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***L’editoriale***
VOGLIA DI CAMBIAMENTO
di ALDO TORCHIARO

gennaio 29, 2010 di Redazione 

Il giornale della politica italiana è il luogo privilegiato del dibattito pubblico della nostra politica. E’ su il Politico.it che, oltre ai protagonisti stessi della politica italiana, le maggiori firme del giornalismo politico del nostro Paese si alternano nel porre temi al centro del confronto, svolgere analisi, in molti casi anticipare ciò che potrà accadere. Questo giornale ha lo sguardo rivolto al futuro. Ed è in chiave prospettica il pezzo di oggi del volto di Red e grande firma di E Polis e de il Politico.it, che a partire dal rapporto Eurispes presentato stamane sul legame tra cittadini e politica, che rivela come gli italiani desiderino una classe dirigente nuova, ci segnala come anche nella nostra politica stessa, forse per assimilazione (o per istinto di sopravvivenza), emer- ga una tensione al cambiamento, a rivoluzionare l’attuale assetto del sistema dei partiti. Ecco come.

Nella foto, Aldo Torchiaro

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di ALDO TORCHIARO

Il Rapporto Italia che Eurispes ha presentato oggi a Roma inquadra la relazione che abbiamo con la politica. Una fotografia in bianco e nero: gli italiani apprezzano le istituzioni, ma non credono nei partiti. Hanno fiducia nel governo, quello centrale e ancor più quelli cittadini, ma non credono molto nei governanti. Confidano nelle riforme, contenuti ineliminabili dell’agire politico, ma diffidano molto dei contenitori. Almeno di quelli a oggi presenti. Le pagine di questa disamina concordano su un punto: gli italiani sembrano pronti a sostenere una classe dirigente diversa da quella di oggi; tutti, di destra e di sinistra, vivono aspettando il Godot di una nuova leva. In vista delle Regionali la necessità di mettere in campo nuovi protagonisti incentiva la tentazione di fecondare nuovi soggetti. La straordinaria popolarità di Nichi Vendola in Puglia e di Roberto Formigoni in Lombardia non si riassumono con l’adesione a uno schieramento. Viceversa, ne sono estranei al punto di incarnare quasi un partito a sé. “Solo contro tutti” è stato lo slogan che ha fatto vincere Vendola, appunto contro tutti i dirigenti dei partiti del centrosinistra. Il partito di Rutelli, ad oggi solo un simpatico simbolo con due api e un fiore, è nato per rompere gli schemi e ripartire con un nuovo centro liberaldemocratico. C’è Italia dei Valori che va a congresso la settimana prossima, con il fantasma di una scissione che la sdoppi per svecchiarla. E non passa giorno senza che non si ipotizzi, nel Pdl, la nascita di nuovi soggetti. Il partito di Fini ogni tanto prende anche forma, come iperbole di FareFuturo, poi si rimanda. C’è chi preannuncia la nascita in grande stile di una “Lega del Sud”, sempre sotto l’ala protettrice del Cavaliere; chi – come il sottosegretario Giro – vaticina la rifondazione di una forza cattolica liberale. Mancava all’appello, a sinistra, l’idea di rifondare l’Ulivo. L’ha avuta ieri Sergio Chiamparino, sindaco torinese ancora per un anno. Poi, fa capire, si impegnerà per organizzare una nuova sigla, una “cosa tre” che rianimi la sinistra e la porti da Vendola alla Bonino. Si aggiunge l’auspicio del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, che anela ad una nuova generazione, una nuova classe di politici cattolici. Il sogno di tutti, a quanto pare, è che si ridisegni la politica italiana nel suo complesso, che si disarmino le opposte fazioni e ci si rimbocchi le maniche davvero. Nessuno stia più a guardare.

ALDO TORCHIARO

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