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Si dimette primo sindaco Bologna non ex Pci. Delbono, indagato: “Rispetto storia” FOTO: Cinzia, protagonista del sexgate

gennaio 25, 2010 di Redazione 

Sarà sicuramente un caso. In altre parti del nostro Paese la giustizia raggiunge anche esponenti di quella storia politica, suo malgrado. E nella stessa “rossa” Emilia ci sono le vicende legate ad Unipol e a Consorte, a fare da triste spartiacque. E tuttavia che un primo cittadino della “capitale” della “riserva indiana” in cui, a detta di Bersani, il centrodestra starebbe cercando di confinare oggi il Pd e con lui la tradizione della sinistra post-comunista italiana, oggi riunita con le altre, fosse costretto a dimettersi per consentire alla magistratura di «fare chiarezza» senza «coinvolgere la città», non era mai capitato. Capita oggi appunto con l’ex Margherita e vicino a Romano Prodi ex vicepresidente della Regione, sussurrato già nella campagna elettorale che risale solo alla primavera-estate scorsa, quando il suo competitor Cazzola fece provocatoriamente e polemicamente il nome di «Cinzia». Ma chi è Cinzia? Ce lo racconta Stefano Catone.

Nella foto, Cinzia Cracchi, ex fidanzata di Delbono

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di Stefano CATONE

Cinque ore è durato l’interrogatorio al quale Flavio Delbono, sindaco di Bologna, è stato sottoposto sabato, indagato per abuso d’ufficio, peculato e truffa aggravata. Delbono, sempre nella giornata di sabato, disse che non si sarebbe dimesso neppure se rinviato a giudizio. Oggi, invece, la doccia gelata: davanti al Consiglio comunale, il primo cittadino annuncia che, “per rispetto della storia di Bologna, fatta di senso civico”, rassegnerà le proprie dimissioni, così da potersi difendere in Tribunale senza che vi siano ricadute sulla guida della città.

“Le porto i saluti di Cinzia…”. Così, già durante la campagna elettorale, si affacciò sulla politica bolognese il Cinzia-gate, con le parole provocatorie pronunciate dall’avversario di allora, Alfredo Cazzola. Si vocifera dei viaggi – e dei relativi rimborsi spese – dell’ex vice Presidente della Regione accompagnato da questa donna, con la quale intratteneva una relazione sentimentale.

Poi ci fu la vittoria di Delbono, e il tutto passò in secondo piano, come dimostra il ritiro delle reciproche querele e l’archiviazione del caso.

A fine dicembre la riapertura del caso. E allora si scoprono rimborsi spese, diarie e uno o due bancomat. I fatti su cui i magistrati stanno indagando riguardano missioni svolte dal primo cittadino a Pechino, New York, Gerusalemme, Parigi, Praga, Santo Domingo e Città del Messico. Sopratutto su quest’ultima trasferta si addensano i dubbi. Cinzia Cracchi era stata esplicita: “E’ stata proprio una vacanza, pagata con che soldi non lo so”. Delbono, da subito, si è difeso parlando di un “errore di ufficio, che ha prodotto un rimborso a mio favore, non dovuto, di 400 euro”, smentendo di aver partecipato ad un convegno a Città del Messico, per il quale avrebbe dovuto ricevere tale rimborso. Annullato il convegno, la missione si sarebbe trasformata in un soggiorno, a spese dei viaggiatori.

La questione dei bancomat è più complicata: un bancomat, intestato a Mirko Divani, consulente del Cup, era stato reso disponibile a Cinzia Cracchi. “Sul conto – spiega Delbono – erano presenti soldi miei, dati al titolare di quel conto come anticipazione per l’acquisto di una casa. Acquisto che poi non si è concretizzato”. Le indagini stanno considerando anche un secondo bancomat, intestato alla Regione, con lo scopo di appurare se sia stato usato per spese di carattere privato.

Delbono, annunciando le sue dimissioni, ha sottolineato che queste ultime avverranno nei tempi e nei modi più opportuni per garantire l’interesse della città, probabilmente in seguito al passaggio in Consiglio comunale del bilancio 2010.

Cinzia Cracchi, intervista da Repubblica Tv, è laconica: “Penso che Delbono abbia fatto il meglio per la città dimettendosi. Questo non era un mio obiettivo, la mia intenzione era quella di riavere il mio lavoro. Delbono prova odio per me? Io non lo odio”.

Stefano Catone

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