perpetrata dai nazisti. Un film lieve (per quanto possibile), poetico, da vedere. Il nostro critico però non l’ha amato, e ci spiega perché.

Tra i motivi, l’incapacità del cinema italiano di uscire dalla sua dimensione neorealista, che lo ha fatto grande ma, secondo Ulivieri, lo tiene ancorato al passato. Read more

Ulivieri: “Film su sesso soldi cibi innamoramento”. E’ Soul Kitchen

febbraio 13, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Fatih Akin ambienta a Berlino que- sta storia che al nostro critico ricorda The Blues Brothers, e che – uscito ormai da qualche tempo nei cinema italiani – si trova ancora nelle sale e Ulivieri vi consiglia. Un altro film da vedere, in questo sabato su il Politico.it. Buona visione. Read more

Quelle agghiaccianti “risate nella notte” Letta: “Nessuno speculatore a L’Aquila”

febbraio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con il suo carico di autorevolezza, interviene sul caso Bertolaso e sulle intercettazioni che hanno portato alla luce il (tentato) sciacallaggio sul terremoto. «Nessuno di loro ha avuto e avrà mai un solo euro», assicura Letta. Poi il più spendibile tra i nomi del centrodestra per la successione a Giorgio Napolita- no nel 2013 dice la sua sul capo della Protezione civile: «Si tratta di una persona straordinaria. Per lui un pensiero di solidarietà e affetto». Stefano Catone. Read more

***L’intervento***
LOIERO PUO’ VINCERE! NONOSTANTE TUTTO
di FRANCO LARATTA*

febbraio 12, 2010 by Redazione · 1 Comment 

Il deputato del Partito Democratico e faro del centrosinistra calabrese scrive a il Politico.it per dare il proprio placet alla ricandidatura del combattivo presidente uscente alla guida della Regione. Loiero che Laratta aveva anche aspramente criticato, e del quale continua anche qui a sottolineare quelli che considera i limiti (in primo luogo un eccessivo protagonismo che gli impedirebbe, tra l’altro, di aprire ad un rinnovamento della classe dirigente) ma che – scrive – «è il più bravo di tutti gli altri, non soltanto perché gli altri sono peggiori». Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del confronto pubblico della nostra politica. Ed è qui che si giocano le partite decisive anche in vista delle Regionali. Come in questo caso. Ascoltiamo.            Read more

Genchi: ‘Piazza Duomo fu una montatura’ 7 dubbi (capitali) su aggressione premier FOTO: ecco il souvenir “incriminato”

febbraio 12, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il consulente informatico delle Procure, oggi vicino a Italia dei Valori, rilancia l’accusa. Una teoria, quella del complotto – che sarebbe stato ordito da Berlu- sconi stesso per uscire dall’angolo in un momento di difficoltà: una ripresa che poi, effettivamente, ci fu – che non ha mai smesso di circolare sul web, tra video, inchieste, sospetti. E oggi il giornale della politica italiana ve la racconta (senza condividerla). Con Attilio Ievolella. Buona lettura. Read more

Futuro centrosinistra/1. Ceccanti: “Sì al partito unico” di G. Baffigo

febbraio 11, 2010 by Redazione · Commenti disabilitati 

Il plebiscito per Vendola in Puglia, l’adesione incondizionata alla candidatura della Bonino nel Lazio. Leader del centrosinistra non “iscritti” al Partito Democratico incoronati dagli elettori del Pd di cui divengono in qualche modo parte de facto. Lo ha scritto per primo il Politico.it, seguito da Europa e dal Foglio: il “Laboratorio Puglia” – concepito da D’Alema per rifondare il centro-sinistra col trattino – si rivolta contro i suoi fautori trasformandosi nel possibile, primo vero atto di nascita del Partito Democratico nella sua versione originale, quel corrispettivo italiano del Partito Democratico americano che contenga in sé tutti i riformismi. Il giornale della politica italiana ospita a partire da oggi un grande confronto tra le diverse anime progressiste. Sentiremo esponenti di tutte le forze che vanno da Rutelli a Vendola, appunto. Per capire. Se questo comune sentire del «popolo del centrosinistra» possa dare luogo davvero all’unità. La prima intervista, di Ginevra Baffigo, è con il senatore veltroniano del Pd. Buona lettura. E buona politica con il giornale della politica italiana. Read more

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